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Scienzaonline Anno 7° n. 73 Febbraio 2010 |
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Scritto da Carlo Bellitto, Elvira M. Bauer e Guido Righini
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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Un procedimento di sintesi di un materiale catodico per batterie litio-ione, il LiFePO4, che permette di ottenere un composito LiFePO4/C dalle eccellenti prestazioni elettrochimiche: questa invenzione è il risultato della collaborazione del gruppo di ricerca dell’Istituto ISM-CNR (dr. C. Bellitto) con i gruppi di ricerca dell’Università “Sapienza” di Roma (Prof. M. Pasquali) e dell’ENEA-Casaccia (dr. P.P. Prosini). Il consumo di energia da combustibili fossili ha prodotto forti cambiamenti nell’ambiente, quali l’aumento di temperatura del globo terrestre, l’aumento dell’inquinamento, l’esaurimento di alcune fonti di combustibili fossili e ha portato ad utilizzare sempre più fonti di energia rinnovabile quali il sole, il vento, le maree, il calore della terra e le biomasse. In parallelo allo sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili si sono intensificati anche i tentativi di sostituire in parte il carbone ed il petrolio con la propulsione elettrica. Ecco quindi la necessità di avere a disposizione sistemi di immagazzinamento di energia elettrica, quali appunto le batterie ed altri tipi di dispositivi (fuel-cell, supercapacitori.).
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Scritto da Luisa Sisti
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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Prosegue la scoperta dei Musei che hanno avuto una parte rilevante nella storia del sapere scientifico: questa volta la visita è al Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma, gestito dal Gruppo Mineralogico Romano presieduto dal dott. Vincenzo Nasti, che si ringrazia per aver fornito le notizie utilizzate nel presente articolo e per l’intervista concessa. Entrando dalla sede dello storico palazzo del Collegio Nazareno (fondato da S. Giuseppe Calasanzio nel 1630 e destinato all’istruzione dei ragazzi più bisognosi) si raggiunge, attraverso una ripida scala a chiocciola, l’universo silenzioso del Museo, popolato, il sabato pomeriggio, anche dagli esperti collezionisti e dai ricercatori iscritti al GMR, solitamente impegnati a studiare nella postazione loro riservata. Al centro della sala principale spicca una lunga teca che raccoglie esemplari di minerali e di marmi, lungo le pareti, invece, le grandi vetrine illuminano l’ambiente, con altri preziosi campioni di pietre, marmi ed una collezione di animali impagliati: un’altra sala conserva, tra gli altri reperti, lo scheletro di una balenottera, detta “la Gismondina” (dal nome di Gismondi, cui si deve la scoperta del minerale Gismondina, composto da silicato di magnesio-calcio-alluminio). La storia del Museo, uno dei più antichi di Roma, nasce da lontano, precisamente alla fine del ‘700, in un periodo storico che vede la sistematizzazione delle raccolte conservate presso gli Istituti di istruzione e le Università, con la creazione di nuove strutture museali dedicate ai temi tecnico-scientifici. Giuseppe II non era ancora imperatore quando, nel 1769, fece visita al Collegio (divenne imperatore dopo la morte della madre, Maria Teresa d’Austria, avvenuta nel 1780); egli si era recato a Roma per ragioni di conclave (l’elezione del Pontefice Clemente XIV, rimasto alla storia per la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti) ma dopo la visita al Gabinetto di Mineralogia del Collegio egli decise di donare una preziosa raccolta di campioni provenienti dai giacimenti minerari dell’Ungheria: una targa ricorda questa memorabile visita.
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Scritto da Marina Pinto
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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L’ascolto terapeutico è un’attività che coinvolge corpo e mente in vari modi: per quanto riguarda il corpo il primo interessato è l’apparato uditivo, seguito dal cuore, dal sistema nervoso, da quello endocrino, e poi da pelle, respiro ed ossa, mentre dal punto di vista mentale il coinvolgimento riguarda l’inconscio, i ricordi, ed anche l’eros. Ascoltare la musica in modo terapeutico significa principalmente abbandonarsi alle emozioni, un’attività che implica l’attivazione dell’emisfero destro del cervello, mentre il sinistro si pone in azione per rendere viva l’attenzione verso l’evento musicale che si ascolta. Detto così sembra un gran lavoro, ma non lo è affatto, perché tutto ciò avviene spontaneamente quando si ascolta attentamente una musica, così che un ascolto musicale è davvero completo e terapeutico quando entrambi gli emisferi lavorano in sincronia e coerenza nel senso che uno è il complemento dell'altro.
