» E-mail Scienzaonline.com
Psicolinguistica
Circuito Banner non attivo




  Home Page
  Redazione
  Contatti


powered by FreeFind

  Archivio
  Abbonamenti
  Autori
  Pubblicita




Utilità

 I Siti Web consigliati da Scienzaonline.com Link di Scienza
 Sfondi desktop Gratis per il tuo Pc Sfondi Desktop
 Programmi gratuiti per il tuo PC Programmi


Torna al Sommario degli articoli della Sezione

Articolo pubblicato il 17-02-2005
di Pia Grassivaro Gallo & E. Villa
Padua Working Group on MGF
Deptm. of General Psychology. Univ. of Padua (Italy)

Numero 13 - Anno 2
17 Febbraio 2005





La Psicolinguistica delle Modificazioni Genitali Femminili

ABSTRACT: Anche la psicolinguistica delle Modificazioni dei Genitali Femminili conferma la visione dicotomica - riduttivo/espansivo - delle stesse, che si riflette nei diversi costumi sessuali delle popolazioni esaminate. Vengono separate infatti quelle espansive, che hanno un atteggiamento più disinvolto per la sessualità; esse fruiscono di un vocabolario specifico più ricco, dai popoli che hanno una visione più mortificante per il sesso in generale (gli escissori ed infibulatori), caratterizzati da una povertà linguistica assoluta.

Viene presentato in modo esemplificativo il vocabolario realtivo all'allungamento rituale delle piccole labbra tra le baganda.

Premessa

La lingua è strumento fondamentale nella vita di una comunità, per cui è impossibile pensare agli interscambi quotidiani a prescindere da essa.

In particolare nella vita adulta attraverso la lingua si compiranno tutti gli aspetti della vita sociale: cerimonie, preghiere, giuramenti; e, sotto forma di tradizione orale verranno narrati i fatti passati e si conserverà la memoria di una comunità (CARDONA, 1976).

Negli anni recenti gli antropologi affascinati da tali presupposti si sono sempre di più indirizzati ad un approfondimento delle lingue extra-europee che per l'arricchimento che potevano dare, sono considerate portatrici di significati e valori connessi ad una contestualizzazione differente: nasce così l'etnolinguistica.

Venendo alle società tradizionali africane, i depositari della saggezza erano gli anziani, che avevano il compito di trasmettere i contenuti etici più importanti attraverso la tradizione orale. Tra le popolazioni ugandesi essa si esprimeva con grande uso di proverbi, detti, massime, indovinelli, poemi epici e favolette. L'abilità dell'anziano non si limitava a raccontare, ma si manifestava anche nel saper applicare i proverbi a situazioni diverse come se contenessero vari insegnamenti, venivano offerte indicazioni, non soluzioni, spettava all'ascoltatore trovare le risposte Anche l'insegnamento ai giovani nella vita di villaggio veniva trasmesso attraverso la parola e l'espressione colloquiale si è così arricchita di sottintesi, giochi di parole, doppi sensi; il contenuto risulta polivalente e la lingua si può definire eufonica. (CISTERNINO, 1987).

In particolare per quel che riguarda il longininfismo (mutilazione genitale femminile del 4° tipo, secondo il WHO, 1996), rito con cui veniva preparato il corpo dell'adolescente al matrimonio, tradizionalmente era la ssenga cui veniva affidata l'educazione ed istruzione sessuale della nipote fino al matrimonio. La ssenga assolveva il suo compito soprattutto attraverso la parola e la dimostrazione pratica (GRASSIVARO GALLO & VILLA, 2004).

La psicolinguistica delle Modificazioni dei Genitali Femminili

Secondo CARDONA (1976) il corpo umano nella sua topografia può servire da modello per caratterizzare fatti linguistici di vario ordine. Si conoscono esempi di lingue (FRIEDRICH, 1969), in cui ogni suffisso corporale oltre ad un piano referente generale al corpo, ne ha sempre un secondo pertinente all'area genitale. A queste due possibilità che individuano il corpo in senso stretto, si contrappone l'applicazione al mondo esterno (la casa, l'albero, etc.) che si distinguerà dalla prima, per diventare la corrispondente espansione psicosociale. Non è detto che tale estensione del riferimento corporeo al mondo esterno sia un fatto universale, ma nelle realtà linguistiche in cui si verifica, essa può rivelare importanti tratti del comportamento umano che traspare dai termini utilizzati e dal significato che viene loro attribuito (TAHA BAASHER,1982). Sotto questo aspetto la psicolinguistica delle manipolazioni etniche sui genitali femminili è interessante.

