

|

In data 17.04.08
Guido Bissanti
Anno 5
Edizione Aprile 2008
|

|
Biodiversità e Bioetica, opinioni a confronto: Biodiversità e Potenza della Materia
Prima di affrontare la delicata relazione tra Biodiversità e Bioetica è necessario focalizzare l'attenzione su alcuni termini, tra questi il concetto di Etica.
L'etica (il termine deriva dal greco ethos, ossia "condotta", "carattere", "consuetudine") è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. Si può anche definire l'etica come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà; essa è inoltre una considerazione razionale, dei limiti entro cui la libertà umana si può estendere.
Ma Libertà non è un termine statico ma di movimento; movimento rispetto a qualcosa o qualcuno. Termine sottoposto a verifica della propria autonomia (fisica e spirituale) correlata all'autonomia di altri esseri, cose e fattori. La libertà è quindi sottoposta a regole ed ogni regola è sottoposta alla conoscenza. In definitiva non ci può essere Etica senza Conoscenza.
Adesso soffermiamoci sul concetto di Epistemologia.
L'epistemologia è quella branca della filosofia che si occupa delle condizioni sotto le quali si può avere conoscenza scientifica e dei metodi per raggiungere tale conoscenza, come suggerisce peraltro l'etimologia del termine, il quale deriva dall'unione delle parole greche "episteme" (scienza, conoscenza certa) e "logos" (discorso). In un'accezione più ristretta l'epistemologia può essere identificata con la filosofia della scienza, la disciplina che si occupa dei fondamenti delle diverse discipline scientifiche.
Ma quali sono i Principi che hanno generato l'Epistemologia moderna? Essa si è fondata, fino ad oggi sui postulati del Pensiero filosofico Illuministico.
Sappiamo che l'Illuminismo nasce e si sviluppa tra la rivoluzione inglese (1688) e la rivoluzione francese (1789). Esso, tra gli altri principi volle affermare con forza, tra gli altri, due aspetti:
1) esaltazione della ragione, il cui campo d'indagine deve però restringersi alla realtà scientificamente accertabile, tralasciando qualsiasi tipo di speculazione metafisica o religiosa;
2) il riesame critico della storia, il rifiuto dell'autorità della tradizione considerata fonte di pregiudizi e avvallo di istituzioni prive di fondamento razionale.
Nell'affermare ed applicare questi principi il Pensiero Illuministico si è comportato similmente alla capacità cognitiva dei nostri occhi. Se analizziamo lo spettro della radiazione elettromagnetica ci accorgiamo che noi abbiamo la possibilità di individuare una grandezza di valori che si aggira intorno a 4 . 10-7.
È di certo una percezione limitata per poter affermare che col nostro visus comprendiamo tutta la realtà che ci circonda. Equivale a dire che se dovessi tradurre in realtà e razionalizzare solo quello che vedo mi sfuggirebbe (razionalmente) quasi tutto.
L'applicazione esasperata del pensiero illuministico (pur se filosofia utilissima per uscire dalle paludi del medioevo) ha però condotto l'uomo ad una visione parziale del Cosmo. Visione, che tradotta in cultura, scienza e tecnica ci ha fatto costruire una logica del Sistema Umano lontana e trasversale alla logica dei Sistemi Biologici.
Ciò che accomuna le due logiche è il fabbisogno Energetico.
Proprio seguendo queste due "scuole di pensiero" i due sistemi si sono evoluti con modelli differenti.
Per fare un esempio chiarificatore possiamo affermare che i sistemi umani hanno sperimentato modelli meccanicistici per trarre energia e movimento (come il ciclo otto dei motori a scoppio); i sistemi biologici si sono avvalsi (nella maggior parte dei casi) del ciclo di Krebs.
I due sistemi presiedono entrambi alla produzione di energia partendo da sostanze ossidabili ma mentre il ciclo otto si preoccupa al limite di ottenere un buon rendimento, il ciclo di Krebs si preoccupa di ottenere energia, accumulandola, adeguandosi ai differenti sistemi con un modello a complessità organizzata che la moderna tecnologia non è ancora in grado di emulare.
