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Articolo pubblicato il 17-02-2006
Recensione di Lucrezia Catania & Abdulcadir Omar Huss
Numero 24 - Anno 3 17 Gennaio 2006
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Ferite per sempre Le mutilazioni genitali femminili e la proposta del rito simbolico alternativo.
DeriveApprodi, Roma, 2005
Questa messa a punto del “Caso Firenze” cade a proposito: le autorità sanitarie si sono
pronunciate, stroncando sul nascere la proposta di rito alternativo all’infibulazione,
espressa dagli AA; le acque si sono calmate; tutto è tornato alla normalità e la coppia
Catania–Abdulcadir ha finalmente esternato la propria verità, facendo una cronaca
puntuale e circostanziata dei fatti di cui sono stati protagonisti:
così anche questa vicenda travagliata sulle MGF, consegnata alla letteratura scientifica,
sarà d’ora in poi disponibile a quanti tra ricercatori e studiosi vorranno attingervi.
Mentre l’Italia ha scelto uno strumento giuridico coercitivo (la recente legge),
per lottare contro le MGF, il rito alternativo formulato dagli AA, è rimbalzato a
Mogadiscio, dove viene eseguito col nome di “Rito Firenze” ed è stato addirittura superato
a Merka (Somalia) dove le bambine ormai intatte nei genitali, non vengono più nè tagliate,
nè scarificate, nè punte e come testimonianza del loro ruolo acquisito con la ”circoncisione”,
rimane solo la presenza alla nascita del personale sanitario (Scienzaonline.com 17/06/05).
A far da cornice alla cronaca della proposta del rito alternativo, uno stuolo di giovani
donne immigrate che aprono squarci sulla loro vita facendo intravvedere alcune realtà sulle
MGF che definire incredibili è poco. Questi spezzoni di vita vissuta fanno toccare con mano
quanto siano divergenti tra loro le chiavi di lettura occidentale e africana,
per interpretare le MGF; queste dovrebbero essere utilizzate per aggiornare quanti si
improvvisano conoscitori del problema e riempiono i media delle loro sentenze ad ogni nuovo
exploit sociale delle MGF.
Lo stesso Abdulcadir interviene in prima persona, ripescando i ricordi di ragazzo nella
sua famiglia di Mogadiscio, presentandoci da adulto lo stupore dell’adolescente
che si rende conto che, non potrà mai più giocare con le compagne di sempre, ormai
avviate dopo l’infibulazione, sulla strada della loro dolorosa femminilità.
Solo chi conosce la realtà della Somalia di un tempo può apprezzare appieno
la drammatica realtà di tali atmosfere.
Risale proprio a quegli anni così remoti, l’interesse e la sensibilizzazione del
professionista di oggi per il problema delle MGF .
Nel libro gli AA. hanno anche presentato una dettagliata documentazione dell’impegno
professionale che dura ormai da alcuni decenni, presso il Centro di Riferimento e
Cura per le MGF di Careggi, attivo non solo nella cura delle pazienti infibulate con
la costante offerta di deinfibulazione, ma che privilegia anche l’opera di prevenzione
alle MGF, con un progetto di percorso materno-infantile per le immigrate.
La terza ed ultima parte del libro, quella più significativa dal punto di vista
scientifico, è dedicata all’esposizione degli studi della Dr.ssa Catania,
impegnata nella controversa strada della sessualità delle donne infibulate,
per le quali essa prospetta l’ipotesi di una più che possibile capacità di
godere appieno del rapporto sessuale.
Questo adattamento della biologia alla cultura, consolidato nel tempo in Somalia,
è testimonianza di quanto lontano si debbano cercare le origini della tradizione
escissoria nel Corno d’Africa. Per finire, è appena il caso di sottolineare come
questi recenti studi di Catania, per la loro validità scientifica,
siano consistentemente apprezzati a livello internazionale.
Working Group on FGM
Diptm.di Psicologia Generale
Università di Padova
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