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In data 17.04.08
Lucrezia Genovese


Anno 5
Edizione Aprile 2008





Biodiversità e Bioetica, opinioni a confronto: Ecoetica e biotecnologie ambientali: ricerca sui i batteri idrocarburoclastici (BIC)

L'attività dell'uomo (dominio dell'Homo sapiens') è foriera di cambiamenti molto piú repentini e globali di quelli che opera la 'natura' con i suoi peculiari tempi di lentezza, di gradualità e di 'localismo'.

Da una vasta continua profonda riflessione su questo dualismo comportamentale è scaturita l''etica ambientale' ('environmental ethics') che, ormai, costituisce una scienza gemmata dalla filosofia morale che si occupa di individuare e di definire regole dinamiche, nel tempo e nello spazio, che devono essere adottate tutte le volte in cui un'azione antropica ha effetto diretto o indiretto sull'intorno biologico e/o abiologico.

L'oggetto di interesse diventa quindi la risorsa (dal francese 'ressource', dal latino 'resurgere' (risorgere), definita 'qualsiasi fonte o mezzo che volga a fornire aiuto, soccorso, appoggio, sostegno, specialmente in caso di necessità.

La risorsa 'naturale' sta assumendo un ruolo sempre piú importante, se non insostituibile, e, presumibilmente, sarà l'unico mezzo in grado di affrontare in chiave risolutiva gli innumerevoli problemi che interessano l'umanità del pianeta terra ai fini di realizzare un sistema socio-economico sempre piú proteso verso traguardi dinamici, spazialmente e temporalmente, propri di uno sviluppo 'sostenibile' . La sostenibilità di qualsiasi processo socio- -economico è realizzabile attraverso la 'tutela' di qualsiasi risorsa naturale; 'tutela' che comprende la individuazione, la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione della predetta risorsa. Dalla sua conservazione dipende il mantenimento dell'equilibrio ecologico del Pianeta e la sopravvivenza della nostra specie.

C'è bisogno di un maggiore impegno per preservare l'ambiente e la biodi- versità in esso presente, perché da questi dipende la qualità della nostra esistenza. La diversità biologica è lo strumento principe che permette alla natura di sincronizzarsi alla velocità dei cambiamenti ambientali, grazie a complessi e sofisticati meccanismi in grado di modulare la velocità di trasferimento e di adeguamento dell'informazione genetica; è il risultato di un continuo dialogo tra genotipo e fenotipo, fra la progettualità che è in ogni specie ed in ogni individuo di questa e il suo spazio di attuazione, dove l'ambiente interviene in modo anche pesante per determinare le strutture secondo piani precisi di sviluppo.

La ricerca scientifica può dare un contributo importante in questo contesto, fornendo gli strumenti di conoscenza che facciano crescere nella Società il senso di rispetto per la Natura, insieme alla consapevolezza che il futuro della Terra e quello della nostra specie sono strettamente dipendenti dalla conservazione dell'ambiente e della sua biodiversità. Non sembri una contraddizione, ma, grazie all'uso di biotecniche innovative (BI),intesa come l'applicazione tecnologica che si serve dei sistemi biologici, degli organismi viventi o di derivati di questi per produrre o modificare prodotti o processi per un fine specifico sarà possibile affrontare e risolvere la complessa problematica della tutela della biodiversità connessa alla salvaguardia e alla moltiplicazione del germoplasma in via di estinzione.

Particolare interesse rivestono le biotecnologie ambientali che comportano l'utilizzo degli organismi viventi per applicazioni varie come il trattamento di rifiuti recalcitranti o il disinquinamento di ambienti naturali o come modelli per l'utilizzo di fonti alternative di energia.

L'IAMC del CNR presso la sua sede a Messina con il gruppo di ricerca formato da Michail Yakimov, Laura Giuliano, Renata Denaro, Simone Cappello, Maria Genovese, Gina la Spada, Violetta la Cono ha sviluppato in questi ultimi anni una tematica di ricerca finalizzata a Bioremediation di ambienti marini contaminati da petrolio, nell'ottica di tutelare e valorizzare gli ecosistemi marini e quindi salvaguardare la biodiversità. L'intento è quello di usare sistemi biologici (microrganismi) per la rimozione di contaminanti da sistemi acquatici e terrestri basandosi sulla diversità metabolica delle comunità microbiche naturali

Gli studi di recupero ambientale (bioremediation) hanno permesso la scoperta di un nuovo gruppo di batteri marini estremamente interessante, i batteri idrocarburoclastici (bic), che svolgono un ruolo chiave nei processi di attenuazione naturale degli ambienti marini contaminati da petrolio e, quindi, riscuotono un enorme interesse applicativo.

I bic sono batteri marini obbligati, ubiquitari negli ambienti oceanici e dominanti nelle aree contaminate da petrolio, capaci di utilizzare solo pochi idrocarburi e qualche sostanza a basso peso molecolare come fonte di carbonio ed energia. Per la loro elevata affinità nei confronti degli idrocarburi e la loro origine marina, i bic possono essere utilizzati in maniera efficace per il disinquinamento degli ambienti marini senza rischio di effetti secondari sull'ambiente.

Focalizzando l'attenzione su questa problematica si rafforza sempre più la consapevolezza che le biotecnologie Blu sono ormai considerate il futuro dell'Ecologia Marina Applicata. In contesto mondiale, le industrie interessate ad investire in questo settore sono in netto aumento. L'Europa segue a rilento ma, recentemente, ha rilanciato l'argomento nell'ambito del Green Paper sulle "Maritime Policy" e chiede sostegno delle nazioni per raggiungere i livelli delle leadership mondiali. Il settore e' in fase di sviluppo anche in Mar Mediterraneo e i links fra ricerca ed industria sono evidenti per assunto. In Italia, il settore e' molto debole e il CNR, grazie all'effetto trainante del gruppo IAMC-Messina (riconosciuto a livello europeo in questo settore), potrebbe rapidamente assumere la leadership in contesto nazionale ed internazionale.

Lucrezia Genovese CNR - Biologa , 1° Ricercatore Istituto per l'Ambiente Marino Costiero ISE
IAMC - sede Messina Presidente del "Comitato Acquacoltura" della Società Italiana di Biologia Marina






Autore: Lucrezia Genovese





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