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Un nuovo farmaco apre prospettive terapeutiche per le bronchiectasie
21 Mag 2025 Scritto da Università degli studi di Milano
Uno studio clinico internazionale, con il contribuito del team di Pneumatologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Statale di Milano, ha dimostrato come l’innovativo farmaco Brensocatib sia in grado di modulare efficacemente l’infiammazione nei pazienti affetti da bronchiectasie.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine, saranno sottoposti alla valutazione dell’FDA.
Il trial clinico internazionale ASPEN ha dimostrato l’efficacia di Brensocatib, un farmaco innovativo che agisce sull’infiammazione delle vie aeree, elemento chiave nella progressione delle bronchiectasie, una malattia polmonare cronica. I dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine e i risultati sono stati raggiunti con il contribuito anche del team di Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano, diretta da Francesco Blasi, fra gli autori della pubblicazione, Prorettore ai rapporti con il Sistema Sanitario dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato di direzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Rilevante anche il ruolo dei medici in formazione specialistica in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Statale di Milano. Un importante traguardo per questa malattia ancora senza cure specifiche approvate, che potrebbe rivoluzionarne la gestione.
Malattia di Alzheimer: regolare i livelli di dopamina riduce i sintomi nelle prime fasi della malattia
21 Mag 2025 Scritto da Campus Biomedico di Roma
Uno studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme alla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e condotto su modelli sperimentali, ha confermato che la stimolazione dopaminergica è efficace nel ridurre l’ipereccitabilità dell’ippocampo condizione alla base dell’insorgenza di epilessia e che può contribuire al progressivo danno cognitivo nella malattia di Alzheimer.
Uno studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme alla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e condotto su modelli sperimentali, ha confermato che la stimolazione dopaminergica è efficace nel ridurre l’ipereccitabilità dell’ippocampo condizione alla base dell’insorgenza di epilessia e che può contribuire al progressivo danno cognitivo nella malattia di Alzheimer.
Roma, 18 gennaio 2024 - La malattia di Alzheimer è la prima causa di demenza nella popolazione italiana e oltre 600.000 persone convivono con questa condizione. Sebbene la diagnosi della malattia sia, ad oggi, esclusivamente legata ai sintomi riportati al neurologo dal paziente e misurati dal neuropsicologo, la ricerca sta proponendo sempre maggiori soluzioni per la diagnosi precoce dell’Alzheimer.
Una regione profonda del cervello si rivela cruciale nel collegare i sensi
20 Mag 2025 Scritto da Alessia Di Gioacchino
La nostra percezione e navigazione del mondo si basano sui cinque sensi: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Sebbene gli scienziati sappiano da tempo che ciascun senso attiva specifiche aree cerebrali, una nuova ricerca guidata da Yale ha scoperto che stimoli provenienti da sensi diversi convergono in una regione critica e profonda del cervello, coinvolta nel controllo della coscienza.
Lo studio, pubblicato il 15 maggio sulla rivista NeuroImage, offre nuove prospettive sul meccanismo della percezione sensoriale nel cervello e potrebbe aprire la strada a terapie per disturbi legati all'attenzione, alla vigilanza e alla coscienza.
Medicina rigenerativa: una nuova potenziale terapia stimola la rigenerazione della mucosa intestinale in corso di infiammazione
20 Mag 2025 Scritto da Università degli studi di Milano
Uno studio internazionale del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano e dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, in collaborazione con la Harvard Medical School, identifica un meccanismo che previene la rigenerazione intestinale in corso di infiammazione cronica. La scoperta apre la via ad una opzione terapeutica di grande rilevanza clinica. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.

Una recente ricerca pubblicata su Life Metabolism ha portato alla luce un nuovo e sorprendente protagonista nel meccanismo con cui il corpo gestisce i livelli di zucchero nel sangue dopo i pasti. Scienziati del Baylor College of Medicine e dell'Università di Namur hanno scoperto che un enzima, chiamato ialuronidasi-1 (HYAL1), svolge un ruolo cruciale nel contenere l'eccessiva produzione di glucosio da parte del fegato, specialmente dopo aver mangiato. Questa scoperta potrebbe aprire inedite prospettive per il trattamento di disturbi metabolici come il diabete di tipo 2, caratterizzato da una compromessa regolazione della glicemia.
Nuova Ricerca Rivela: I Batteri della Nostra Pelle Possono Aiutarci a Difenderci dagli Effetti Nocivi del Sole
14 Mag 2025 Scritto da Redazione
Un'affascinante interazione tra i batteri cutanei e le radiazioni UV, riportata sul Journal of Investigative Dermatology, apre nuove prospettive per una protezione solare che tenga conto del microbioma.