Palma

Per es.: in diaspora, le communità delle immigrate dalle zone africane escissorie si sentono profondamente offese dal termine mutilazione, comunemente usato in occidente per indicare questi interventi sui genitali esterni, da esse non percepiti affatto come elementi di deprivazione. Donde il nostro suggerimento di addottare come più neutra l'espressione: modificazioni genitali femminili (PUCCIONI, 1904; FUSASCHI, 2003), che possa essere più facilmente accettata da tutti.

Altra considerazione psicolinguistica che si può fare sempre a questo proposito, già nota da tempo (TAHA BAASHER, 1982; DE RACHEWILTZ,1963) che possiamo riconfermare anche in questa sede (a proposito dell'analisi psicolinguistica del longininfismo in Uganda) è la seguente: il vocabolario usato per indicare tutte le espressioni inerenti gli interventi modificatori dei genitali in senso stretto o i termini anatomici o i costumi/comportamenti attinenti a questi fatti sono estremamente limitati, quando non sono completamente assenti, per le popolazioni a tradizione escissoria ( i "riduttori") (FUSASCHI, 2003); mentre in genere i popoli "estensori" hanno a disposizione un vocabolario importante, ricco di strutture linguistiche differenziate e molteplici per discutere di argomenti sessuali (KASHAMURA, 1973).

Per es.: in Sudan, i termini usati per indicare l'infibulazione si riducono a 3 sostantivi soltanto: khitàn, per circoncisione; khifàd (dalla parola araba: khafad), ridurre; tahòur da tahaar, arabo) purificare; sempre seguiti dall'aggettivo fàraòni (RIZZO, 2001/2002; TOUBIA, 1999).

In Somalia, il termine più generale per indicare la circoncisione femminile è gùdnìn con due possibilità: sunna g. (circoncisione attenuata); cadi g.,"la normale" (ad indicare l'infibulazione).

Ancora un esempio, per i popoli "riduttori": il termine masturbazione sembra non esistere, in somalo (OMAR ABDULKADIR, comunicazione personale, 2003); in tigrino (M. COSENTINO, comunicazione personale, 2003); e in Egitto, dove il concetto viene espresso avvicinando due parole in arabo, di uso comune "abitudine" e "segreto" el ada el serreya (ROMAGNOLI, 2003).

Sempre in Somalia, non esiste assolutamente nè il concetto nè il termine di verginità considerata come integrità dell'imene, essi vengono sostituiti direttamente con la chiusura vaginale dell'infibulazione (MOHAMED SOMALIA, circoncisore a Mogadiscio, comunicazione personale, 2004). In Sudan, l'espressione 'rompere la verginità' si riferisce alla consumazione del matrimonio con la donna infibulata. (HAMID AL BASHIR IBRAHIM, 1997) Per i popoli "estensori": secondo KASHAMURA(1973) "...in tutta la regione dei grandi laghi (africani) la vulva femminile è artificialmente allungata .....(questi) popoli hanno a disposizione un vocabolario importante, ricco di metafore per discutere di argomenti sessuali: per es., una decina di modi diversi per indicare gli organi sessuali femminili"

Analisi psicolinguistica del longininfismo delle Baganda (Uganda)

Innanzitutto precisiamo che, nelle interviste e colloqui in Uganda, anche se le nostre interlocutrici (scolare, maestre e sagge donne operatrici di manipolazione genitale) conoscevano la lingua inglese, quando parlavano dell'allungamento rituale delle piccole labbra usavano esclusivamente la lingua locale, luganda.

L'argomento del rito è sempre presente nei colloqui al femminile perchè ritenuto fondamentale; non se ne parla invece tra madre e figlia perchè è tabù (WELE,1993; FRANCESCHINI, unpubl.data).

Varie sono le espressioni per indicare la manipolazione genitale. La più comune okukyàlira ensìko (visiting the bush) fa riferimento alla radura riparata da sguardi indiscreti dove avviene il primo intervento, da parte della ssenga (la zia paterna), più raramente della jaja (la "nonna" figura che assume un significato più ampio che in occidente, nella famiglia allargata africana).