Questo sistema di ascolto serve anche ad individuare le parti del corpo maggiormente sensibilizzate alla musica, ed è questo un passo molto importante per chi pratica una tale attività, perché il corpo umano risponde alla musica come un diapason, ossia producendo un proprio suono di risposta ad un qualsiasi altro suono proposto. La mente nel frattempo segue il medesimo percorso, e l’unità corpo-psiche che ne deriva sarà totalmente immersa nella musica, così l’ascoltatore diventerà esso stesso musica. Il talamo è la parte del cervello dove giungono le emozioni per rimanervi in modo cosciente, ma attraverso il suono tali sensazioni si spingono in avanti fino a toccare corde emotive molto più profonde, e così la risposta dell’inconscio non tarda ad arrivare. Immagini e ricordi sono i primi segni di risposta dell’inconscio, il quale, superando le resistenze create dal tempo, produce il cambiamento positivo che consente all’ascoltatore di rielaborare il proprio vissuto, così che nevrosi e disturbi emotivi vari iniziano ad allontanarsi in favore di una positiva evoluzione.
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Scritto da Cinzia Folcarelli
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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Donne raffinate, interni eleganti, e tutta la magia della belle epoque francese di fine Ottocento sono protagonisti della mostra Boldini e gli italiani a Parigi, allestita all'interno di quel prezioso scrigno che è il Chiostro del Bramante e prorogata a grande richiesta fino al 6 Aprile. In un'epoca in cui è la Francia il faro dell'arte contemporanea e non solo, artisti come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi seppero portare nella ville lumiere la tradizione e il fascino dell'arte italiana, imponendosi con il loro personalissimo stile.
Giovanni Boldini lascia l'Italia e l'avanguardia macchiaiola per trasferirsi a Parigi dove entra quasi subito nella scuderia del mercante Goupil facendosi conoscere ed apprezzare per la sua arte e conquistando le dame della nascente borghesia parigina che fanno a gara per farsi ritrarre dall'italiano che riesce a trasformarle in creature eteree e a far trasparire tutta la loro sensualità sopita. A Parigi Boldini deve confrontarsi con un altro grande italiano, De Nittis, che interpreta la modernità della città immortalandola in affascinanti vedute. Entrambi gli artisti sono in grado di dipingere la contemporaneità che li circonda riuscendo a far trasparire nelle loro opere un “sentimento” di modernità, risultato, come diceva Baudelaire, dal rapporto tra la città e gli individui che la vivono.
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Scritto da Marina Pinto
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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È detto comune che gli artisti abbiano una vena di pazzia, o meglio che il loro temperamento artistico sia il motivo della loro condotta di vita insolita, sregolata e talvolta eccessiva. Naturalmente le cose non stanno affatto così, ma il fatto è che i certi pensieri o certe sensibilità spiccate dal punto di vista artistico non sono comprese da tutti, e così, ascoltando musiche d’avanguardia oppure osservando certe opere d’arte di non facile comprensione immediata, qualcuno lo afferma ancora. E chiaro quindi che, nonostante tutto, la persistenza dell’associazione genialità-follia - più spesso declinata come genialità- malinconia – sussiste tuttora, ed è curioso trovarne traccia fin dai tempi antichissimi.
Un primo esempio lo troviamo infatti in alcuni scritti di Aristotele, che disse: “gli eccessi che la bile determina fanno sì che tutti i melanconici si distinguano dagli altri uomini, non a causa di una malattia, ma a causa della loro natura originale” (pertanto malinconia = originalità). Interesse per l’argomento lo svilupparono anche gli uomini del Rinascimento a proposito di artisti come Raffaello e Michelangelo, il quale affermò “La mia allegrez’è la malinconia”, e poi raccontando a proposito di una cena cui aveva partecipato raccontò “ebbi grandissimo piacere, perché uscì un poco del mio malinconico, ovvero del mio pazzo” (qui invece malinconia = pazzia).
