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Articolo pubblicato il 17-11-2004
di Marina Pinto
Numero 10 - Anno I 17 Novembre 2004
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Il Canto delle Balene!
(- Balena che salta fuori dall'acqua! -)
Le balene sono grandi mammiferi che concepiscono e partoriscono i loro cuccioli a grandi profondità, in un ambiente liquido, il mare.
Nonostante il loro aspetto di pesci, esse sono animali che appartengono alla nostra stessa classe, conducono una vita dinamica migrando continuamente e coprendo distanze enormi. Il loro aspetto è magnifico: esse sono fra i più grandi mammiferi conosciuti, raggiungono i 30 metri di lunghezza e i 150.000 kg di peso, hanno grandi occhi ed immense fauci che hanno permesso il proliferare numeroso di leggende.
Infatti, nel nostro immaginario della balena simboli, fantasie e visioni si mescolano alla realtà: la balena è quel "grande pesce" che inghiotte e poi sputa Giona, la Balena di Pinocchio, il gigantesco "mostro marino" avvistato dai primi marinai che attraversarono gli oceani, o il capolavoro leggendario, Moby Dick, la balena bianca di Melville. Tutti animali possenti, veri emblemi della forza della natura, che emergono dall'acqua scura in un ribollire di flutti e poi si rituffano nel mare mostrando le loro larghe code, inabissandosi nelle oscurità profonde e misteriose degli oceani.
E in quegli abissi marini le balene cantano. Un canto misterioso percorre quelle acque infinite, si propaga scivolando lungo canali invisibili e va lontano, lo si sente sott'acqua a chilometri di distanza, i marinai che dalle stive lo udivano di lontano lo hanno sempre temuto come un triste presagio di morte.
È il loro linguaggio, nell'immensa massa liquida che le ospita le balene vivono, generano, procreano e muoiono sull'eco dei loro canti e dei vari suoni prodotti dall'acqua: rimbombi, sibili, sbuffi, che si uniscono alla loro voce che produce gorgoglii, echi, risucchi, suoni gravi ed acuti che si propagano con una vibrazione intensa nelle profondità marine, il loro canto è misterioso e suggestivo, particolarmente ammaliante e leggendario, forse il canto delle sirene che Ulisse non volle ascoltare, legato all'albero maestro della sua nave, non era altro che il richiamo delle balene…
Questo canto accompagna il viaggio delle balene negli oceani ed è presente in tutti i momenti più significativi della loro esistenza, come quelli legati alla riproduzione della specie, il corteggiamento, l'accoppiamento, la nascita dei piccoli ed il loro inserimento nella vita del branco.
Studi scientifici hanno appurato che fra le balene solo le megattere emettono quei suoni, e di esse solo i maschi. Essi "cantano" diversamente a seconda del gruppo di balene cui appartengono, ed ad ogni gruppo corrispondono diversi "canti"; nel caso di contatti fra gruppi diversi i "motivi" subiscono evoluzioni, variazioni e mutamenti, come uno "scambio di musiche".
Il canto delle balene è stato registrato ed analizzato non solo dagli scienziati, ma anche dai musicisti. Il risultato è stato un accostamento sorprendente fra questi suoni ed alcune frequenze specificatamente musicali, specie in quei "canti" che precedono l'accoppiamento e quelli che guidano i cuccioli nell'orientamento, come fossero delle "serenate" o dei "motivi guida" per il piccoli appena nati.
Suoni viscerali, superbe risonanze che rimandano alla creazione della vita nell'universo…
L'oceano è la "Grande Pancia" da cui tutto è nato, con l'accompagnamento di un suono, il canto ed il suono stesso sono la matrice inconscia della creazione, il legame con l'essenza profonda delle cose.
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Autore: Marina Pinto
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