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Articolo pubblicato il 17-01-2005

Numero 11-12 - Anno 2
17 Gennaio 2005





Progetto MEDATLAS

Lo scopo del progetto MEDATLAS è stato produrre il miglior atlante oggi possibile del vento e delle onde nel Mediterraneo. Il progetto è stato finanziato dalle Marine Militari italiana, francese e greca, tramite la Western European Union, WEAO Research Cell.

Progetto Medatlas

Il problema principale di compilare un atlante del vento e delle onde è la disponibilità di dati sufficientemente estesi e con le dovute affidabilità e precisione. La maggior parte degli atlanti del passato venivano compilati sulla base dei dati riportati visivamente dalle navi. I dati vengono tuttora raccolti, dalle navi che partecipano al progetto, ogni 3 ore (alle 00, 03, 06, … UTC, tempo universale, una volta chiamato di Greenwich) e riportate ad appositi centri di raccolta. Questi dati, tutt'ora disponibili, soffrono dell'errore umano, particolarmente in condizioni di tempesta che sono poi quelle che interessano di più. D'altronde le misure di vento e onde nel mare erano molto scarse fino a poco tempo fa. La condizione è migliorata nettamente da circa 15 anni a questa parte, sia per la maggior disponibilità di boe in mare, in gradi di misurare particolarmente il moto ondoso, sia per le misure da satellite. Quest'ultimi operano continuamente e, per le misure di nostro interesse, indipendentemente dal tempo che fa, per esempio nuvolo. Tuttavia le misure da satellite permettono solo statistiche a zone piuttosto larghe, in quanto il satellite passa su una certa posizione solamente ogni tanto, e quindi il numero di dati su tale località risulta troppo scarso per una statistica significativa.

La soluzione è data dai sistemi di analisi e previsione operativi presso i maggiori centri meteorologici mondiali, in particolare presso il Centro Meteorologico Europeo (ECMWF, a Reading, in Inghilterra). Il Centro fornisce giornalmente previsioni dettagliate della situazione meteorologica su tutto il globo e di quella delle onde su tutti i mari del mondo. Queste previsioni, combinate poi con i dati rilevati, forniscono le migliori stime possibili della situazione complessiva e sono archiviate come "analisi". Questi dati sono disponibili su tutto il territorio ed ad intervalli regolari di tempo, e forniscono quindi una sorgente senza pari di dati meteo-oceanografici. La qualità di questi dati è andata migliorando nel tempo man mano miglioravano i metodi di calcolo. Nel Mediterraneo i dati meteorologici sono disponibili con una sufficiente precisione dal 1991, le onde dal luglio 1992, data in cui hanno cominciato ad essere operativi i modelli per il calcolo delle onde.

Questi dati forniscono una sorgente ideale, come distribuzione geografica e continuità nel tempo. Tuttavia ciò che li ha prodotti è sempre un modello, ed i dati hanno quindi un certo grado di approssimazione. La soluzione è data dalla combinazione dei dati misurati dai satelliti e calcolati dai modelli. In pratica viene fatto un confronto fra i dati corrispondenti, e viene quindi dedotta la correzione necessaria sui dati del modello. In effetti il processo non è breve. Si tratta, per ogni misura del satellite, di ricavare il corrispondente valore del modello. Successivamente tutte le coppie di valori disponibili (satellite-modello) vengono separate per zone. Queste hanno la dimensione di mezzo grado geografico (circa 55 km in latitudine, circa 40 di longitudine nel Mediterraneo). Il Mediterraneo viene in pratica diviso in circa un migliaio di zone, per ognuna delle quali viene ricavata la correzione necessaria, separatamente per il vento e per le onde. Ciò è necessario in quanto l'errore del modello varia secondo la posizione, le dimensioni del bacino, la vicinanza della costa, le eventuali catene montuose circostanti. Una volta dedotta, punto per punto, le correzioni necessarie e dopo aver corretto corrispondentemente i dati da modello, si dispone di un decennio di dati continuativi ed fittamente distribuiti che permettono di ottenere statistiche dettagliate del vento e delle onde per tutto il Mediterraneo.

I risultati sono stati riassunti nell'atlante che, oltre ad una spiegazione dettagliate delle metodologie seguite, dei dati e dei risultati disponibili, riporta quest'ultimi sotto due forme. Prima vengono fornite una serie di mappe, che riportano una serie di statistiche distribuite del vento e delle onde. Per esempio, viene mostrata la distribuzione della probabilità di superare una certa velocità del vento od una certa altezza d'onda. Poi, per una serie di punti, circa 250, vengono fornite tabelle che mostrano in dettaglio le statistiche, semplici e combinate, di velocità e direzione del vento, altezza e periodo dell'onda, altezza e direzione dell'onda, altezza d'onda e velocità del vento. Le statistiche sono fornite sia su base annuale che stagionale.

L'atlante è stato completato ed il lavoro compiuto. Siamo attualmente in attesa dell'approvazione delle autorità di Bruxelles per la stampa e distribuzione dell'atlante al pubblico. Non appena disponibile, il pubblico potrà rivolgersi alla persona ed istituto sotto indicati. L'atlante è stato prodotto sia in forma cartaceo, formato A3, che elettronica.



Luigi Cavaleri
ISMAR-CNR
S.Polo 1364
30125 Venezia



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