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Once upon a time in Rome there was a man who collected shells and taught young people to look at the world with care.

His name was Carlo Piersanti. He was headmaster of the Liceo Visconti, one of the oldest schools in the capital, and in his drawers he kept a collection of extraordinary size. Then the war came. A bombing raid destroyed his home. His daughter died. Of that immense collection, only fifty thousand specimens survived, saved from the destruction. Those are the ones the Museo Civico di Zoologia in Rome preserves today.

Pubblicato in Scienceonline

 

C'era una volta a Roma un uomo che raccoglieva conchiglie e insegnava ai ragazzi a guardare il mondo con cura.

Si chiamava Carlo Piersanti. Era preside del Liceo Visconti, una delle scuole più antiche della capitale, e nei suoi cassetti custodiva una collezione di dimensioni straordinarie. Poi venne la guerra. Un bombardamento distrusse la sua casa. Morì la figlia. Di quella raccolta immensa sopravvissero solo cinquantamila esemplari, salvati dalla distruzione. Sono quelli che oggi il Museo Civico di Zoologia di Roma conserva.

Pubblicato in Paleontologia


Il segreto della millenaria resistenza delle costruzioni romane ha trovato una nuova spiegazione tra i pendii dei Colli Euganei. Grazie al progetto di ricerca EuQuGeA, coordinato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, è stato mappato un antico distretto estrattivo che riforniva i grandi cantieri dell'Impero con materiali di altissima qualità, selezionati con una precisione tecnologica che si credeva perduta.

Tecnologia aerospaziale per riscoprire il passato
Per individuare le cave nascoste da secoli di fitta vegetazione, il team guidato dal professor Michele Secco ha utilizzato droni equipaggiati con tecnologia LiDAR (una sorta di radar laser). Questa tecnica ha permesso di "spogliare" virtualmente i boschi, rivelando la morfologia del terreno e distinguendo le antiche ferite lasciate dall'uomo.

Grazie a questo approccio, sono stati riscoperti siti dimenticati, tra cui spicca la cava nel parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme, che conserva ancora i segni inconfutabili dell'attività estrattiva di epoca imperiale.

Pubblicato in Tecnologia


Un nuovo studio internazionale, frutto della collaborazione tra l’Università di Padova e gli atenei tunisini di Beja e Hammam Lif, ha rivelato le proprietà protettive dell’olio essenziale di mirto comune (Myrtus communis). La ricerca, pubblicata sulla rivista Antioxidants, dimostra come questo estratto naturale possa preservare la salute degli spermatozoi dagli effetti nocivi del bisfenolo A (BPA), un inquinante onnipresente nei materiali plastici.

Il bisfenolo A: un nemico invisibile
Il bisfenolo A è un interferente endocrino ampiamente utilizzato nella produzione industriale. La sua pericolosità deriva dalla capacità di imitare gli estrogeni, alterando l’equilibrio ormonale umano.

Azione: Riduce la funzionalità spermatica.

Effetto: Scatena uno stress ossidativo che danneggia le cellule riproduttive.

Rischi: Sebbene il suo uso sia già limitato in prodotti sensibili come i biberon, l'esposizione prolungata resta una minaccia per la fertilità maschile.

Pubblicato in Medicina


Un importante passo avanti nella lotta contro l'adenocarcinoma duttale del pancreas arriva da uno studio internazionale guidato dalla Sapienza Università di Roma. La ricerca, pubblicata su PNAS, ha individuato nella proteina Fra-2 la responsabile della resistenza alle moderne terapie molecolari, offrendo una nuova strategia per rendere i trattamenti finalmente efficaci.

La sfida del gene KRAS
Il principale motore di questo aggressivo tumore è la mutazione del gene KRAS, che spinge le cellule a moltiplicarsi in modo incontrollato. Sebbene siano stati sviluppati farmaci specifici per colpire la proteina KRAS mutata, la loro efficacia clinica è spesso deludente: il tumore, infatti, impara rapidamente a "schivare" l'attacco, diventando resistente.

Pubblicato in Medicina


Il futuro dell'alimentazione per chi soffre di celiachia passa dai laboratori del Cnr di Avellino. I ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Cnr-Isa) hanno infatti sviluppato un prototipo di pane di grano che, pur mantenendo le caratteristiche tipiche del frumento, vanta un contenuto di glutine inferiore alle 20 parti per milione (ppm). Questa soglia è fondamentale, poiché permette di etichettare ufficialmente il prodotto come "senza glutine" secondo gli standard internazionali.

