Il respiro intermittente dei fiumi: l'80% dei corsi d’acqua mondiali non scorre tutto l'anno

Emma Bariosco 12 Gen 2026


Uno studio dell’Università di Padova rivela che la quasi totalità della rete idrografica terrestre vive fasi di secca periodica: i fiumi perenni sono l'eccezione, non la regola.

I fiumi non sono vene statiche che attraversano i continenti, ma organismi pulsanti che si espandono e si ritraggono seguendo i ritmi del clima. Questa variabilità porta moltissimi tratti fluviali a interrompere il proprio corso, anche solo per brevi intervalli. Secondo una ricerca pubblicata su Nature Water dal team dell'Università di Padova, i fiumi "non-perenni" rappresentano la forma fluviale dominante sul nostro pianeta.

I numeri di un fenomeno globale
Analizzando dati provenienti da ogni continente, i ricercatori hanno stimato che quasi l’80% dei corsi d'acqua terrestri smette di scorrere per almeno un giorno all'anno. Sorprendentemente, il fenomeno non riguarda solo le zone aride: anche in territori umidi come il Veneto, più del 50% della rete idrica è soggetta a periodi di asciutta.

Ecco i dati salienti emersi dallo studio:

Estensione totale: La rete fluviale globale misura tra 1,2 e 1,5 miliardi di chilometri.

Intermittenza: Di questi, oltre un miliardo di chilometri è composto da alvei che si prosciugano ciclicamente.

Capillarità: Il sistema è sorretto da un'infinità di piccoli rami secondari che si attivano solo in risposta alle piogge.

"La prevalenza di questi corsi d'acqua è dovuta alla struttura stessa delle reti fluviali," spiega Gianluca Botter, docente presso l’Università di Padova e autore dello studio. "Questi piccoli torrenti dinamici influenzano l'intero ecosistema, lasciando un'impronta profonda anche sulla salute dei bacini idrografici più vasti."

Cambiare prospettiva per proteggere l'ambiente
I risultati della ricerca scardinano l'immagine tradizionale del fiume come un flusso ininterrotto dalla sorgente alla foce. Al contrario, l'alternanza tra acqua e secca è una proprietà intrinseca della natura.

Accettare questa realtà è cruciale per diversi motivi:

Biodiversità: Molte specie dipendono da questi cicli di variazione del flusso.

Qualità dell'acqua: I periodi di secca influenzano la chimica e la capacità di autodepurazione dei fiumi.

Gestione Idrica: Le politiche di tutela devono adattarsi a sistemi che non sono sempre visibili o attivi.

Comprendere che il "silenzio" di un fiume fa parte della sua vita naturale è il primo passo per proteggere le nostre risorse idriche di fronte alle sfide del cambiamento climatico.

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