La sostanziale differenza tra i due sistemi risiede nel fatto che i Sistemi Biologici si sono dovuti adeguare e SINCRONIZZARE alla più complessa macchina termodinamica che esista: il Pianeta Terra; realizzando sistemi a massima variabilità, a minor livello energetico e quindi con maggior rendimento.
I sistemi umani si fondano su modelli ad alta specializzazione, con elevati consumi energetici ed in definitiva con bassi rendimenti (inquiniamo troppo).
Nella matrice quadridimensionale su cui si fonda la macchina termodinamica Pianeta Terra noi siamo ancora primitivi e grezzi.
Ora, richiamando brevemente i principi della termodinamica, ci accorgiamo che i Sistemi Biologici si sono complessizzati al fine di innalzare al punto massimo possibile il rendimento energetico che deriva dall'utilizzo dell'energia solare e di quella contenuta nel nostro pianeta.
Nei sistemi biologici ogni singolo organismo si comporta come una macchina termodinamica. Ogni singola macchina termodinamica del sistema biologico si avvale non solo dell'energia solare e terrestre ma anche degli "scarti di lavorazione" di altri organismi funzionando in definitiva come un "Unico Organismo Vivente".
Quello che fino ad oggi non si comprendeva (dalla Politica alla Ricerca) è che ogni organismo è utile al servizio degli altri.
Togliendone uno vado a decremento del funzionamento dell'intero sistema e più pezzi perdo più funziona male il mio Ecosistema.
In definitiva: quel valore dell'Entropia che nei sistemi termodinamici biologici assume determinati valori, man mano che il sistema si degrada (perde pezzi) va crescendo sempre di più a discapito del rendimento complessivo della nostra macchina biologica. Per usare un termine tanto e purtroppo caro nelle nostre città, un ecosistema degradato usa male l'energia a disposizione e quindi inquina di più. Il valore crescente dell'Entropia rappresenta per tutti i sistemi termodinamici una scala di misura dell'inquinamento e dell'inefficienza energetica.
Ora i sistemi umani hanno interagito trasversalmente sui sistemi biologici proprio perché non ne hanno compreso la logica ed il modello.
Abbiamo (e purtroppo lo facciamo ancora) pensato per lungo tempo che alcune parti dell'ambiente potevano essere sfruttate a nostro piacimento creandoci ricchezza; abbiamo eliminato altre parti, così come nell'agricoltura specializzata, o aggredendo ogni giorno ed indiscriminatamente porzioni di territorio.
Abbiamo agito come quel meccanico che nello smontare una macchina alla fine gli avanzano pezzi e non ne capisce ne la funzionalità ne l'utilità.
I nostri modelli di Sviluppo sono oramai preistorici, non si possono adeguare alle esigenze del più avanzato e perfetto modello Ecosistemico.
La cultura razionalista (fondata sul pensiero illuministico) sviluppatasi fino ai giorni nostri è riduzionista; non è più idonea alle esigenze dei tempi nuovi.
L'uomo è promotore del progresso ma non può avere la presunzione che questo vada nella direzione esatta fino a quando indaga il mondo solo con gli occhi del personale tornaconto. Questa equazione è oramai insufficiente allo sviluppo della futura umanità.
Dobbiamo iniziare a vedere il sistema mondo come un complesso manifestarsi di forme energeticamente complesse. La Biodiversità è una forma energetica a complessità organizzata. Il livello energetico di ogni piccola monade dell'ecosistema è correlato alla monade più prossima ma anche a monadi spaziotemporalmente distanti. Non si può entrare ed uscire da questo modello ipercomplesso con la facilità e la disinvoltura con cui si entra od esce da una stanza.
Ogni volta che entriamo od usciamo da queste stanze ne cambiamo irreversibilmente l'aspetto e la funzionalità.
