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Articolo pubblicato il 17-03-2005
di Bruno Marsico
Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA SCrl)
per gentile concessione del Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide

Numero 14 - Anno 2
17 Marzo 2005





ALLA SCOPERTA DELL'ANTARTIDE

L'Antartide è l'ultimo continente ad essere stato scoperto dall'uomo: ciò avvenne appena un secolo fa. Ma già da 3000 anni i filosofi greci, oltre ad avere la nozione di sfericità della Terra, avevano ipotizzato l'esistenza di un continente australe, necessario, secondo logica, per bilanciare le masse dei continenti noti dell'emisfero boreale. Gli stessi nomi artico e antartico derivano dal greco àrctos (orso, orsa), con riferimento all'Orsa Minore, comprendente la Stella Polare, scoperta da Talete di Mileto nel VI sec. a. C. Secondo Talete la Terra era piatta e galleggiante sull'acqua. Più tardi Pitagora e Parmenide parlano di Terra sferica (fig. 1); secondo Platone "La Terra è sferica come una palla di cuoio, grandissima…(nel Fedone)". Aristotele completa il concetto di Terra sferica con la definizione di tropico e di circolo polare. Crisippo di Soli (Asia Minore, III sec. a. C.), della scuola stoica, definisce le cinque zone in cui è divisa la Terra:

Figura 1



"Le zone della Terra sono cinque: la prima boreale, oltre il circolo artico, inabitabile per il freddo; la seconda temperata; la terza inabitabile per il caldo, detta zona torrida; la quarta temperata; la quinta meridionale, inabitabile per il freddo". Queste teorie vennero riprese e ampliate dal geografo Tolomeo di Alessandria (150 d. C.) secondo il quale il continente australe o "Terra Australis Incognita" era abitato e coperto di vegetazione, ma era inaccessibile a causa di una fascia di fuoco presente nella zona torrida, popolata da mostri feroci. (fig. 2)

Figura 2


Nel Medio Evo le teorie sulla sfericità della Terra e sulla presenza di due umanità separate determinarono turbamenti nell'ambito delle dottrine teologiche, in quanto avrebbero comportato due creazioni e due rivelazioni. Questo venne considerato eresia da parte della teologia ufficiale, pertanto si decretò che la Terra era indiscutibilmente piatta.
Per più di un millennio nessuno pensò più a viaggi di esplorazione verso il Sud.

Sempre durante il Medio Evo, Dante Alighieri (1265-1321) nella Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI, fa dire ad Ulisse, dopo la famosa "orazion picciola":
"Tutte le stelle già dell'altro polo vedea la notte,
e'l nostro tanto basso, che non surgea fuor del marin suolo."


Un secolo e mezzo più tardi un altro poeta, Luigi Pulci, nel "Morgante"(1482):

…più oltre navigar si puote,
però che l'acqua in ogni parte è piana,
benché la terra abbia forma di ruote…
E laggiù son città, castella, imperio;
ma nol conobbon quelle genti prime;
vedi che il Sol di camminar s'affretta,
dov'io ti dico che laggiù s'aspetta.

Questi esempi dimostrano che malgrado la dottrina ufficiale, le teorie dei filosofi greci e di Tolomeo sulla sfericità della Terra erano sopravvissute.

Tradotte dall'arabo in latino e in francese all'inizio del XV secolo, determinarono un impulso a intraprendere viaggi di esplorazione verso l'ignoto. Ultimo ostacolo, il timore degli equipaggi per i mostri presenti nella zona torrida e per il mare in discesa, che avrebbe inghiottito le navi arrivate al limite estremo dell'oceano, secondo le leggende dell'epoca.

Bartolomeo Diaz nel 1488 doppiò la punta estrema dell'Africa chiamandola Cabo Tormentoso, nome poco augurale , poi cambiato in Capo di Buona Speranza.
Cristoforo colombo, anche se non oltrepassò l'Equatore, nel 1492 attraversò per primo l'Oceano Atlantico, approdando ad una nuova terra che credé appartenere alle Indie.
Vasco da Gama nel 1498, doppiato il Capo di Buona Speranza, attraversò l'Oceano Indiano sbarcando a Calicut, l'odierna Kozikode, sulla costa occidentale dell'India.

Amerigo Vespucci tra il 1499 e il 1503 compì tre viaggi esplorando tratti della costa orientale sudamericana tra la Guyana e la Patagonia. (fig. 3)

Figura 3



Continua nel Prossimo Numero - 17 Aprile 2005


Autore: Bruno Marsico
Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA SCrl)



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