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In data 17.04.08
Pietro Perrino


Anno 5
Edizione Aprile 2008





Biodiversità e Bioetica, opinioni a confronto: Salvaguardia dell'agrobiodiversità e impatto degli organismi geneticamente modificati (OGM)

Si è dato un contributo ai concetti di diversità, biodiversità, diversità ambientale, diversità culturale, ecodiversità e agrobiodiversità. La biodiversità a livello di biomi, ecosistemi, specie, popolazioni, varietà, genoma e geni.

Mentre sono state descritte 1.750.000 specie, di cui 1.065.000 artropodi, 270.000 piante superiori, 72.000 funghi, 70.000 molluschi, 45.000 cordati (cui appartiene la specie umana), 40.000 alghe, 40.000 protozoi, 25.000 nematodi, 4.000 virus, 4.000 batteri e 1.500 altre specie, alcune stime riportano invece la possibile esistenza di 166.600.000 specie, di cui oltre 101.000.000 artropodi, 500.000 piante superiori, 2.700.000 funghi, 200.000 molluschi, 55.000.000 cordati, 1.000.000 alghe, 200.000 protozoi, 1.000.000 virus, 3.000.000 virus e 115.000 di altre specie.

Queste differenze tra numero di specie descritte e numero si specie stimate o previste inducono a riflettere non poco sulle potenzialità della biodiversità a livello di specie ancora sconosciuta all'uomo.

Per comodità, la biodiversità è distinta in animale, vegetale e microbica. Si sono forniti spunti di approfondimento relativamente alla componente vegetale ed in particolare di quella agraria (agrobiodiversità) ed accennato ad alcuni aspetti relativi a come e dove si è formata l'agrobiodiversità, come e dove si è provveduto alla sua tutela, alla Banca Genetica del CNR di Bari e la situazione italiana, ai sistemi agricoli tradizionali e moderni, conservazione distribuzione e valorizzazione del germoplasma autoctono ed alle metodologie di conservazione ex situ, in situ ed on farm (in aziende agricole).

Si è accennato alle conseguenze della Rivoluzione Verde ed alla lezione che avremmo dovuto imparare e cioè di evitare ulteriori perdite di biodiversità ed agrobiodiversità, che si è appunto verificata con la rivoluzione Verde, e di orientare la ricerca verso la promozione di modelli agricoli sostenibili, che oltre a produrre di più favoriscono la conservazione della biodiversità.

Oggi, come se non fosse successo niente, si continua a finanziare ricerche che incentivano l'ingegneria genetica, la produzione di organismi geneticamente modificati (OGM) e la loro coltivazione, sostenendo una seconda Rivoluzione Verde o Rivoluzione dei Geni.

Gli OGM oltre a provocare un ulteriore depauperamento della biodiversità, non aumentano le produzioni, ma aumentano la presenza di parassiti nuovi e più resistenti ai fitofarmaci oltre che ai farmaci per parassiti dell'uomo e degli animali. In conclusione, gli OGM sono inutili e nocivi anche se le piante transgeniche non sono destinate all'alimentazione. L'idea di utilizzare le colture agrarie e le superfici agrarie per produrre biocarburanti è una vera follia, che diventa un vero e proprio crimine se le colture sono geneticamente modificate.

L'idea di produrre farmaci in piante in pieno campo, come purtroppo sta accadendo negli USA, in Canada ed in molti altri campi segreti dei Paesi in via di sviluppo è un altro atto di follia dei poteri forti del pianeta, in quanto la produzione di farmaci in piante in pieno campo, inquina di DNA transgenico l'aria, l'acqua, il terreno e microrganismi che interagiscono con gli animali e l'uomo, sviluppando tolleranza orale, riduzione delle difese immunitarie e quindi aumento di allergie, shock anafilattici e tumori.

I dati della letteratura dimostrano che le diverse forme di agricoltura biologica battono l'agricoltura industriale o convenzionale sia perché producono di più, sia perché non inquinano e sia perché richiedono un minor input energetico.

In sintesi, i politici devono prendere atto di queste verità ed avviare azioni che impediscano alla scienza di vendersi al mondo degli affari, promuovere ricerche che producano modelli da applicare per uno sviluppo sostenibile, come ad esempio diversi modelli di agricoltura biologica, evitando così di ripetere quello che è già accaduto con la Rivoluzione Verde. La scienza deve essere aperta e trasparente.

La gente deve sapere cosa fanno gli scienziati e per conto di chi. Gli scienziati devono pubblicare risultati non manipolati da chi finanzia la ricerca. La scienza deve essere al servizio della collettività e non delle ricche corporazioni. Una scienza per l'uomo ha bisogno di più etica che deve essere continuamente controllata dal pubblico direttamente, visto che le istituzioni sono facilmente corruttibili.

Solo applicando l'etica sarà possibile conservare in modo sostenibile il patrimonio della biodiversità, patrimonio dell'umanità.

Pietro Perrino Dirigente di Ricerca del CNR Istituto di Genetica Vegetale ex Istituto del Germoplasma Bari






Autore: Pietro Perrino





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