Individuato un nuovo potenziale bersaglio terapeutico in una delle forme più aggressive di tumore al seno

Università di Roma La Sapienza 12 Feb 2026


Uno studio coordinato dalla Sapienza ha scoperto il ruolo chiave di una proteina che si comporta come “interruttore molecolare” capace di controllare sia la quantità che l’attività delle proteine che guidano la crescita tumorale. I risultati pubblicati sulla rivista Cell Death & Differentiation.


Uno studio coordinato dalla Sapienza pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del gruppo Nature ha individuato nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. Questa patologia tende ad avere una progressione molto rapida e può ripresentarsi a distanza di tempo, nonostante le terapie farmacologiche.

Il problema nel trattamento di questo tipo di neoplasia è l’assenza quasi totale di molecole che normalmente possono essere utilizzate come bersagli per terapie specifiche, come i recettori per estrogeni e progesterone e il recettore HER2.

Lo studio condotto da Sabrina Zema (borsista della Fondazione Umberto Veronesi) nell’ambito del gruppo di ricerca della Sapienza coordinato da Diana Bellavia, con il supporto dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti, apre prospettive senza precedenti nell’identificazione di nuovi bersagli molecolari nel tumore al seno triplo negativo.

In particolare, l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata sulla proteina Mastermind-like1 (MAML1) i cui livelli di espressione sono spesso molto elevati in questo tipo di tumore.

Oltre al ruolo già noto nella trascrizione di geni coinvolti nella trasformazione cellulare, la ricerca ha individuato il ruolo non canonico per MAML1 di “interruttore molecolare”, capace di orchestrare l’attivazione delle principali vie di segnalazione oncogeniche che determinano la trasformazione della cellula tumorale e le permettono di acquisire le caratteristiche di malignità tipiche del tumore triplo negativo. Nello specifico, è emerso che MAML1 è in grado di inibire l’enzima Itch, che normalmente tiene sotto controllo molte proteine potenzialmente oncogeniche. Pertanto la sua riduzione può contribuire allo sviluppo del tumore.

Grazie a tecniche sperimentali più sensibili e precise e a un approccio integrato che combina nuovi esperimenti con dati di letteratura, è stato possibile analizzare in dettaglio l’interazione tra MAML1 e Itch e comprenderne le conseguenze biologiche. Questo ha permesso di attribuire a MAML1 un ruolo completamente nuovo nella regolazione delle proteine coinvolte nei processi tumorali.

Alla luce di queste evidenze, MAML1 emerge come potenziale target molecolare di rilevanza terapeutica nel tumore al seno triplo negativo, aprendo prospettive per lo sviluppo di strategie di cura innovative mirate alla modulazione delle reti di segnalazione tumorali.

“Conoscere questi meccanismi”, dichiara la professoressa Diana Bellavia, “è fondamentale per ideare terapie più mirate ed efficaci in futuro e può avere ricadute concrete sulla salute, mostrando quanto sia importante investire nella ricerca di base. Lo studio nasce da attività sperimentali condotte nei laboratori Sapienza, che provano la capacità dell’Ateneo di produrre conoscenza originale e competitiva a livello internazionale.”

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery