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Articolo pubblicato il 17-09-2006
Comunicato Stampa Acquario Genova
Numero 31-32 - Anno 3
17 Settembre 2006
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La Carettochelys insculpta all’acquario di Genova
Il 6 settembre è arrivato all’Acquario di Genova un esemplare di Carettochelys
insculpta, una tartaruga di acqua dolce australiana endemica dei bacini idrografici
della Nuova Guinea, del Golfo di Papua e del Nord Australia.
L’animale, un maschio adulto di oltre 9 kg, è stato ritrovato lo scorso 23
agosto nel fiume Po in provincia di Ferrara, è stato ospitato temporaneamente
dal Centro di Recupero della Fauna Selvatica “Giardino delle Capinere” della
città dell’Emilia Romagna e trasportato questa mattina all’Acquario di Genova
a cura del servizio Protezione Flora e Fauna della Provincia di Ferrara.
Appena arrivato all’Acquario, è stato visitato dal personale veterinario e
acquariologico, che ha rilevato diverse escoriazioni alle zampe e alla parte
inferiore del carapace; dopo la disinfezione, la tartaruga è stata inserita
in una delle vasche curatoriali della struttura dove ha già mangiato.
La Carettochelys insculpta vive in acque salmastre, presso la foce dei fiumi,
abitualmente rimane immersa in acqua infossata nel fango sul fondo, cibandosi
di alghe e frutta. Presenta un naso prolungato in una sorta di piccola proboscide,
le pinne anteriori dotate di due unghie e gli arti posteriori molto appiattiti;
il suo carapace è ricoperto da uno strato di pelle robusta, simile al cuoio,
che le consente di avere una maggiore sensibilità per muoversi agilmente
in acque torbide e fangose.
La Carettochelys insculpta è una specie considerata vulnerabile a causa del
depauperamento del suo habitat naturale e della pesca ed è inserita per questo
motivo in appendice II della convenzione internazionale CITES.
“È l’ennesimo caso di abbandono di specie esotiche in un ambiente ad esse
assolutamente estraneo e inadatto – ha affermato Claudia Gili, Curatore
Generale e Responsabile Veterinario dell’Acquario di Genova - con il rischio di
provocare la morte dell’animale o causare alterazioni all’ecosistema in cui è
stato abbandonato. L’informazione e la sensibilizzazione del pubblico è un elemento
importantissimo per cercare di combattere queste azioni sconsiderate.”
“Avere cura di un animale – ha continuato Claudia Gili - non è un gioco o un semplice
passatempo e richiede tanto impegno: chi ne acquista uno, dovrebbe informarsi
preventivamente sulle sue caratteristiche ed esigenze e avere la consapevolezza
e la disponibilità a far fronte a tutte le sue necessità per l’intera durata
della sua vita... a costo di non prenderlo.”
L’Acquario di Genova collabora da sempre con l’ufficio CITES del Corpo Forestale
dello Stato.
La C.I.T.E.S. è la convenzione sul commercio internazionale delle specie di
fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, la cui applicazione è affidata al
Corpo Forestale dello Stato. Ogni volta che una tartaruga viene soccorsa,
la cosa migliore da fare è informarne subito le autorità competenti
(Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto) che stabiliranno a
quale istituto affidarla per le eventuali cure, in questo caso l’Acquario di Genova.
Sensibile alla conservazione di tartarughe e testuggini, la struttura genovese
è da anni impegnata in diversi progetti:
- lo studio e la conservazione di una specie di tartaruga palustre (Emys orbicularis ingauna) originaria dell’area albenganese;
- l’ospedalizzazione di Caretta caretta o altre tartarughe marine in difficoltà in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e nell’ambito di un più ampio progetto del Centro Studi cetacei;
- la gestione ed il mantenimento di Chelonia mydas importate illegalmente, confiscate e affidate all’Acquario; si tratta di Ari e Cuba, ospiti oggi della vasca della scogliera corallina caraibica e della Laguna del Madagascar;
- un progetto di riproduzione in ambiente controllato della specie malgascia Pyxis arachnoides, recentemente entrata nell’appendice I della CITES e ospitata in alcuni esemplari nel terrario del Madagascar;
- la partecipazione alla campagna internazionale Shellshock, promossa dall’Associazione Europea Zoo e Acquari.
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Autore: Comunicato Stampa Acquaio Genova
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