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Scritto da Pia Grassivaro Gallo
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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In Italia, per contrastare le MGF si è giunti nel 2006 alla formulazione della legge “Consolo”, n.7 (www.camera.it, 2006). Essa si articola complessivamente su due piani, negativo e positivo diretti rispettivamente all’eliminazione dell’aspetto traumatico ai genitali e alla prevenzione. Quest’ultima è costituita di un corpus propositivo, molto realistico, perché comprensivo anche del corrispondente budget per attuare le iniziative previste. In data 13/08/2007 sulla gazzetta Ufficiale n.187 in risposta all’art.3 della legge (sulla predisposizione di campagne informative e di sensibilizzazione rivolte agli immigrati, alle strutture sanitarie e ai servizi sociali), il Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità ha pubblicato un bando ad hoc per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e al contrasto delle MGF (www.retepariopportunità.it, 2007). L’ammontare delle risorse per gli stessi è stato precisato in 4 Milioni di Euro ed erano rivolte a specifici soggetti proponenti (soprattutto Regioni, Enti Locali e Amministrazioni del Servizio sanitario Nazionale). Tra i progetti che hanno risposto al bando, dieci hanno ottenuto la approvazione del ministeriale ed hanno svolto l’impegno previsto entro il 2009, concludendosi con conferenze di chiusura dove venivano presentati sia le iniziative come i risultati ottenuti e/o previsti.
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Scritto da Francesco Nosella
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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Quella del 2010 sarà la quarta edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica che di anno in anno tende sempre più a radicarsi nel panorama culturale italiano, nell’interesse delle case editrici, nell’attenzione dei lettori, soprattutto giovani, nella considerazione della cittadinanza.
Il Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2010 viene assegnato a un’opera di diffusione scientifica, in lingua italiana, pubblicata dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, secondo una formula che si ispira a quella già ampiamente sperimentata del Premio Campiello. Una Giuria Scientifica, quest’anno presieduta dal Prof. Paolo Rossi e composta da scienziati, ricercatori, giornalisti e scrittori, seleziona una cinquina di opere che saranno sottoposte al giudizio di una Giuria Popolare composta da una classe di studenti per ciascuna Provincia italiana, scelta fra le quarte classi delle scuole superiori.
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Scritto da Ezio Gensini
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Martedì 23 Febbraio 2010 00:00 |
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Il diritto in Internet - Law via the Internet. Accesso libero, qualità dell'informazione, effettività dei diritti”
Il volume, in lingua inglese, si occupa degli sviluppi e delle prospettive in merito all’accesso libero e aperto all’informazione giuridica. Contiene gli atti della IX Conferenza internazionale dall’omonimo titolo, organizzata a Firenze dall’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica del CNR (ITTIG), il 30-31 ottobre 2008. I contributi, esaminando gli aspetti relativi alla libertà della cultura e alla conoscenza giuridica digitale, forniscono, a livello internazionale, uno spunto di riflessione sulla ormai inevitabile interazione tra sviluppo tecnologico e diritto.
a cura di G. PERUGINELLI e M. RAGONA (EPAP, 2009; 494 pg; ISBN 9788883980589, € 40.00)
Law via the Internet: Free Access, Quality of Information, Effectiveness of Rights
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Scienzaonline Anno 7° n. 72 Gennaio 2010 |
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Scritto da Alessandro Quinzi
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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Se l’abito non fa il monaco, certo fa il Futurista. Ne era ben convinto Giacomo Balla: “si pensa e si agisce come si veste”, scrisse nel suo Manifesto per il vestito antineutrale del 1914. Così giù picconate ai simboli stessi del decoro maschile: demolita la simmetria delle giacche, ficcati in un dimenticato cassetto i colori nero e marrone d’ordinanza, via libera a panciotti che sono un tripudio di colori a scarpe e sciarpe pluricolorate. La cravatta, aboliti i nodi scorsoi "da impiccato”, diventa oggetto di un apposito Manifesto futurista sulla cravatta italiana. Intanto Thayaht inventa la “tuta”, dall’aggettivo “tutta” cui viene tolta una T, lettera che rappresenta graficamente il semplice taglio bidimensionale di un nuovo capo di vestiario che si vuole alla portata di tutti, confezionabile in casa. Un abito universale in grado di sostituire un intero guardaroba, sia in versione maschile che femminile. Futuristi sono anche gli ombrelli (in mostra tre di rarissimi), le borsette, i cappelli, ma non la biancheria intima perché, costringendo =l corpo, dai futuristi era aborrita.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 23:19 |
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Scritto da Maria A. Liberti, Johannes Carolus Jansen
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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Cambiamenti climatici Tra le tante sfide che l’umanità si trova oggi ad affrontare vi sono quelle relative ai temi della protezione e della salvaguardia dell’ambiente e della riduzione dell’inquinamento. Uno degli obiettivi più importanti che ci si pone è il rallentamento del riscaldamento globale causato dall’emissione nell’atmosfera di gas serra, il quale è stato oggetto di discussione nella recente Conferenza ONU sui cambiamenti climatici svoltasi a Copenhagen alla presenza dei più importanti leaders mondiali. Alcuni dei problemi da risolvere con maggiore urgenza sono:
- Esaurimento dei combustibili fossili e la necessità di trovare fonti alternative di energia rinnovabile quali i biocombustibili;
- Emissioni gassose altamente inquinanti e dannose per l’ambiente (SO2, H2S, NOx);
- Carenza di acqua potabile in molte parti del mondo;
- Emissione di CO2 nell’atmosfera.
