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Articolo pubblicato il 17-10-2005

Numero 21 - Anno 2
17 Ottobre 2005





"Dynamics of Mercury Pollution on Regional and Global Scales" di Nicola Pirrone; Mahaffey, Kathryn R. (Eds.)

Recensione di Guido Donati

La malattia di Minamata, quella dei fabbricanti di barometri, la malattia del cappellaio tutte patologie riconducibili ad un unico elemento: il mercurio. Per la tavola periodica Hg, l’unico metallo che rimane liquido a temperatura ambiente; qualità che gli valse il nomignolo di “argento vivo”. Ma al di la di questa curiosa caratteristica si cela una tossicità, che soprattutto dopo lunghe esposizioni si rivela pericolosa per l’ambiente e gli organismi viventi. Già a metà dell'ottocento furono descritte intossicazioni da mercurio in America durante la cosiddetta "febbre dell'oro", per il suo impiego nell'estrazione del prezioso metallo (pratica ancora in voga in Brasile, Venezuela, Tanzania, Laos e Vietnam).

Lo dimostrò ampiamente l’intossicazione cronica che si manifestò fra gli abitanti di un piccolo villaggio giapponese e che venne chiamata malattia di Minamata (1953-1960) (Irukayama K. in "Minamata disease" by T. Tsubaki and K. Irukayama Ed. Elsevier, p.2, Amsterdam, 1977) dal nome dell'omonima baia dove si svolsero i fatti. Quest'ultima, posta all'estremo sud del Giappone, aveva rifornito per secoli gli abitanti di quei luoghi di prodotti ittici, poi nel 1953 arrivarono all'osservazione dei medici i primi casi di una patologia apparentemente nuova che, in attesa di riuscirne a comprendere le cause, prese appunto il nome di malattia di Minamata (Kurland L., Faro S. & Siedler H. Minamata Disease World Neurol. 1(5):370-395, 1960). I sintomi più frequenti erano parestesie e formicolii alle estremità e alle labbra (100%), turbe della vista (95%), atassia e dismetria (93%), disartria (88%), turbe dell'udito (85%), tremore (75%), astenia e turbe della memoria (70%); fra i neonati vi furono ben 70 casi di encefalite irreversibile con ritardo mentale, paralisi cerebrale, convulsioni generalizzate, microcefalia con alterazioni morfologiche delle cellule nervose corticali. Gli studi che furono effettuati negli anni immediatamente successivi portarono a comprendere che la causa era stata il consumo di prodotti ittici inquinati da mercurio proveniente dagli scarichi industriali delle fabbriche di plastica (Attualità in Tema di Intossicazioni da metalli pesanti nei prodotti ittici G. Donati, E. Tedesco e F. Montauti Medicina Moderna Oggi Sett. 1985, p. 201-210). La caratteristica del mercurio è di entrare nella catena alimentare e di accumularsi negli organismi superiori in modo irreversibile. Dopo, questo, vi sono stati altri storici disastri, basti pensare a quello in Iraq, fra il 1956 e il 1960 e al triangolo industriale di Priolo-Agusta-Melilli, che hanno ampiamente dimostrato la pericolosità di questo metallo.

Perchè abbiamo voluto parlare di questa patologia che sembra così lontana?

È uscito da poco un libro "Dynamics of Mercury Pollution on Regional and Global Scales - Atmospheric Processes and Human Exposures around the World" curato dal prof. Nicola Pirrone dell' Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del CNR di Rende (CS) che raccoglie le ricerche effettuate in tutto il mondo sull'inquinamento da mercurio, i risultati delle ricerche condotte dall'Iia - Cnr negli ultimi otto anni, nell'ambito di una serie di progetti internazionali ed europei riguardanti l'inquinamento da mercurio nelle regioni del Mediterraneo, dell'Artico e dell'Antartide e il loro rapporto con il resto del globo. Nel testo viene dimostrato come nel Mediterraneo, vi sia un rischio elevato di contaminazione dei prodotti della pesca. La fauna ittica mediterranea contiene concentrazioni di mercurio maggiori di quelle presenti nei prodotti della pesca provenienti dall'Atlantico, anche se vi è una minore presenza di questo metallo nelle nostre acque rispetto a quelle oceaniche. La forte irradiazione solare legata ai grandi cambiamenti climatici, determinando alte concentrazioni di ozono e di particolato atmosferico, creano una "miscela" che produce la formazione di mercurio reattivo, ossia più facilmente trasferibile dall'atmosfera alle acque superficiali che aggrava ulteriormente la situazione del "mare nostrum".

Quindi il professor Pirrone, conglutinando in questo testo le esperienze di tanti ricercatori, ci da l'esatta dimensione del problema, facendoci toccare con mano, il rischio che l'intero sistema corre se non si corre ai ripari diminuendo l'emissione di questo e di altri inquinanti. Nell'intero pianeta, ogni anno vengono rilasciate nell'atmosfera ben 4.500 tonnellate di mercurio e suoi derivati, di cui 2.250 dall'industria e il resto da sorgenti naturali. Oggi, con l'aumento di produzione, dai paesi asiatici arriva il 40%, circa 1.000 tonnellate di questo inquinante, con l'aggravante della carenza di controlli in dette aree. Con l'aumento della produzione cinese il trend è drammaticamente in crescita. Il mercurio è utilizzato in modo realmente massiccio nei dispositivi elettronici, nei termometri, in prodotti ospedalieri, negli impianti di produzione di soda caustica, perfino nelle amalgame dentarie e per moltissimi altri scopi.

"Dynamics of Mercury Pollution on Regional and Global Scales" fornisce un quadro completo ed esaustivo sui vari aspetti inerenti i processi dinamici che influiscono sul ciclo del mercurio in atmosfera su diverse scale spaziali e temporali. Esamina l'impatto del metallo sugli ecosistemi acquatici e terrestri e le metodiche sviluppate negli ultimi anni per la caratterizzazione chimico-fisica di campioni. Sono inoltre presi in considerazione i maggiori meccanismi di esposizione e i rischi che ne conseguono per diversi gruppi di popolazione, nonché i possibili rimedi di tipo legislativo e tecnologico e le carenze conoscitive che sarà necessario colmare nei prossimi anni.

Nonostante la comunità scientifica internazionale e gli enti preposti alla tutela e alla salvaguardia della salute pubblica, negli ultimi quindici anni, abbiano mostrato una crescente attenzione agli effetti dannosi derivanti dall'emergenza mercurio il problema esiste e va affrontato rapidamente.

Dynamics of Mercury Pollution on Regional and Global Scales
Atmospheric Processes and Human Exposures Around the World
Nicola Pirrone; Mahaffey, Kathryn R. (Eds.)
2005, XII, 748 p., Hardcover
ISBN: 0-387-24493-X



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