Un "Grande Fratello" per le piante
MAPPI non è un semplice microscopio. È stato progettato per osservare piante di dimensioni reali, simili a quelle che troviamo in una serra, superando i limiti degli strumenti tradizionali che funzionano solo su piccole piantine da laboratorio. La sua caratteristica più innovativa è la doppia visione perpendicolare, che consente di monitorare contemporaneamente foglie, fusto e radici mentre la pianta subisce uno stress: una ferita, un'inondazione o una bruciatura.
I messaggeri invisibili: calcio e glutammato
Grazie alla tecnologia della fluorescenza, MAPPI illumina i "segnali" che le piante si scambiano. In particolare, ha permesso di visualizzare le variazioni nella concentrazione degli ioni calcio e l'accumulo di glutammato, due molecole che funzionano come veri e propri messaggeri cellulari.
La scoperta più sorprendente è che questi segnali non viaggiano solo tra le foglie, ma si muovono in modo bidirezionale tra foglie e radici, rivelando una rete di comunicazione molto più complessa e coordinata di quanto si pensasse.
"MAPPI ci permette di osservare dinamiche che finora potevamo solo intuire," afferma Alex Costa, fisiologo vegetale dell'Università degli Studi di Milano e autore di riferimento dello studio. "Supera i limiti della microscopia tradizionale, aprendo la strada a nuove ricerche sulla fisiologia delle piante adulte."
Open source e pronto per il futuro
Un altro grande vantaggio di MAPPI è la sua natura modulare, poco costosa e open source. Questo significa che può essere facilmente replicato e utilizzato da molti laboratori in tutto il mondo, rendendo la tecnologia accessibile a un'ampia comunità scientifica.
"L'obiettivo è favorire studi su specie di interesse agricolo in condizioni più simili a quelle naturali," aggiunge Andrea Bassi, professore del Politecnico di Milano e co-coordinatore dello studio.
Il sistema è già predisposto per future espansioni, con la possibilità di integrare ulteriori sensori per monitorare simultaneamente diversi segnali molecolari. MAPPI è un passo decisivo per comprendere come le piante si adattano e rispondono agli stress, una conoscenza fondamentale per affrontare le sfide dell'agricoltura del futuro in un contesto di cambiamento climatico.