Una espressione più triviale, ma sempre realistica: okusìka enfùli (letteralmente "tirare la vulva"). Le piccole labbra allungate ritualmente sono chiamate mfuli (lo stesso termine, in lingua swahili è usato dalle donne luba e dalle nkundo del Congo; dalle ottentotte del Sud-Africa, dalle swahili della Tanzania e del Kenya (DE RACHEWILTZ, 1963); anche le donne di etnia gisu dell'Uganda, usano lo stesso termine mfuli, per indicare le piccole labbra manipolate che assumono" la morfologia della cresta del tacchino" (DE RACHEWILTZ, 1963).

Le ninfe allungate vengono chiamate anche abalongo (twins, gemelle), non solo perchè le "due cose devono assumere eguale misura" (essere simmetriche), ma con significato più esteso perchè la loro presenza possa portare ad un parto gemellare. Tale evento, sempre auspicato in una cultura multipara, è particolarmente solennizzato tra i baganda, dove si ritiene che la coppia che ha generato gemelli fosse dotata di particolari poteri che influenzavano la crescita dei banani, fonte principale di alimentazione locale. Durante l'iniziazione dei gemelli, i genitori erano incitati a praticare il sesso (KISEKKA, 1973), favorito proprio dalla pratica dell'allungamento labiale (okusikina), che aumenta il piacere reciproco dei partners (SENGENDO, 1999).

Mentre una celebrazione particolare, tra il sacro ed il profano, seguiva la nascita gemellare: dove il padre faceva saltare via con un colpo del suo membro un fiore di banano trattenuto tra le mani (o posto sulla vagina) della madre sdraiata supina sull'erba; cui seguiva una danza della coppia sui frutteti degli amici per favorire un raccolto abbondante (FRASER, 1922; DE RACHELWILTZ, 1963).

Le labbra ipertrofiche vengono chiamate anche doors (con una recente espressione anglosassone); il loro significato così ci è stato spiegato da una saggia donna baganda "nel costruire una casa non sarebbe possibile farlo senza le porte per potervi entrare"e da un'altra: "...attraversando la porta tu ti impegni al rispetto della casa in cui entri". Ricordiamo a questo proposito anche un proverbio in luganda "bulugadde batya (oluggi)" haw could they make such a narrow door? We can't get a thing through that door" (WALSEN, 1982).

Sempre con riferimento alle porte, la ragazza che si è sottoposta al rito, non sarà più una omugaso o kyangaala "qualcosa di aperto completamente o sguarnita del tutto" come se avesse una buca"; non verrà più indicata anche con le seguenti espressioni dispregiative: kiwompogoma, kiwowongole, kifufunkuli, funkuli muwompogoma. Ma, se la giovane non si sottopone al rito resterà sempre una odiba ( letteralmente "non pronta") cioè una ragazza (che deve restare) da maritare; invece "dopo aver tirato si cresce rapidamente e i ragazzi cominciano ad arrivare". "Durante il rapporto l'uomo chiede alla donna se può toccarle le piccole labbra. Dopo aver ricevuto il permesso l'uomo le pizzica dolcemente assicurandosi che la partner non provi dolore durante questi atti" (SENGENDO, 1999) "Questo tirare non è male perchè aiuta la madre quando deve partorire, infatti allarga la strada per il bambino".

La vera donna baganda con le labbra ipertrofiche diventerà "più accogliente e calda" segno di rispetto ed accoglienza per il futuro marito; perchè questo "aiuta a godere mentre si gioca al sesso". "Il sesso infatti viene considerato come un gioco, playing sex è l'espressione più usata per indicare il coito "(FORSTER & FURLEY,1989).

Anche le erbe che vengono usate per il primo intervento fatto dalla ssenga, sono caratterizzate da espressioni con un significato molto simbolico: namirembe ( letteralmente "colui che dà pace"), di buon augurio per la serenità e stabilità coniugale; kabbo ka bakyala (letteralmente "coppa o cestino per le donne); mukasa, nome della divinità del Lago Vittoria. Alla nascita di un figlio o di gemelli, essa viene sempre ringraziata per la bontà e abbondanza. In passato la ragazza che non voleva subire il rito veniva addirittura buttata nello stesso Lago (sic!).