Una tecnologia brevettata e innovativa
Il segreto di questo successo risiede in una complessa procedura enzimatica, perfezionata in anni di ricerca dal team guidato da Mauro Rossi e ora protetta da un brevetto internazionale. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Food Frontiers, descrive un processo che utilizza la transglutaminasi microbica (un enzima di grado alimentare) per trattare la farina di grano.

Attraverso questo metodo, il glutine viene isolato, detossificato e poi reintegrato con amido di frumento. Il risultato è una farina "gluten free" capace di restituire al pane le proprietà organolettiche, la consistenza e il sapore che solitamente mancano nei prodotti dietetici tradizionali.

Pubblicato in Medicina


È partita ufficialmente la campagna di crowdfunding per TapTino, un dispositivo ludico e tecnologico progettato per supportare i bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e altre forme di neurodivergenza. Il progetto, nato all'interno dell'Università di Milano-Bicocca nell'ambito dell'ottava edizione del programma BiUniCrowd, punta a raccogliere 10.000 euro sulla piattaforma Ideaginger.it per trasformare un prototipo di successo in uno strumento concreto a disposizione delle famiglie.

L'idea è frutto dell'intuizione di Anna Lambiase, studentessa di Applied Experimental Psychological Sciences, che insieme a un team multidisciplinare ha saputo coniugare la psicologia sperimentale con la robotica assistiva. Il cuore del progetto risiede nella comprensione profonda della neurodivergenza: per molti bambini, il movimento ripetuto non è un disturbo da reprimere, ma una necessità fisiologica per ritrovare l’equilibrio e gestire gli impulsi. TapTino nasce proprio per incanalare questa energia in un’attività coinvolgente, rispettando i tempi del bambino e trasformando l'azione fisica in un potenziamento cognitivo.

Pubblicato in Tecnologia


Un team internazionale guidato dal CNR ha scoperto come le mutazioni del gene SMC1A scatenano gravi forme epilettiche nei bambini, individuando in una molecola specifica, l’ataluren, una concreta speranza terapeutica.

Il cuore della scoperta
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Epilepsia, ha fatto luce sulla DEE85, un'encefalopatia epilettica dello sviluppo estremamente aggressiva. Questa patologia è causata da alterazioni del gene SMC1A e si manifesta con crisi precoci, disabilità intellettiva e una resistenza cronica ai farmaci tradizionali.

Attraverso l'analisi del trascrittoma (l'insieme dei geni attivi nelle cellule dei pazienti), i ricercatori del Cnr-Itb e del Cnr-Ibpm hanno decifrato il "caos" genetico della malattia:

Mutazioni "stop" (non-senso): Interrompono precocemente la produzione della proteina SMC1A, causando uno sconvolgimento massiccio dell'espressione genica.

Mutazioni strutturali: Modificano singoli aminoacidi, producendo effetti più localizzati ma comunque invalidanti.

Pubblicato in Medicina


Quello che per secoli è stato considerato un insieme di frammenti muti e indecifrabili si è trasformato in una preziosa banca dati su vita, riti e biologia del passato. Lo rivela una ricerca d'avanguardia sulla necropoli di La Cona (Teramo), i cui risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista PLoS One, aprono nuove finestre sulla società romano-imperiale tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

Dalla macro alla micro: la biologia oltre il fuoco
L’indagine, coordinata dall'Università di Padova in stretta sinergia con la Sapienza di Roma, l’Università di Bologna e partner internazionali, ha dimostrato che il fuoco non cancella la storia dell'individuo. Integrando l'analisi visiva macroscopica con lo studio istologico, ovvero l'esame dei tessuti a livello microscopico, i ricercatori sono riusciti a leggere tra le pieghe dell'osso combusto con un dettaglio senza precedenti.

Pubblicato in Paleontologia


Una collaborazione internazionale guidata dall'Università di Padova, insieme ai Max Perutz Labs di Vienna, ha dato vita a un software di Intelligenza Artificiale capace di anticipare le reazioni delle cellule alle mutazioni genetiche. Lo studio, apparso su PLOS Computational Biology, presenta IGNITE, uno strumento che accelera la scoperta di nuove cure agendo come una vera e propria bussola per la medicina rigenerativa.

Un laboratorio virtuale contro gli sprechi
Comprendere come i geni interagiscono tra loro è la chiave per capire come le cellule crescono e si specializzano. Finora, mappare queste connessioni richiedeva anni di test manuali e costi esorbitanti. IGNITE cambia le regole del gioco funzionando come un simulatore virtuale: il software è in grado di prevedere al computer cosa accade a una cellula se determinati geni vengono alterati o disattivati, indicando ai ricercatori quali esperimenti reali hanno le maggiori probabilità di successo e riducendo drasticamente tempi e risorse sprecate.

Pubblicato in Tecnologia
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