In definitiva Sistemi Ecologici e Sistemi Economici (notare lo stesso prefisso ECO) devono muoversi sullo stesso piano e visto che non possiamo agire su quelli biologici dobbiamo necessariamente farlo su quelli socioeconomici.
Dobbiamo rivedere sostanzialmente il nostro modo sensibile e quindi comportamentale nei riguardi del mondo. Dove Sistema Politico, Sistema Scientifico e Sistema Sociale siano le tre funzioni di una sola Logica.
L'equazione Illuministica che affermava:
"Esaltazione della ragione, il cui campo d'indagine deve però restringersi alla realtà scientificamente accertabile, tralasciando qualsiasi tipo di speculazione metafisica o religiosa".
Deve essere riconvertita in:
"Uso prudente della ragione, il cui campo d'indagine deve spaziare su tutte le realtà, le esperienze e le culture; ridando dignità alla speculazione metafisica".
Siamo giunti alla soglia di quel gradino della storia dove l'orizzonte è talmente ampio che i segreti della materia superano il finito per ricongiungersi all'Infinito.
Il lento ma inesorabile procedere ed evolversi della civiltà umana ha portato il Sistema Uomo a collidere con l'Ecosistema.
Così come succede nello scontro tra galassie i due sistemi subiranno questa mutua influenza modificando ogni precedente Equilibrio e Conoscenza in una forma Etica e Culturale nuova.
Possiamo affermare come Tommaso D'Aquino che: "Tutta la nostra conoscenza può soltanto aprire la porta su nuove domande e ogni scoperta è soltanto l'inizio di una nuova scienza" ma è anche più esatto affermare, sempre su suggerimento del filosofo e teologo italiano, che: "Tu non possiedi la Verità, ma è la Verità che possiede te."
La ricerca scientifica si basa ancora e purtroppo su fenomeni singoli e, tranne rare eccezioni, le valutazioni di tale modello procedurale non conducono ad informazioni globali.
Tali valutazioni globali possono per esempio, come nella mia relazione, essere estrapolate quando si fa un bilancio termodinamico di sistema; in questi casi il singolo bilancio (per un individuo) perde significato se non correlato all'insieme.
Il sistema mondo non è analizzabile e valutabile per singoli aspetti o fenomeni, anzi solo qualche rara eccezione potrebbe essere condotta con questo modello.
Tale esperienza ci viene da oltre trenta anni di ricerche sulle lotte biologiche degli organismi viventi (personalmente ho condotto ricerche, con fondi del CNR, su programmi di lotta biologica ed integrata su insetti degli agrumi) dove si evince che il modello di analisi e di controllo di ogni singolo aspetto o dato è multifattoriale. Ecco perché va posto l'accento sull'Epistemologia scientifica in quanto è questa che va rivalutata e ridiscussa.
L'ambiente è energia, sotto forma materiale, ed è organizzato come una complessa macchina termodinamica; la più complesso e perfetta esistente.
È opportuno iniziare un percorso ideologico che faccia comprendere come ogni singolo essere vivente altro non è che una complessa macchina termodinamica che trasforma energia secondo i principi della fisica energetica.
È una matrice quadridimensionale in cui ogni singolo componente produce i suoi effetti nelle tre dimensioni dello spazio e del tempo.
L'attuale sistema socioeconomico non ha pensato fino a poco tempo fa alla questione del massimo rendimento energetico ma a quella del massimo rendimento economico.
Tutto ciò è il frutto di quella condizione culturale e quindi socioeconomica generata dall'Illuminismo, ultimo stadio evolutivo della scienza galileiana, ed era di passaggio verso una comprensione nuova e più integrata del mondo che ci circonda.
L'ecosistema, attraverso la sua biodiversità, può essere paragonato ad un insieme di macchine termodinamiche, tutte operanti con un proprio rendimento e tutte alimentate da varie fonti energetiche.
L'aspetto interessante dell'ecosistema è che in questo ogni singolo organismo vivente utilizza in parte od in toto i prodotti di scarto di altri organismi viventi.