Per finire, interessante è ancora l'espressione usata per indicare il fazzoletto con cui la ssenga si asciuga le mani dopo aver fatto la prima manipolazione sulla nipote. Si tratta del nkumbi (in inglese, hoe; letteralmente in italiano, zappa). Il significato simbolico è trasparente: così come la zappa serve a dissodare la terra per prepararla al raccolto, il rito di allungamento delle labbra ha lo scopo di preparare il corpo della ragazza alla fertilità matrimoniale.

Se esaminiamo invece la letteratura occidentale troviamo che antropologi e geografi hanno indicato la ipertrofia delle labbra minori rilevata tra i boscimano/ottentotti, con il termine di grembiule -sia in italiano, RUGIU, 1931; come in francese, tablier, LE VAILLANT, 1790 ed in inglese, apron, STOW, 1905; SCHAPERA, 1939- l'espressione richiama la morfologia delle strutture che arrivavano fino a metà coscia, ma indica anche un indumento che ricorda una realtà rurale europea.

Inoltre, la morfologia osservata poteva assumere o l'aspetto ad ala di farfalla appiattita (tipo butterfly) delle tribù dell'Africa di Sud-Ovest: nelle naron e auen del Kalahari o meno espansa e soprattutto con il margine esterno più spesso della regione posteriore, come nei bargigli del tacchino (tipo wattle) delle boscimane della Provincia del Capo e del Botswana (DRURY & DRENNMAN, 1926; DART, 1937; BAKER, 1974).

In un trattato di ostetricia abbiamo trovato invece una singolare espressione ad indicare le labbra minori ipertrofiche che si modificano nell'aspetto fino ad assomigliare alle orecchie del Coker: "Spaniel ear nymphae" (JEFFCOATE, 1967). Oltre a termini mutuati da un vocabolario anatomico ormai desueto: longinymph (DRURY & DRENNAM, 1926), tradotto in italiano come longininfismo (BATTAGLIA, 1954), e macronymphie (FAUVELLE-AYMAR, 2002; ERLICH, 1986) che derivano da nimphae, termine con cui si designano le labbra vaginali, sia grandi che piccole.

Commento

Dall'analisi psicolinguistica sulle varie espressioni raccolte in loco o riferite da autori occidentali, si possono trarre alcune osservazioni.

Si sono identificati prima di tutto alcuni vocaboli, sia africani che occidentali, che fanno riferimento al linguaggio anatomico -longininfismo,mfuli etc.- questi sono i meno interessanti dal punto di vista psicolinguistico.

Nelle restanti espressioni è stato possibile evidenziare una diversa polarizzazione semantica delle forme utilizzate.

Nel vocabolario baganda emerge una sostanziale valorizzazione della tradizione locale, attraverso il ripetuto riferimento a strumenti o fasi importanti della vita agricola: i gemelli, con cerimonie per la fertilità dei campi; la porta, elemento indispensabile nell'abitazione per custodire la vita familiare; la foresta, il luogo sacro dove avviene il primo intervento della ssenga, (ricordiamo il bois sacré- KASHAMURA, 1973); la zappa, che rende fertile la terra. Anche i nomi dati alle piante, utilizzate nella manipolazione genitale, sono connotate positivamente (si ricordi per tutte il riferimento alla 'dea della fertilità'). Queste osservazioni si completano con la valorizzazione o rispettivamente il deprezzamento linguistico per le donne che hanno accettato o meno la pratica.

Nelle espressioni usate da autori occidentali appare un riferimento legato ad un aspetto quotidiano di un ambiente rurale europeo: il grembiule. Probabilmente all'epoca non è fuori luogo connetterlo a situazioni di povertà e di ignoranza, che spesso coesistevano nella popolazione di livello più basso. Oppure addirittura si arriva a ridicolizzare la morfologia genitale manipolata facendola assomigliare alle orecchie del coker. Questi riferimenti sono sostanzialmente datati, risalgono in media al secolo scorso ed indicano un modo di guardare e considerare l'uomo africano, giudicandolo nelle sue tradizioni, sopratutto perchè diverse.

