Gli ultimi tesori verdi d’Europa

06 Giu 2018 Comunicato stampa Università La Sapienza di Roma
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La mappa/cartografia delle ultime foreste selvagge d’Europa è stata realizzata da un team di ricerca internazionale con la collaborazione del Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza. Le aree vergini, sebbene molto rare, piccole e situate in zone remote, costituiscono un patrimonio naturale insostituibile in termini di valore ecologico e di conservazione. Lo studio è pubblicato sulla rivista Diversity&Distributions
Agricoltura e selvicoltura hanno trasformato gran parte del paesaggio forestale europeo, ma esistono ancora luoghi veramente incontaminati. A dimostrarlo uno studio sostenuto dal progetto europeo Horizon 2020 e coordinato dall’Università di Humboldt di Berlino in collaborazione con 29 istituzioni di ricerca, incluso il Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza.

Il team di ricerca internazionale ha creato una cartografia, la più completa e dettagliata mai realizzata finora, delle foreste primarie ancora presenti in Europa, identificandole in più di 1,4 milioni di ettari in 34 Paesi europei.

Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Diversity & Distributions, evidenzia che le foreste primarie in Europa sono generalmente molto rare, piccole e situate in aree remote. "Sebbene tali foreste corrispondano solo a una minima parte dell'area forestale totale in Europa – spiega Francesco Maria Sabatini, autore dello studio – hanno un valore ecologico straordinario per la conservazione della biodiversità. Le foreste primarie ospitano infatti molte specie in via di estinzione e sono considerate dei veri e propri laboratori naturali per comprendere l'impatto dell’uomo sugli ecosistemi forestali”.

I risultati dello studio sono il frutto di un lavoro congiunto, che ha visto la collaborazione di centinaia di scienziati forestali, esperti e attivisti di ONG provenienti da tutta Europa. La condivisione di informazioni sulle aree primarie dei rispettivi paesi di origine ha permesso di costruire un database per tracciare graficamente la distribuzione della foresta primaria rimanente e, di riflesso, di comprendere come l’impatto dell’uomo abbia influito sull’attuale distribuzione di queste aree.

Come emerge dalla ricerca, l’89% delle foreste primarie cartografate si trova in aree protette, ma un’alta percentuale, il 54%, non è sotto stretta protezione; ciò significa che, almeno in alcuni paesi europei come Romania e Slovacchia, il disboscamento illegale potrebbe comprometterne la conservazione e danneggiarle definitivamente.

Il paesaggio europeo è infatti il risultato di millenni di attività umane e avere a disposizione una mappatura delle foreste primarie rimaste in Europa offrirà un sostanziale aiuto per la definizione di piani di protezione e ripristino mirati.

“Abbiamo utilizzato la nuova mappa per osservare le aree in cui le pressioni delle attività umane sono ancora basse in modo da prevedere dove potrebbero essere presenti altre zone di foresta primaria, non ancora mappate. Questi tesori verdi – conclude Sabatini – hanno un valore eccezionale, sia ambientale che culturale, e preservare la loro integrità dovrebbe essere una priorità di qualsiasi strategia ambientale dell'Unione europea".

 

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