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Articolo pubblicato il 17-10-2004
di Marina Pinto
Numero 9 - Anno I 17 Ottobre 2004
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Storia: il Fonografo!
L'antenato del nostro giradischi, mangiadischi, apparecchio stereofonico e lettore Cd, ha un posto di estremo rilievo nella storia della musica, che non va trascurato.
Andiamo indietro nel tempo. L'anno successivo la prima rappresentazione dell' "Anello del Nibelungo" di Richard Wagner, ci fu una geniale invenzione, che sconvolse la sociologia musicale realizzando un sogno dell'umanità: quello di conservare i suoni.
Nel 1887 Charles Cross espose all'Accademia delle scienze il principio di un apparecchio di riproduzione del suono, che egli chiamò "paleofono", di cui giunse a realizzare un modellino. Qualche mese più tardi Edison, che si interessava alla cosa già da tempo, senza aver saputo dell'invenzione di Cross, costruì il suo primo "fonogramma", o "fonografo", e a sua volta lo presentò alla stessa Accademia delle scienze.
Questo apparecchio di Edison venne offerto al pubblico all'Esposizione universale del 1889: esso era un rullo di cera con un motore elettrico, ancora un giocattolo di lusso dal prezzo esorbitante.
Altri inventori si cimentarono su questa idea. Il danese Pulsen, nel 1898, mise a punto un suo apparecchio, il "telegrafono", che esiste tutt'oggi, con cui venne trasmessa per la prima volta la voce di Giuseppe I.
Ma una quindicina di anni dopo, in seguito ai miglioramenti tecnici, si potè cominciare a registrare su dei dischi (non più su rulli) qualche successo del grande repertorio musicale, assicurandone in questo modo una diffusione enorme ed un grande successo commerciale. La via era tracciata: tra il 1900 ed il 1905 ci furono tantissime registrazioni delle voci dei cantanti più famosi, ed il disco soppiantò definitivamente il cilindro, per cui l'industria cominciò ad organizzarsi seriamente.
La prima incisione a 78 giri fu una "Carmen" di Bizet ed un "Concerto per due violini" di Bach, nel 1910, a cui seguì una registrazione integrale della "Quinta Sinfonia" di Beethoven nel 1913, nell'esecuzione dell'Orchestra filarmonica di Berlino (erano otto dischi incisi su di una sola facciata).
La registrazione della musica è un notevole tipo di notazione analogica, suscettibile di rimediare alle carenze della notazione simbolica consueta. Il primo musicista che si avvalse della nuova tecnica fu Bela Bartok nei propri lavori sui canti popolari, e poi da tutti i musicisti folklorici che lo seguirono, e, più tardi, esso fu utilizzato dai compositori di musica concreta ed elettronica.
Ma soprattutto la registrazione modificò completamente e profondamente il comportamento del pubblico. Fra i contemporanei di Bach, Mozart o Beethoven, soltanto qualche privilegiato ha potuto ascoltare la "Messa in si minore", il "Don Giovanni" o la "Nona Sinfonia", e talvolta a prezzo di un viaggio difficile e costoso. Fino alla fine del XIX secolo ben pochi appassionati avevano la possibilità di ascoltare più volte un lavoro sinfonico o un'opera lirica, e la conoscenza di tanta musica era difficile, il più delle volte impossibile.
Ma da quando è nata la registrazione che consente ascolti ripetuti, la percezione della musica è divenuta diversa: l'attenzione diminuisce in favore dei riflessi, è ciò va ad aumentare quelle che sono le sensazioni nascoste, un ascolto eseguito più volte ricerca e scava nell'immaginario e nella fantasia dell'ascoltatore, che ogni volta scopre qualcosa di nuovo e di diverso, anche nello stesso brano, fino a che quella musica non è del tutto dentro di lui.
Nel corso del XX secolo tante altre applicazioni ingegnose della scienza si sono diffuse nel pubblico. Alcune hanno avuto un'incidenza nel mondo musicale, hanno facilitato gli spostamenti, le comunicazioni, l'informazione, il lavoro creativo… e molte di esse sono state parte della vita di molti compositori celebri.
Per esempio Rossini e Berlioz hanno conosciuto la ferrovia, la fotografia, il telegrafo e le compagnie di navigazione transatlantiche, Liszt e Wagner hanno visto gli inizi dell'illuminazione elettrica e del telefono, Brahms ebbe la fortuna di poter ascoltare il primo fonografo di Edison e vide anche le prime automobili a benzina.
Quando ci fu la prima presentazione del fonografo il giovane Richard Strauss dirigeva a Weimar la prima esecuzione del suo poema sinfonico "Don Juan", Mahler era a Budapest per la sua "Prima Sinfonia" e Rimskij-Korsakov offriva al pubblico la scoperta della nuova musica russa, che fu una rivelazione per Debussy e per molti dopo di lui.
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Autore: Marina Pinto
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