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Articolo pubblicato il 17-06-2005
Numero 17 - Anno 2 17 Giugno 2005
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"Il vaiolo e la vaccinazione in Italia" di Antonio Tagarelli
A 25 anni dall’eradicazione del vaiolo nel mondo il CNR e l’OMS ricordano l’evento
Nel corso della 32a Assemblea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara eradicato in tutto il mondo il vaiolo. Era l’8 maggio del 1980. Questo antico morbo trova nel 1350 a.C., durante la guerra tra Ittiti ed Egizi, la più antica memoria storicamente provata di una epidemia di quella ripugnante infezione che il vescovo Mario di Avenches, in Svizzera, chiama, nel 570 d.C., variola. Egli si rifaceva probabilmente al termine latino varus (pustola) ovvero all’aggettivo varius (macchiato), ma che in lingua moderna gli Italiani chiamano vaiolo, i Francesi variole, i Tedeschi pocken, gli Inglesi smallpox, gli Spagnoli viruela. Un morbo altamente contagioso i cui effetti dovuti al genere Orthopxvirus, saranno ben descritti trecento anni dopo, circa, da Rhazi, uomo di Scienza e di cultura dell’antica Persia. Fatte proprie le conoscenze di Ippocrate e di Galeno, Rhazi, oltre a descrivere con precisa puntualità clinica le due forme di vaiolo che oggi chiamiamo variola major e variola minor, formula la prima teoria sulla immunità acquisita di questa malattia infettiva che successivamente verrà migliorata nel secolo XII da Averroè, scienziato e filosofo arabo-spagnolo. Restando nelle culture di origine greco-latine, tanto in età classica che in età medievale, le epidemie di vaiolo rientrano, insieme alle altre epidemie, in quelle manifestazioni morbose a rapida diffusione ed a carattere letale che per lungo tempo vengono designate col termine di pestilenza; mentre le relative malattie si accomunano sotto il generico termine di peste, da pestis ossia il peggiore male in assoluto.
Il padre della Medicina occidentale, Ippocrate, fa derivare le epidemie ai densi veleni pestilenziali esistenti nell’area e provenienti dagli incendi scoppiati in Occidente oppure dai veleni emanati dalle viscere della terra o dal cielo; mentre nel Medioevo venivano attribuiti alle stelle o alle influenze sataniche. La luce sulle malattie infettive e perciò anche epidemiche si ha nel 1546 con il De contagione et contagiosis morbi set de curatione di Gerolamo Fracastoro il quale introdusse, in pieno Rinascimento, il concetto, anche se ampio, di agente infettivo che egli chiama seme. Riflettendo sull’intuizione di Fracastoro non si può non pensare alle evitate e/o attenuate catastrofiche epidemie succedutesi nei secoli successivi se si fosse data attenzione ai suoi scritti. La teoria dei germi non sarebbe stato il motivo di studio principale della fine del XIX secolo ma sarebbe rientrata, a ragione, nell’epoca delle grandi innovazioni dell’uomo rinascimentale. Un ritardo scientifico, perciò, certamente importante per quel gruppo di malattie, le infettive, che delle cause di morte ne detenevano il triste primato. Il vaiolo, tra queste, non mancava di avere una parte preminente, spaventosissimo per secoli era presente in ogni angolo della terra affermandosi come oggetto di lunghe ed insanabili diatribe sul modo di come evitarlo e, finalmente, su come, nel finire del XX secolo, debellarlo.
La lunga storia del vaiolo e la sua implicazione sociale e medico-epidemiologica nonché immunologia trovano, nell’opera Il vaiolo e la vaccinazione in Italia, curata da Antonio Tagarelli ed Anna Piro dell’Istituto di Scienze Neurologiche-CNR insieme a Walter Pasini del Collaborating Centre for Travel Medicine-WHO, due ampi spazi: una Parte Generale e una Parte Speciale. La prima accoglie lavori riguardanti la Clinica e Biologia, la Storia, la Paleopatologia e gli Studiosi di vaiolo. La seconda riguarda il vaiolo e la vaccinazione dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia passando per quasi tutte le regioni italiane. Un’opera di consultazione, dunque, che si chiude con una spigolatura di documenti d’archivio. L’opera è stata presentata a Roma dall’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Sala Alessandrina, Via Lungotevere in Sassia 3
Link
Il Vaiolo
Il Vaiolo: Malattia Eradicata ed Arma di Distruzione di Massa
* Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto di Scienze Neurologiche
Contrada Burga
87050 Mangone (Cosenza)
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