La scoperta: una rete di contatti inaspettata
I dati emersi smentiscono l'idea che ogni famiglia viva in isolamento. Lo studio ha dimostrato che le interazioni sono molto più comuni del previsto:
Interazioni intraspecifiche (stessa specie): Sono le più frequenti. Le gallerie si intersecano creando ponti tra diversi nuclei familiari. Questo permette agli insetti di incontrarsi e riprodursi senza mai uscire all'esterno, riducendo drasticamente il rischio di essere mangiati dai predatori.
Interazioni interspecifiche (specie diverse): Sebbene meno comuni, si verificano regolarmente. Questi incontri sono cruciali perché possono favorire lo scambio di funghi e microrganismi tra specie diverse, un fenomeno particolarmente delicato quando specie autoctone entrano in contatto con specie esotiche invasive.
Perché questi risultati sono importanti?
La capacità dei coleotteri di connettersi all'interno del legno aumenta la loro diversità genetica e la resilienza della specie. Lo studio suggerisce che il legno non sia solo un rifugio, ma un vero e proprio social network fisico.
«Le gallerie non sono sistemi isolati – spiega il Prof. Rassati – ma parte di una rete ecologica dinamica. Queste connessioni aumentano il potenziale di scambio genetico e di microrganismi, cambiando radicalmente la nostra visione di come queste comunità si evolvono e colonizzano gli alberi».
Prospettive future
L'uso della tomografia a raggi X apre una nuova era per l'entomologia e l'ecologia forestale. Capire come questi insetti interagiscono "sottopelle" è fondamentale non solo per la biologia di base, ma anche per monitorare la diffusione di specie invasive che minacciano la salute dei nostri boschi.



