L'impatto sulla salute: antibiotici e polveri sottili
Il dossier del WWF evidenzia due minacce sanitarie critiche legate al modello intensivo:
L'emergenza antibiotico-resistenza: L'Italia è maglia nera in Europa, con un consumo di farmaci veterinari doppio rispetto alla media UE. Questa pratica alimenta i "super-batteri": dei 35.000 decessi annui in Europa per infezioni resistenti, circa 12.000 avvengono in Italia.
L'aria che respiriamo: Gli allevamenti sono la seconda causa di formazione di PM2,5 in Italia (17%), superando industria e trasporti. Le emissioni di ammoniaca zootecnica contribuiscono a un bilancio tragico di circa 50.000 morti premature all'anno per polveri sottili.
Ambiente e ingiustizia economica
Il suolo e l'acqua non riescono più a rigenerarsi: 700.000 tonnellate di azoto derivanti dalle deiezioni saturano i terreni ogni anno, filtrando nelle falde acquifere sotto forma di nitrati.
A questo si aggiunge un paradosso economico: l'80% dei fondi europei (PAC) finisce nelle tasche del 20% dei grandi produttori industriali. Le piccole realtà agricole, quelle che tutelano il territorio e applicano metodi biologici, restano con le briciole.
Le 6 richieste della petizione al Governo
Il WWF Italia non si limita alla denuncia, ma propone una roadmap in sei pilastri per la politica italiana:
Moratoria immediata: Stop alle autorizzazioni per nuovi impianti intensivi.
Transizione ecologica: Incentivi concreti per passare al modello biologico ed estensivo.
Riforma dei sussidi: Redistribuire i fondi PAC premiando chi rispetta l'ambiente.
Trasparenza in etichetta: Obbligo di indicare chiaramente il metodo di allevamento.
Educazione alimentare: Promuovere la riduzione del consumo di proteine animali nelle diete pubbliche.
Legge "Oltre gli allevamenti intensivi": Approvazione rapida della proposta di legge già depositata in Parlamento.
"Sottoscrivere questa petizione significa scegliere tra un passato che danneggia il pianeta e un futuro dove la zootecnia sia finalmente equa, sana e rispettosa della vita."



