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Articolo pubblicato il 17-01-2005
di Paolo Sieni
Generale dell'Aeronautica Militare Italiana
Numero 11-12 - Anno 2 17 Gennaio 2005
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La Fenice di Icaro
....passarono anni brevi come giorni……Mai, come per lo sviluppo tecnologico in genere e quello aeronautico in particolare le parole di Eugenio Montale sembrano più aderenti alla realtà.
Il sogno di Icaro è sempre più realizzabile, le temerarie imprese del superamento di poche migliaia di metri compiute da eccezionali “uomini volanti” sembrano scomparire davanti ai voli transcontinentali del fine settimana della moltitudine che abbia voglia e tempo per dare la caccia a qualche biglietto “low cost” .
Il volo sembra ora così semplice. Basta sedere pazientemente in attesa che il comandante dia l’ordine di chiudere le porte, sopportare con degnazione le spiegazioni sul posizionamento delle uscite di sicurezza, sull’uso della maschera per l’ossigeno e delle cinture, sull’utilizzo di cellulari e apparecchi simili, chiedendosi se verrà servito un aperitivo di benvenuto o uno snack che faccia passare più rapidamente lo spazio-tempo che unisce due luoghi distanti anche migliaia di chilometri, in attesa del momento in cui occorre prepararsi per lo sbarco.
Nel volo di “trasporto aereo”, cosa è rimasto del sogno del volo di Icaro?
Sembra contraddittorio dire che non è rimasto molto e contemporaneamente che nulla si è perso. Ogni singolo progresso tecnologico del passato è presente in ciascuna parte di quel velivolo e ne costituisce la storia, in modo ancora più diretto di come la storia di ogni uomo è connessa a quella dei propri avi.
Ma questo, si potrebbe dire, è parlare di tecnica. Il volo dei temerari uomini volanti era invece poesia, sogno, follia…Come non pensare allora al volo nelle prime luci dell’alba, quanto i colori soffusi delle valli sembrano non voler abbandonare il sonno della notte, le nubi a bassa quota che nascondono e conservano gelosamente lo splendore del nuovo giorno che avanza, il volo in formazione che esalta la sensazione di essere parte dell’aria nella quale si muove il gruppo….
Oppure, per essere meno sentimentali, come non pensare alle migliaia di migliaia di ore, in ogni parte del mondo, nel corso di tanti anni, che ingegneri, tecnici, chimici, fisici nonché piloti collaudatori e sperimentatori, hanno dedicate al cosiddetto “sviluppo della cellula” intendendo con questo il razionale e scientifico raggiungimento delle massime potenzialità di ogni singola macchina, con lo scopo di garantirne efficienza e sicurezza.
L'aereo militare YF22, uno dei più moderni caccia militari esistenti oggi al mondo!
Ma questo è proprio il compito dello sviluppo tecnologico, per le diaboliche macchine volanti, come per ogni altro “apparecchio” di cui siamo fruitori, senza pensare troppo alla quantità di ingegno umano che è alle spalle di piccoli tasti e pulsanti.
Per l’aereo, però, è un’altra cosa! Forse il distaccarsi dalla terra fa rivivere, ogni volta in ciascuno di noi, il mito di Icaro, mito che, come la Fenice che risorge intatta dalle fiamme, è nel profondo onirico dell’animale uomo?
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Autore: Paolo Sieni
Generale dell'Aeronautica Militare Italiana
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