Un ecosistema che perde pertanto parte della sua biodiversità tende a stabilizzarsi ad un livello di rendimento minore.
Un ecosistema non è mai una macchina riproducibile ne nel tempo ne nello spazio. La biodiversità è infatti biunivocamente legata all'ecodiversità, come un liquido al suo recipiente.
Questa constatazione di fatto contiene una verità di grande rilievo nei suoi aspetti Scientifici, Etici e Sociali.
- Aspetti Scientifici: sono quelli più immediatamente comprensibili; la perdita di biodiversità di un sistema comporta un deterioramento della capacità energetica di quel sito territoriale comportando una maggiore presenza di prodotti energetici di scarto, cioè un maggiore inquinamento dell'ambiente circostante. La conservazione della Biodiversità diventa pertanto obiettivo fondamentale per la ricerca e le applicazioni scientifiche e tecniche atte alla salvaguardia degli ecosistemi originari.
- Aspetti Etici: la responsabilità sulla salvaguardia dell'Ecosistema non è pertanto solo questione di qualche Stato o Ente ma fattore personale di tutti i singoli uomini che con il loro comportamento e le loro abitudini (tutte da riscrivere) diventano protagonisti nel bene e nel male degli equilibri dell'ambiente.
- Aspetti Sociali: legati notevolmente ai precedenti ma con ricadute sul concetto che noi stessi abbiamo di Stato, di diritto pubblico e privato. Legati soprattutto alla necessità di rimodulare sostanzialmente le politiche di utilizzo del territorio come luogo del funzionamento della più complessa macchina termodinamica che è l'Ecosistema stesso.
La conclusione è quella di adeguare la scienza non a modelli di speculazione immediata su necessità "dal punto di vista umano" ma su criteri che considerino l'utilità e la convenienza di Sistema Globale, come è per esempio l'Ecosistema. Le speculazioni scientifiche e le applicazioni tecniche difettano proprio su questo aspetto perché analizzano un punto di vista relativo. Un esempio: vogliamo realizzare maggiore profitto da una coltivazione agraria? Tendiamo ad operare scelte (e quindi ricerche) che massimizzino la redditività finanziaria d'azienda; nel complesso però il sistema si è impoverito (ha prodotto maggiore entropia). In definitiva abbiamo arricchito un aspetto e, così facendo, maggiormente impoverito l'intero Sistema. È la legge della Vita e non possiamo disconoscerla.
Il suggerimento è proprio quello di operare ricerche e modelli sociali ed economici che intervenendo operino sull'arricchimento di Sistema con analisi multicriteriali, spostando l'obiettivo: da migliore rendita Finanziaria a migliore rendita di Sistema (tale modello dà comunque maggiore ricchezza anche finanziaria, anche qui non per singoli fattori - leggasi uomini o imprese - ma per Insiemi - leggasi Società e Sistema Mondo).
Il convegno, a mio avviso, appartiene a quella serie di attività che precedono i grandi cambiamenti di pensiero e di epoca. Ho parlato di illuminismo: gli Illuministi non sapevano all'inizio di esserlo ma con i loro scambi culturali e con il loro impulso hanno contribuito a costruire il mondo d'oggi. Noi saremo definiti forse Insiemisti o con qualche altro appellativo. La storia si sta muovendo e la speranza l'alimenta e gli darà compimento, proprio come in una equazione termodinamica.
Il convegno è stato pertanto un ottimo punto di partenza per creare quella energia di attivazione che permetterà ad alcuni uomini di avere quelle intuizioni per rimetterla in moto.
Personalmente, ascoltando altri interventi, ho avuto nuove intuizioni su cui non avevo riflettuto prima. E' necessario continuare nell'opera iniziata con forza e condivisione: da soli non siamo molto, insieme ci muoviamo e siamo più di ogni singolo.
Guido Bissanti Agronomo - Palermo
Consigliere dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali
Presidente Ass. "Terredelsud"
|
Autore: Guido Bissanti
Scarica questo articolo nel tuo computer
© 2008 Scienzaonline.com
|
|

|