E’ comunemente e globalmente riconosciuto che la tecnologia a membrana è una delle più promettenti soluzioni per aiutare a risolvere molti di questi problemi. Le membrane agiscono come un filtro particolarmente efficace, che riesce a separare le specie inquinanti da liquidi o da miscele gassose. Esse vengono già ampiamente utilizzate per le loro grandi potenzialità applicative in moltissimi settori della tecnologia industriale, per esempio, nel campo della desalinizzazione dell’acqua di mare, nella produzione di aria arricchita di ossigeno e nella chiarificazione del vino.
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Scritto da Maria Grazia Andreassi
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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L’uso di radiazioni in esami medici è la maggior fonte artificiale di esposizione a radiazioni e superiore a quella dovuta alle sorgenti di radioattività naturale. Le fonti mediche di radiazione erano circa un quinto della radiazione naturale nel 1987, si avvicinavano al 50% nel 1993 e sono arrivate oggi a oltre il 100% della radiazione naturale nei paesi industrializzati. Uno studio recente, finanziato dal governo federale statunitense e realizzato dal National Council on Radiation Protection, ha riportato che negli Stati Uniti il numero di tomografie computerizzate (TAC) effettuate nel 2006 ha raggiunto i 62 milioni, un dato venti volte superiore a quello del 1980. Nello stesso periodo di tempo gli esami di medicina nucleare con l’impiego di traccianti radioattivi sono triplicati (Mettler FA et al. Health Phys. 2008). Gli attuali standard radioprotezionistici e le conseguenti pratiche radiologiche sono basati sulla premessa che qualunque dose di radiazione- non importa quanto piccola- può risultare in effetti clinici a lungo termine, quali cancro, leucemia ed effetti ereditari. In accordo alle ultime aggiornate e autorevolissime stime del Comitato per lo Studio degli Effetti Biologici delle radiazioni ionizzanti BEIR VII (Biological Effects of Ionizing Radiation, BEIR VII 2006), per una singola esposizione a 15 mSv -corrispondente a 750 radiografie al torace (Picano BMJ 2004)- di un’angio-TAC coronarica la stima di rischio di cancro è pari a 1 su 750 pazienti esposti. E’ importante sottolineare che il rischio di cancro varia molto in funzione dell’età (minore nell’anziano rispetto all’adulto) e del sesso (maggiore nella donna rispetto all’uomo, a tutte le età della vita). I bambini sono a rischio molto più alto rispetto agli adulti perché hanno cellule in divisione rapida e hanno una maggiore aspettativa di vita al momento dell’esposizione. Per una stessa esposizione radiologica, il bambino di 1 anno ha una probabilità 10-15 volte maggiore rispetto all’adulto di 50 anni di sviluppare un cancro.
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Scritto da Fabrizio Zucchini
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
Un aiuto dallo spazio per il monitoraggio del pianeta.