Il microbioma della pelle svolge un ruolo cruciale nella salute e nelle malattie. Ora, dei ricercatori hanno dimostrato che specifici batteri cutanei possono proteggerci dalle radiazioni ultraviolette (UV) del sole, precisamente metabolizzando l'acido cis-urocanico attraverso un enzima chiamato urocanasi. Questo meccanismo permette alla pelle di modulare finemente la sua risposta alle radiazioni UV. I risultati dello studio, pubblicato sull'Journal of Investigative Dermatology da Elsevier, forniscono un notevole caso che illustra la capacità del microbioma cutaneo di rimodellare le funzioni immunitarie dell'ospite.
Nuova analisi di biomarcatori ematici offre spunti per migliorare le decisioni terapeutiche nel cancro metastatico
13 Mag 2025 Scritto da Redazione
Uno studio pubblicato sul Journal of Molecular Diagnostics individua marcatori predittivi del fallimento del trattamento nel carcinoma prostatico metastatico.
Una nuova ricerca ha identificato specifici biomarcatori nel sangue capaci di prevedere l'inefficacia del trattamento per il cancro alla prostata, sia in pazienti ormono-sensibili che in quelli resistenti alla castrazione. Lo studio, pubblicato sulla rivista The Journal of Molecular Diagnostics di Elsevier, indica piastrine, proteina C-reattiva e cromogranina A come indicatori significativi di fallimento della terapia combinata di deprivazione androgenica e inibitori del recettore degli androgeni in pazienti con cancro prostatico ormono-sensibile, suggerendo la necessità di trattamenti alternativi.
I probiotici potrebbero attenuare gli effetti collaterali della chemioterapia nel cancro al seno
13 Mag 2025 Scritto da Redazione
La chemioterapia rappresenta uno dei trattamenti più diffusi per il cancro al seno. Nonostante la sua comprovata efficacia, comporta anche degli svantaggi, tra cui un aumentato rischio di effetti indesiderati, in quanto non agisce selettivamente sulle cellule tumorali ma può colpire anche quelle sane. Effetti collaterali correlati alla chemioterapia, come affaticamento, debolezza e predisposizione alle infezioni, possono compromettere l'aderenza al trattamento, minare l'efficacia della terapia e peggiorare la qualità di vita delle pazienti.
Tra gli integratori alternativi emergenti studiati per i loro potenziali benefici nel trattamento del cancro, spiccano i probiotici. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista ad accesso aperto Pharmacia, ha indagato gli effetti di probiotici multi-ceppo sugli effetti collaterali indotti dalla chemioterapia, utilizzando il punteggio di performance di Karnofsky, l'emocromo completo e la biochimica del sangue.

Ricercatori dell'Università di Umeå, in Svezia, e della Michigan State University, negli Stati Uniti, hanno individuato un tipo di molecola capace di eliminare i batteri della clamidia, preservando però i batteri essenziali per la salute. Questa scoperta spalanca le porte a ulteriori indagini per lo sviluppo di nuovi antibiotici contro la clamidia, l'infezione batterica a trasmissione sessuale più diffusa a livello globale, con 130 milioni di casi annui.
"Nessuno dovrebbe convivere con la clamidia. Il problema attuale è che le terapie disponibili non distinguono tra batteri pericolosi e quelli utili. Inoltre, sta diventando sempre più seria la questione della resistenza di un numero crescente di batteri agli antibiotici ad ampio spettro oggi in uso", spiega l'autrice principale dello studio, Barbara Sixt, professoressa associata presso il Dipartimento di Biologia Molecolare dell'Università di Umeå, in Svezia.
Polidatina, la molecola naturale che contrasta i deficit della sindrome di Down
08 Mag 2025 Scritto da CNR
Uno studio del Cnr-Ibiom ha approfondito gli effetti della somministrazione della polidatina – un polifenolo di origine vegetale noto per le sue proprietà antiossidanti – su campioni di cellule caratterizzate da trisomia del cromosoma 21, meglio conosciuta come sindrome di Down. È stata dimostrata la capacità di tale principio attivo naturale di ripristinare il corretto metabolismo energetico cellulare e ridurre lo stress ossidativo, facendone il candidato ideale per la prevenzione dei disturbi neurologici associati alla patologia. La ricerca è pubblicata su Free Radical Biology and Medicine.
Uno studio dell’Istituto di biomembrane, bioenergetica e biotecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari (Cnr-Ibiom) ha approfondito gli effetti della somministrazione della polidatina – un polifenolo di origine vegetale noto per le sue proprietà antiossidanti – nel contrastare le alterazioni cellulari della sindrome di Down, patologia provocata da una particolare aberrazione cromosomica, ovvero la presenza di una triplice copia (trisomia) del cromosoma 21, che ogni anno colpisce circa 3.000-5.000 bambini nel mondo (1 su 1000 neonati, secondo dati della World Health Organization).

