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Articolo pubblicato il 17-06-2004
di Guido Donati

Numero 6 - Anno I
17 Giugno 2004





Antarctica

Logo Enea Antartide, il mitico continente dei ghiacci. Chi non è mai andato a visitarlo con la fantasia ripercorrendo le imprese di Amundsen e Scott? Lontano dalle città maleodoranti e rumorose, immerso nella pace australe, li, scolpita nei ghiacci giace la storia della nostra galassia.



Ogni metro di ghiaccio e di neve, raccontano qualcosa. Li si può studiare l'Universo come in nessuna altra parte del nostro mondo.

Negli strati più superficiali leggiamo la storia recente e recentissima. Iniziando il viaggio nelle profondità dei ghiacci troviamo i nuovi inquinanti che vanno sempre più aumentando, gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) ed il platino delle cosiddette benzine ecologiche; scendendo troviamo il piombo dei precedenti carburanti fino ad arrivare all'esordio della civiltà industriale con tutta la gamma infinita di inquinanti completamente assenti negli strati inferiori. Leggiamo la storia della corsa all'armamento atomico nei residui radioattivi del fallout nucleare. Incontriamo le grandi disinfestazioni con l'utilizzo del DDT entrato ormai da anni nei cicli biologici e rinvenuto perfino negli organismi che popolano i poli.

Scendendo, ancora, fino a 3.200 metri di profondità i ricercatori hanno ripercorso gli ultimi 750.000 anni della nostra storia; incontrando 8 cicli climatici maggiori caratterizzati da lunghi e rigidi periodi glaciali intervallati da brevi periodi interglaciali caldi di cui il nostro dura da circa 11.500 anni e proseguirà, secondo gli studiosi, ancora per migliaia di anni. In futuro si raggiungeranno i 3.300 metri e si saprà ancora di più sulla nostra storia.

La storia dell'Universo ci è anche raccontata dalle migliaia di meteoriti che sono state raccolte in 35 anni in questo continente, pari al quantitativo trovato nel resto del mondo in tutti i tempi; sono state identificate condriti carboniose, costituenti della materia primordiale del Sistema Solare, frammenti di superficie lunare e marziana.

Il 17 aprile 2003 è nato il Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRS S.C.r.l.), composto dall'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) e dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). I progetti del PNRS sono stati realizzati per la I volta durante la XIX spedizione italiana in Antartide che è stata la più grande finora organizzata sia per numero di persone circa trecento sia per mezzi impiegati. Il programma ha interessato: la Stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova che ha funzionato da base operativa dal 17 ottobre 2003 al 25 febbraio 2004; la costruzione della Stazione italo-francese Concordia che è prossima ad essere ultimata; la nave Italica che ha svolto una campagna oceanografica; la nave OGS-Explora che ha svolto ricerche geologiche e geofisiche; innumerevoli missioni sul territorio antartico anche in località remote e una stretta collaborazione fra equipe internazionali, grandi strutture e organizzazioni di ricerca: National Science Foundation (NSF), Aziona State University, Institute of Geological and Nuclear Sciences, New Zealand e ANARE.

La Stazione italo-francese Concordia è stata posizionata ad un'altitudine di 3.233 m ad oltre 1.000 km dalla costa dove i ghiacci hanno uno spessore di 3.300 m nel cuore della calotta polare sul Plateau antartico nel sito di Dome C (75°06' latitudine sud 123°23' longitudine est), qui la temperatura media annuale è di - 54,5 ° C. Concordia rappresenta una piattaforma unica al mondo per la geologia e l'astrofisica, dalla quale si possono studiare alcuni fenomeni astrali in condizioni simili a quelle rilevabili dalle stazioni orbitanti ma in modo più semplice, più continuativo e con costi inferiori grazie alle caratteristiche ambientali, ridottissima turbolenza atmosferica e basso tenore di umidità.