Lo spazio è il luogo ideale da cui osservare il nostro pianeta per studiarlo e proteggerlo. I satelliti per l'osservazione della Terra hanno oggi un ruolo sempre più rilevante nelle attività sociali ed economiche dell'uomo, e i loro dati trovano applicazioni sempre più numerose in diversi settori. Il terribile terremoto che ha sconvolto Haiti lo scorso 12 gennaio, ha messo ancora una volta in luce la necessità di azioni tempestive per il soccorso della popolazione e la prevenzione dei disastri naturali. Al momento non disponiamo di tecnologie efficaci per una prevenzione dei terremoti, ma l’Agenzia Spaziale Italiana ha sviluppato un programma satellitare unico al mondo, dedicato alla protezione civile, al monitoraggio dell'ambiente e del clima, alla prevenzione delle catastrofi, al controllo delle coste, alle risorse idrogeologiche, che sta rivelando la sua efficacia nella gestione delle emergenze.
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Scritto da Fabiana Dessì
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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E’ della metà di gennaio, pubblicata sull’ultimo numero di 'Proceedings of the National Academy of Sciences', la notizia che una ricerca made in italy, chiarisce l’origine dei danni alla memoria nel morbo di Alzheimer. Nel mondo il 5% delle persone con più di 60 anni soffre di Alzheimer, una patologia che si manifesta con disorientamento spazio-temporale, amnesia, incapacità di riconoscere oggetti o di compiere azioni comuni come lavarsi i denti, cucinare, telefonare o scrivere. Questa malattia rende inermi e dipendenti dagli altri, incapaci di sopravvivere se lasciati da soli e spesso nell’impossibilità di riconoscere parenti e amici andando verso un progressivo e assoluto isolamento. Le origini di questa malattia non sono ancora state chiarite, mentre si sa molto di più sul funzionamento del processo di degenerazione: i neuroni cerebrali iniziano a produrre una proteina (beta-amiloide) che genera placche all'interno della cellula e dei grovigli neurofibrillari. Questa modificazione cellulare, da inizio ad una serie di eventi che portano prima ad una perdita della funzionalità sinaptica, che è probabilmente connessa con la proteina beta-amiloide la quale, in seguito, conduce alla morte del neurone.
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Scritto da Massimo Mongardini
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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Giovane profuga di guerra con lesione traumatica del pavimento pelvico (da probabile violenza), caratterizzata da una devastazione retto-vaginale e un unico meato (cloaca), è stata trattata chirurgicamente nel mese di settembre u.s. presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università La Sapienza di Roma, utilizzando un composto di gel di piastrine e globuli bianchi in grado di accelerare la riparazione di questi tessuti. La donna presentava incontinenza fecale totale, infezioni urinarie ricorrenti, e impossibilità ad una vita sessuale normale. E, ad aggravare la patologia, anche una sieropositività per HIV (Human Immunodeficiency Virus) ed per HCV (Hepatitis C Virus).
Una lesione perineale, dunque, di IV grado (lesione cloacale complessa retto-vaginale) che presentava assenza del perineo ano-vulvare con contestuale distruzione dello sfintere e del setto retto-vaginale. Problematica spesso legata a parti vaginali difficili (incidenza: circa un caso ogni 5000 parti), a lesioni da fistole perianali complesse con conseguenti ascessi (molto meno frequenti e difficilmente quantizzabili) o, come in questo caso, a lesioni traumatiche.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 23:20 |
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Scritto da Rosa Sicari
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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L’ecocardiografia da stress è una tecnica che combina gli ultrasuoni con uno stress fisico, farmacologico o elettrico. L’end-point diagnostico è quello di riconoscere l’ischemia miocardica attraverso la comparsa di una alterazione transitoria della funzione regionale del cuore. Questa tecnica è stata largamente sviluppata e concettualizzata nell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e gli studi pubblicati negli ultimi 20 anni hanno consentito di costruire quelle evidenze che ne fanno oggi una tecnica standard per la diagnosi e stratificazione prognostica dei pazienti con coronaropatia. Rispetto alle tecniche con una storia più lunga e consolidata in cardiologia come le tecniche da perfusione con radioisotopi, l’ecocardiografia da stress ha la stessa accuratezza diagnostica ma il vantaggio di essere a costi molto più elevati e con potenziali effetti collaterali letali legati all’uso di radiazioni ionizzanti.
