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In data 31.07.07
Pia Grassivaro Gallo, Nancy Tshiala Mbuyi e Charle Mulopo Katende
Padua Working Group on FGM

Anno 4
Edizione Luglio 2007





L’opinione maschile sul l’”Elongation des petites levres” in RDC Repubblica Democratica del Congo

Per Longininfismo (Genital Stretching) si intende la modificazione espansiva delle piccole labbra (ninphae), ottenuta mediante manipolazione rituale; viene classificata, anche se impropriamente, dal WHO (1996) tra le Mutilazioni Genitali Femminili, nella tipologia 4.

E’ un intervento tradizionale delle popolazioni dei Grandi Laghi africani; essa esiste oggi in RDC, laddove sono presenti le genti Baluba, e quì più spesso viene conservata in ambiente di villaggio rurale e progressivamente si perde in città, dove è semplicemente passata di moda.

Nel 2006, il Padua Working Group on FGM ha compiuto la prima indagine sul Longininfismo rituale nella RDC. Le difficoltà della situazione politica del Paese, connesse all’effettuarsi delle prime elezioni nazionali, hanno consigliato di raccogliere i dati in modo indiretto, tramite referenti in loco sia congolesi che italiani, contattati dall’Italia tramite intermediari italiani e congolesi (questi ultimi: i due co-autori, di etnia Luba).

Le informazioni sono state raccolte tramite:
  • interviste strutturate a: una sage femme Luba di 86 anni, a Kinshasa; ad uno psichiatra ed una missionaria saveriana italiani, presenti nel Kivù;


  • due questionari: somministrati rispettivamente ad un centinaio tra donne manipolate ed operatori socio-sanitari dell’ Ospedale Saint Sauveur, di Mbuji-Mayi, nel Kasai;


  • un focus group di 15 intellettuali del Kasai, condotto e moderato da un sociologo locale.
In questo contributo preliminare vorremmo privilegiare le informazioni emerse dal focus group, sottolineandone la originalità, poichè esse sono state rese da partners maschili che commentano il rituale femminile. (Di solito sono le donne intervistate che parlano di una loro tradizione e che eventualmente riferiscono quella ritengono essere l’opinione maschile).

L’adolescente del Kasai cresce praticamente nell’aspettativa di incontrarsi con una donna manipolata nei genitali, per cui se ciò non dovesse avvenire, ne sarebbe fortemente deluso. Dalle risposte ottenute traspare una valutazione sostanzialmente positiva del rituale.

(Ciò non avviene per i ragazzi occidentali, per i quali l’incontro con una donna manipolata africana, suscita disprezzo misto a una certa paura per una morfologia genitale assolutamente sconosciuta e che sconcerta).

La donna manipolata viene detta tshitèkù (colei che ha preparato il suo corpo; letteralmente “giardino fiorito”); quella intatta, tshimbumba (colei che non ha; letteralmente “capra senza corna”). Per quest’ultima c’è anche una canzone che la deride; così fanno le coetanee per invitarla ad iniziare e successivamente coltivare l’allungamento labiale.

La manipolazione appare come un attributo normale dell’adolescente; “quando la ragazza comincia ad evidenziare il seno; gli adulti reputano che debba essere anche allungata nei genitali”.


Per fare capire l’importanza del rito, le viene suggerito di frequentare un’ amica già iniziata e a quest’ultima di insegnarle quello che gli uomini desiderano trovare in una donna, raccomandandole di “non lasciare vuota la regione tra le gambe, altrimenti perderebbe la considerazione da parte dell’uomo”.

La ragazza avrà, dopo il primo intervento una cura continua dell’allungamento (tramite auto-manipolazione), anche perché le labbra tenderanno a ritirarsi, se non periodicamente stimolate.

“La ragazza con le labbra allungate, non sa in realtà come comportarsi con il partner, cioè come fare all’amore”. La manipolazione genitale non comporta necessariamente la deflorazione, anche se è l’unico momento in cui è socialmente ammessa la masturbazione. Nel Kasai generalmente l’uomo esige che la ragazza arrivi vergine al matrimonio e desidera ”essere il primo per la sua donna e vedere il lenzuolo macchiato di sangue, dopo la prima notte”.

Nell’incontro sessuale della ragazza diventata donna, le labbra allungate sono uno strumento per dare e provare piacere. L’uomo ”ama sentire la sua donna tra le dita. Più carnose sono le piccole labbra e più il partner si sente attirato da esse”.

Tanto che le donne di un tempo, esageravano su questa lunghezza, per poter meglio soggiogare il marito. Il rapporto sessuale per la donna sposata, inizia con il petting. Le labbra allungate servono al partner per prepararsi al congiungimento. D’ora in poi la cura delle labbra allungate, che fino a questo momento era pertinenza femminile, passa al suo sposo.

Concludiamo dicendo che le informazioni degli uomini congolesi si trovano praticamente riconfermate in quelle femminili, nel considerare il Longininfismo come uno strumento che favorisce il rapporto di coppia e quindi la fertilità della coppia.

Autore: Pia Grassivaro Gallo, Nancy Tshiala Mbuyi e Charle Mulopo Katende
Padua Working Group on FGM




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