I ricercatori del Consorzio per la realizzazione del PNRA hanno tracciato una mappa dettagliata della contaminazione ambientale trovando un incremento dei gas serra e dell'anidride carbonica e l'appiattimento della curva di crescita dei clorofluorocarburi (CFC), utilizzati quali propellenti degli aerosol, refrigeranti e solventi (es.: freon), principali responsabili dell'erosione della fascia di ozono stratosferico, nonostante a livello internazionale siano state imposte limitazioni al loro utilizzo. Hanno rilevato gli effetti dell'introduzione dell'uso della benzina verde con la diminuzione del piombo e l'aumento dei composti del platino e degli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) per cui in futuro ci sarà una presumibile diminuzione del saturnismo (intossicazione cronica da piombo) e un aumento del cancro.

Sono stati studiati lo spessore della calotta polare e la topografia subglaciale evidenziando laghi e vallate subglaciali. È stata connessa alla rete internet la stazione sismologia di Baia Terra Nova che può, quindi, essere consultata in ogni momento da qualsiasi parte del mondo.

Lo staff medico ha effettuato studi sull'alimentazione e le variazioni della composizione corporea in ambienti estremi.

Sono stati studiati e monitorati i microrganismi fotosintetici antartici (cianobatteri) che rappresentano una risorsa naturale inesplorata di sostanze biologicamente attive, potenziali sorgenti di nuovi farmaci, enzimi, proteine e sostanze bioattive. Si sta cercando di creare un Centro per la Collezione dei Ceppi Antartici (CCCA) a Firenze presso l'ISE-CNR, ma ci vorranno investimenti appropriati per permettere ai ricercatori di realizzare, mantenere il Centro e studiare nuove sostanze farmacologicamente attive; non ci dimentichiamo che molti farmaci sono stati scoperti grazie allo studio degli organismi marini e fra questi anche alcune sostanze antitumorali; non aiutare questo settore della ricerca vuol dire chiudere una porta alla terapia di malattie che affliggono l'umanità.

Sono stati effettuati studi sulla struttura delle comunità marine e in particolare sul krill antartico, alimento essenziale dei misticeti, uno dei due sottordini che costituiscono i Cetacei e principale fonte alimentare per balene, foche, pinguini, uccelli e pesci antartici e ricerche sulle modificazioni quantitative e qualitative del krill e le variazioni nelle popolazioni di uccelli e mammiferi marini. Il krill, costituito da grossi branchi di piccoli crostacei, è a livello planetario una delle parti più importanti della catena alimentare; l'organismo più numeroso che lo compone è l'Euphausia superba, lunga appena 65 mm è il più abbondante crostaceo del pianeta, è erbivora e si nutre preferibilmente di fitoplancton.

La pesca commerciale del krill viene praticata soprattutto da Giappone, Russia, Polonia, Corea e Cile utilizzando grandi pescherecci muniti di sciabiche pelagiche in grado di catturare giornalmente da 300 a 400 tonnellate che vengono trasformate in prodotti destinati al consumo umano e animale. Sulla pesca del krill sono state imposte delle regole per evitarne un impoverimento troppo grande. Per fortuna la rapida disgregazione enzimatica e la contaminazione della carne dovuta allo stomaco ed al fegato (l'intero stock deve essere trattato in non più di 1-3 ore dalla cattura) ne limitano l'incremento delle catture. Grazie a sofisticati sistemi acustici si sono potute identificare le aree di massima concentrazione delle 2 popolazioni principali del krill l'E. superba tra il 70° e il 71° parallelo sud e l'E. crystallorophias tra il 75° e il 76° parallelo sud. L'identificazione qualitativa e quantitativa del krill antartico è essenziale per comprendere la salute del nostro pianeta.



Link:
www.pnra.it

www.italiantartide.it

Antartica Conclusa con successo la XIX spedizione Italiana in Antartide
www.agenziadistampa.org/scienza/ambiente/antarctica113.html




Autore: Guido Donati


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