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Articolo pubblicato il 17-03-2005
di Andrea Barbieri e Nicola Armaroli
Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività, Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISOF-CNR), Via Gobetti 101 - 40129 Bologna BO, Italy

Numero 14 - Anno 2
17 Marzo 2005





OLLA illumina il futuro

La quantità di energia impiegata per l'illuminazione rappresenta una delle principali cause del con-sumo elettrico nelle società moderne. Ciò è in gran parte dovuto all'efficienza estremamente bassa delle sorgenti di luce convenzionale (lampade a incandescenza, fluorescenti od alogene). Infatti, at-tualmente, almeno il 70% dell'energia elettrica fornita viene dissipata in calore da questi dispositivi. La tecnologia basata su queste sorgenti convenzionali di illuminazione è però ormai ritenuta matura e non si prevedono ulteriori significativi aumenti nella resa di conversione energetica. Pertanto, per realizzare un sostanziale salto di qualità è necessario il passaggio ad una nuova tecnologia per l'illuminazione.

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Fig.1 Immagine tratta da: IEEE Circuits & Devices Magazine, Vol. 20, No 3, pp 28-37, May/June 2004.



Negli ultimi due decenni sono emerse nuove tecnologie che hanno il potenziale per diventare la principale sorgente di luce per applicazioni generali di illuminazione: i diodi a emissione di luce i-norganici, comunemente noti come LED, ed organici (OLED). Questi dispositivi di illuminazione a stato solido (SSL) promettono di realizzare sorgenti di luce sia più efficienti che versatili. In parti-colare gli OLED sono sorgenti di luce piana ad altissima efficienza ed a colorazione variabile che potranno essere realizzati in futuro anche su substrati flessibili, aprendo la via ad una nuova serie di applicazioni, ora irrealizzabili con gli attuali dispositivi di illuminazione.

Figura 2

Fig.2 Quattro generazioni di tecnologie per l'illuminazione a confronto.



Il principio di funzionamento di un OLED è completamente differente da quello delle comuni lam-pade a incadescenza o fluorescenza tradizionali. Infatti i diodi a emissione di luce organici (OLED) sono dispositivi a film sottile, con uno spessore dello strato attivo tipicamente inferiore a 500 nm (cioè 500 milionesimi di millimetro). Essi hanno una struttura a sandwich e sono costuiti da un sup-porto, che può essere una lastra di vetro oppure un film plastico, da un elettrodo trasparente che funge da anodo, tipicamente un ossido di Indio e Stagno (ITO), da alcuni strati organici dello spes-sore di circa 100-200 nm, che costituiscono il materiale attivo emettitore di luce, e da un secondo elettrodo (catodo), che consiste in genere di un metallo reattivo quale Bario o Calcio ricoperto da uno strato protettivo di Alluminio o Argento. Infine il dispositivo viene sigillato con un coperchio contenente un materiale assorbente per l'acqua e l'ossigeno, inquinanti che potrebbero infiltrarsi at-traverso le coperture del dispositivo ed inficiarne la durata.

Quando si applica una tensione agli elettrodi, si ha un'iniezione di cariche positive (buche) e nega-tive (elettroni) dagli elettrodi attraverso lo strato organico attivo. Quando elettroni e buche si ricom-binano si osserva una generazione di fotoni (fenomeno noto come elettroluminescenza), che vengo-no emessi attraverso l'anodo ed il substrato trasparenti. Regolando l'energia dei fotoni emessi è possibile ottenere luce di diversi colori oppure luce bianca, data dalla combinazione dei tre colori fondamentali: rosso, verde e blu. La luminosità degli OLED viene invece regolata dalla tensione e-sterna applicata al dispositivo.

Figura 3

Fig.3 Schema costruttivo di un diodo emettitore di luce organico (OLED).



L'obiettivo che si propone OLLA, il consorzio nato dalla collaborazione fra 24 Centri di ricerca pubblici, Università e Partner industriali di paesi appartenenti all'Unione Europea, è la realizzazione entro il 2008 di piastrelle a base di OLED che emettano luce bianca ad alta luminosità (1,000 cd/m2), lunga durata (10,000 ore) ed alta efficienza energetica (50 lm/W). Queste caratteristiche fanno di OLLA uno dei maggiori progetti integrati di ricerca mondiali per lo sviluppo di OLED a luce bianca, in diretta competizione con iniziative analoghe, quali "Next Generation Lighting Inizia-tive" in USA e "Lighing 21" in Giappone. Il progetto OLLA, con un budget totale che si aggira su 20 M€ in 45 mesi, è stato parzialmente supportato dalla Commissione Europea per 12 M€, con un finanziamento attraverso la priorità 2 (Information Society Technologies) nell'ambito del VI Pro-gramma Quadro dell'Unione Europea.

Logo Olla

Fig.4 Il logo del progetto OLLA



A questo progetto, che a detta del coordinatore tecnico di OLLA Dietrich Bertram "riunisce insieme i migliori soggetti in Europa che si occupano della tecnologia OLED", partecipano anche due labo-ratori di ricerca italiani: il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie dell'Istituto Nazionale di Fisica della Materia di Lecce (NNL-INFM) e l'Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività del Con-siglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (ISOF-CNR). In particolare, presso i laboratori di foto-chimica di ISOF-CNR, sotto il coordinamento del Dr. Nicola Armaroli responsabile locale del pro-getto, verranno progettate e testate molecole luminescenti con particolari caratteristiche di emissio-ne ed efficienza che depositate all'interno dello strato attivo costituiscono il cuore del dispositivo OLED. I risultati ottenuti saranno condivisi con tutti i partner del consorzio e verranno utilizzati per sviluppare il dispositivo per illuminazione finale.

Gli analisti del consorzio prevedono che dopo la fine del progetto nel 2008, e nel caso in cui questo abbia successo, si potrà avere l'entrata sul mercato delle prime applicazioni generali per l'illuminazione già da 2 a 4 anni dopo, anche se questo termine potrebbe essere anticipato per alcu-ne applicazioni di nicchia. Considerando che il consumo energetico per l'illuminazione in Europa ammonta a circa 390 TWh/anno, ipotizzando un risparmio del 30% rispetto all'uso di lampade a in-candescenza ed ipotizzando una penetrazione sul mercato del 30% di queste nuove tecnologie, allo-ra si può prevedere una riduzione del consumo elettrico pari a circa 35 TWh/anno, cioè l'ammontare di energia fornita da 7 centrali elettriche di grande potenza (800 MW). Questo rispar-mio energetico avrà come conseguenza una riduzione della quantità di gas serra immessa nell'atmosfera pari a circa 25 milioni di tonnellate per anno di CO2, con effetti sicuramente benefici sull'ambiente.

Per ulteriori informazioni sul progetto OLLA vedi il sito: http://www.olla-project.org
oppure contattare: Dr. Nicola Armaroli (ISOF-CNR, Bologna) ; Andrea Barbieri (ISOF-CNR, Bologna) e Robert Blyth (NNL-INFM, Lecce)

Autore: Andrea Barbieri e Nicola Armaroli
Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività, Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISOF-CNR), Via Gobetti 101 - 40129 Bologna BO, Italy



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