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Articolo pubblicato il 17-06-2004
di Guido Donati

Numero 6 - Anno I
17 Giugno 2004





La microcolposcopia e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell'utero

La microcolposcopia permette di individuare le lesioni precancerose e cancerose situate in zone poco accessibili con le altre tecniche. Essa si avvale di un particolare apparato ottico, il microcolpoisteroscopio di Hamou, che riesce ad ingrandire fino a 150 volte i tessuti cui viene in contatto permettendo la visione delle cellule direttamente sul collo dell'utero e nel canale cervicale.

La parte dell'apparecchio che viene a contatto con i tessuti ha uno spessore di 4 mm. e può, quindi, penetrare facilmente anche nel canale dell'utero; ha, inoltre un angolo di campo di ben 90° con possibilità di visione sia panoramica, sia a diretto contatto con il tessuto e un ingrandimento da 1 a 150 volte; quindi il microcolpoisteroscopio ha la possibilità di essere utilizzato come un colposcopio o come un microscopio ottico.

Questa tecnica permette di individuare, non solo le cellule pretumorali e tumorali, ma anche le cellule infettate da Human Papilloma Virus (HPV) (www.agenziadistampa.org/venereologia/hpv.html), virus che è alla base della possibile trasformazione delle cellule del collo dell'utero in cellule tumorali.

L'indagine microcolposcopica non è invasiva, non è dolorosa e si esegue durante una normale visita ginecologica come la colposcopia. Essa va effettuata quando dal Pap test e dalla colposcopia non si riesca a definire bene una lesione e quando si sospetti la presenza di cellule anomale all'interno del canale cervicale. Questa tecnica permette di descrivere le caratteristiche citologiche delle cellule, i margini e le dimensioni delle lesioni tracciando una vera e propria mappa topografica del tessuto anomalo. Dal punto di vista chirurgico consente di effettuare un trattamento più corretto e meno invasivo.


Autore: di Guido Donati - specialista in venereologia e-mail
www.microcolposcopia.it



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