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Scritto da Fabiana Dessì
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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In genere quando si parla di digitale si è portati a pensare subito al Pc o al digitale terrestre per la televisione ma qui parliamo d’altro e cioè della mammografia digitale. Che la mammografia digitale diretta fosse più precisa di quella tradizionale, era cosa già nota e generalmente condivisa dagli esperti del settore, ma la novità, apparsa in questi giorni, è che non solo questa tecnica è più precisa ma sembra che sia anche meno dannosa, infatti, comporterebbe un’esposizione alle radiazioni pari al 22% in meno rispetto a quella tradizionale. E' quanto dimostra uno studio condotto da Edward Hendrick dell'Università del Colorado a Denver e pubblicato sull'American Journal of Roentgenology Ormai si sa che la prevenzione è una delle armi più efficaci per combattere il cancro, in particolare il tumore al seno che è da molti anni oggetto di interesse scientifico e mediatico data la sua rilevanza ed incidenza nella società odierna.
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Scritto da Margherita Lamesta
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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Florence Biennale Fortezza da Basso - 5-13 Dicembre 2009 Si è chiusa il 13 dicembre la 7ima edizione della Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Firenze, un’importante finestra sul mondo per confrontarsi, arricchirsi e conoscersi, che quest’anno ha visto circa 650 artisti provenienti da 78 Paesi dei cinque continenti. Tra i tanti nomi illustri dell’arte contemporanea, ospite d’onore, con il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera, Marina Abramovic, una delle più grandi performer contemporanee. Stefano Francolini ha presieduto la Giuria internazionale - composta da Francesco Buranelli e Bianca Laura Petretto (Italia), Elza Ajzemberg (Brasile), Dominique Edouard Baechler (Francia) , Pang Bang Ben (Cina), R.B. Bhaskaran (India), Gregorio Luke e Rosa Tejada (Usa), Matty Roca (Messico), Gerfried Stocker (Austria) – che ha conferito il 3° Premio Installazione “Lorenzo il Magnifico” al trittico“ Esecuzione sospesa” dell’artista Linda Schipani, giovane ingegnere messinese davvero versatile e unica italiana a ricoprire una posizione podio. Le categorie in concorso per il Premio “Lorenzo il Magnifico” sono state:
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Scritto da Luisa Sisti
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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Si è concluso domenica 17 gennaio, nella cornice che meglio rappresenta il punto di incontro tra tecnologia ed arte (l’Auditorium Parco della Musica di Roma, progettato dall’architetto Renzo Piano) la V Edizione del Festival delle Scienze, quest’anno dedicata all’intreccio tra scienza e tecnologia, o meglio, “tra possibile e immaginario, magie tecnologiche e ricerca scientifica” come riportava significativamente il titolo completo della manifestazione, trasmessa anche in diretta dal canale RAI Radio 3 Scienza.
Inaugurato il 13 gennaio con la curiosa “dissezione” di un giradischi, una lezione di Vittorio Marchis ispirata alle lezioni di anatomia del Settecento, il Festival ha attraversato il “fantastico” mondo scientifico toccando temi quali la libertà della ricerca; il potere ed il linguaggio di internet ed il fenomeno del digital divide, ovvero la separazione tra aree più avanzate tecnologicamente da quelle meno sviluppate; la virtualità a base dell’aggiornamento tecnologico (il progetto della futuristica “Laptap orchestra”, quindici computer schierati nell’esecuzione di suoni e disegni digitali, o il simulatore di guida dei treni ad alta velocità); un radiotelescopio utilizzato a scopi musicali nel concerto Il nero delle stelle, partitura del musicista d’avanguardia G. Grisey per sei percussionisti, nastro magnetico e segnali astronomici; le non più fantascientifiche frontiere della robotica; per chiudersi infine con la conferenza del ricercatore NASA David Wolpert (Dal microcosmo al macrocosmo).
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Scritto da Carlo Biagioli
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00 |
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European Press Academic Publishing
(Series in Legal Information and Communication Technologies – Volume 6)
Il tempo della globalizzazione nel campo dell’informazione si manifesta soprattutto con il ciclone Internet, che non risparmia nessuno, apre tutte le porte, anche quelle della pubblica amministrazione. Internet non vuol dire solo potenziale accesso a tutte le informazioni da parte di tutti, ma porta con sé anche un certo stile nell’informare: le pagine web sono variegate, colorate, infantilmente seducenti e soprattutto cliccabili. Questa è la grande magia: ogni hot word è una misteriosa porticina che ci porta altrove. Questa attitudine seduttiva è ormai anche essa uno degli standard da considerare nel realizzare sistemi informativi in rete, se si vuole ottenere un certo gradimento, anche nel caso di sistemi di documentazione legislativa.
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