BIBLIOGRAFIA

BAKER J.R. Race. Oxford Univ. Press., London, 1974.
BATTAGLIA R. Africa, Genti e Culture. Istit.Ital. per l'Africa. Roma, 1954.
CARDONA G.R. Introduzione all'Etnolinguistica. Il Mulino, Bologna, 1976.
CISTERNINO M. Ape segreta fa miele profumato. Nigrizia, 105, giugno:51-53, 1987. (ext. ed.): The Proverbs of Kigezi and Ankole (Uganda), Museum Combonianum, 4, Kampala/Roma, 1987.
DART R.A. The Phisical Characters of the Auni/Khomani Bushmen, Bantu studies, 11:176-246, 1937.
DE RACHEWILTZ B. Eros Nero. Longanesi e G., Milano, 1963.
DRURY J.& DRENNMAN M.R. The pudendal parts of the South-African Bush Race, Medical J. South Africa, 22:113-117, 1926.
ERLICH M. La femme blessée: essai sur les mutilations sexuelles femminines. L'Harmattan Ed., Paris, 1986.
FAUVELLE-AYMAR F.X. L'invention du Hottentot. Histoire du regard occidental sur les Khoisan (XV-XIXe siècle), Publ. de la Sorbonne, Paris, 2002.
FORSTER S.J. & FURLEY K.E. 1988 Public Awareness Survey on AIDS, 3(3):153-156, 1989.
FRANCESCHINI P.L. (a cura di) Appunti sul Malawi, pp.75-76, unpubl.data.
FRASER J.G. Il ramo d'oro. Newton Compton Ed., Roma, 1922.
FRIEDRICH P. On the Meaning of the Tarascan Suffixes of Space, Internat. J. American Linguistics, memoir 23, Bloomington Ind., 1969.
FUSASCHI M. I segni sul corpo. Per un'antropologia delle modificazioni dei genitali femminili. Bollati Boringhieri, 2003.
HAMID AL BASHIR IBRAHIM (edizione originale in arabo), 1997.
La donna e la triste realtà culturale sudanese. Ricerca per capire l'ideologia dell'infibulazione delle ragazze in Sudan; http: www.islamitalia.it, 2002.
GRASSIVARO GALLO P. & VILLA E. Longininfismo rituale tra le Baganda (Uganda) (Rapporto Preliminare). Rivista di Sessuologia, 28:17-22, 2004.
KASHAMURA A. Famille, Sexualitè et Culture. chapt. 3°, La Vie Sexuelle, pp.81-123, Payot, Paris, 1973.
KISEKKA M.N. The Baganda in Central Uganda, pp:148-162. In: Molnos A. (Ed.)
Central Source Materials for Population Planning in East Africa, vol.3, Beliefs and Practices, East Africa Publishing House, Nairobi, 1973.
JEFFCOATE T.N.A. Principles of Gynaecology, 3th. ed., Butterworths and co. Publ.s, Univ. Press, Aberdeen (UK), 1967.
LE VAILLANT F. Voiage de Monsieur Le Vaillant dans l'interieur de l'Afrique par le Cap de Bonne-Esperance, dans les années 1780,81,82,83,84, et 85, Paris , Le Roi, 1790.
PUCCIONI N. Delle mutilazioni e deformazioni artificiali etniche più in uso. Arch. per l'Antrop. e la Etnol., 34:391-401, 1904.
RIZZO T. La circoncisione femminile in Sudan. (Un'esperienza con studentesse sudanesi),Tesi di Laurea in Psicologia, Univ.di Padova, AA.2001/02.
ROMAGNOLI G. Se il piacere è muto. La Repubblica delle Donne, p.44, 1/3/2003.
RUGIU G. I Boscimani. Rivista di Antropologia, 29:425-504,1931.
SCHAPERA I. A Survey of the Bushman Question , Race relations, 6:68-83, 1939.
SENGENDO J. & SEKATAWA E.K. A Cultural Approach to HIV/AIDS Prevention and Care. UNESCO/UNAIDS Res. Proj. Uganda's Experience Country Report.
Studies and Reports, Special Series, n.1, UNESCO, 1999.
STOW G.W. The native races of South Africa. Swan Sonnenschein & Co., London,1905.
TAHA BAASHER Psychosocial Aspects of Female Circumcision, pp.162-180.
In: Taha Baasher, Bannermann R.H.O., Rushwan H., Sharaf I. (Eds.) Traditional Practices Affecting the Health of Women and Children. WHO/EMRO Technical Publ.s, n.2,vol.2, Alexandria, 1982.
TOUBIA NAHID Caring for Women with Circumcision. Raimbow, New York, 1999.
WALSEN F. Luganda Proverbes. Mill/Hills Missionaries, London, 1982.
WELE P. "Likumbi Lya Mize" and Other Luvale Ceremonies. Zambia Educational Publ. House, Lusaka, Zambia, 1993


LINK

Modificazioni Etniche dei Genitali Femminili



The Padua Working Group on Female Genital Mutilation: sito web

Autori: Pia Grassivaro Gallo, Laura Endrighi e Marica Livio

Istituzione: Dipartimento di Psicologia dell'Università di Padova

Il sito contiene il lavoro svolto a partire dalle prime ricerche della prof.ssa Grassivaro, coordinatrice del Gruppo, in Somalia tra il 1972 e il 1985.

Il Gruppo fondato nel 1990 si è prefissato di monitorare il fenomeno delle MGF a livello nazionale, in tal senso stimola indagini epidemiologiche sui differenti aspetti delle escissioni: antropologici, demografici, medici e socio-psicologici. Inoltre promuove e mantiene rapporti internazionali collaborando con alcune organizzazion: in America (NOCIRC), in Africa (Water For Life, Somalia) per l'eradicazione di ogni forma di circoncisione, maschile e femminile.

Il sito è aggiornato anche per ogni altra attività scientifica promossa dal Gruppo: giornate di studio e congressi, nazionali ed internazionali.

http://FGMPADUA.psy.unipd.it

A questo indirizzo è possibile trovare il sito web del Padua Working Group on FGM del Dipartimento di Psicologia di Padova, home page:The Padua Working Group on FGM. Dipartimento di Psicologia Generale - Università di Padova

(indirizzo E-mail:pia.grassivaro@unipd.it).

L'area web del Gruppo si articola in diverse sezioni:

- Recensioni monografiche

- Elenco dei lavori, articoli, tesi e monografie suddivise in: MGF in Somalia, MGF in Italia, tesi di laurea, distinzioni e premi (ottenuti dalla coordinatrice o da qualche membro del Gruppo).

- Lavori della Dott.ssa Marica Livio.

- Tesi seguite dal Prof.Franco Viviani sul tema della circoncisione maschile

- FGM altri indirizzi: per un ulteriore approfondimento sono stati inseriti anche i link di altri siti

web riguardanti le MGF.

Bibliografia

- W. Gibson The net is a vaste of time, and that's exactly what's right about it.
http://www.sundance.net/institute /articles/gibson.html (12 agosto 1998).
- S.D. Mundan Il www e le Mutilazioni Genitali Femminili. "Rivista di Sessuologia"28:48-52, 2004.
- M.M.Sarkis Activism on World Wide Web.The role of the internet in the dissemination of Circumcision-related information. The Fifth International Symposium on Sexual Mutilation. University of Oxford , 1998.
- B. Schwimmer Anthropology on the internet: a review ande evaluation of networked resources. "Current Anthropology", 37:pag.561, 1996.

Autore: di Pia Grassivaro Gallo & E. Villa
Padua Working Group on MGF
Deptm. of General Psychology. Univ. of Padua (Italy)


Scarica questo articolo nel tuo computer  
  

© 2004 Scienzaonline.com


Acquista il Cd-Rom di Scienzaonline
Acquista il primo numero di scienzaonline.com in Cd-Rom!

Elenco Materie

    Medicina
    Scienze Naturali
    Astronomia
    Paleontologia
    Archeologia
    Genetica
    Geologia
    Antropologia
    Matematica
    Fisica
    Chimica
    Epidemiologia
    Ambiente
    Malacologia
    Nucleare
    Tecnologia
    Etica
    Informatica
    Giochi e Rompicapi
    Eventi
    Sessuologia
    Botanica
    Zoologia


Link Partner

 Il Portale della Paleontologia Italiana Paleofox.com
 Agenzia Stampa Agenziastampa.org

   Autorizzazione del Tribunale di Roma n 293/2003 del 7/07/2003 Giornale a periodicità Mensile - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50
   Direttore Responsabile: Guido Donati