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Articolo pubblicato il 17-03-2005
Numero 14 - Anno 2 17 Marzo 2005
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"Il corpo dei simboli" di M.Busoni & E.Laurenzi
Il libro prende le mosse dal caso Firenze, ma č un libro di parte e presenta alcune carenze.
Mi spiego: non fornisce alcuna analisi esplicativa su come la proposta Fi. sia maturata, se non -in allegato- le parole dei protagonisti. La presentazione del caso č incompleta: proprio tra gli allegati manca quello decisivo del Consiglio Regionale della Regione Toscana del 3/2/04 con cui "non si autorizza la proposta di pratica sanitaria".
Dal testo si ricava l'impressione che la proposta se la siano sognata di notte per proporla il giorno dopo.....( mi scuso per l'espressione). Dove sono le numerose referenze bibliografiche che documentano la traccia che ha maturato la proposta di Firenze? A cominciare dal contributo di PRATIKNYA (1989) presentato proprio al Congresso di Mogadiscio del 1988, organizzato in collaborazione da Aidos; per arrivare all'esperienza di Merka (2001;2004); nessun riferimento alle beduine di Israele (ASALI, 1995) che senza aver chiesto il permesso a nessuno si sono presentate alla visita ostetrica con cicatrici clitoridee, che testimoniavano un analogo rito alternativo che si erano inventate ed espletate da sole?
Niente risulta a proposito del caso Seattle paragonabile in tutto a quello di Firenze (Coleman, 1998).
Personalmente il mio impegno didattico non mi obbliga a schierarmi nč per il rito nč per il non rito in Italia; ma mi impegna a conoscere come ricercatrice, che altrove esso ha funzionato, eccome! Di questo non c'č traccia nel libro. Trovo invece il contributo di Udo Enwereuzor, che liquida i riti alternativi con poche righe a pg. 99:" la letteratura sull'argomento" la conosce e ce la vuole fornire? Io non direi.
Ho invece apprezzato il contributo di C. Scoppa che ha cercato di dare una rassegna a 360° delle diverse iniziative di evoluzione attuale delle cosidette MGF, evitando accuratamente il terreno che conosce meno: il corno d'Africa e l'infibulazione.
In sintesi: la posizione di parte presentata nel libro e le sue lacune non mi sembrano atte a dissipare alcun dubbio sull'argomento possano avere gli studenti.
Un ultimo particolare, il libro parla di MGF come fossero tutte le manipolazioni genitali possibili, a modificare simbolicamente il corpo; quelle trattate sono solo le forme riduttive (escissione, infibulazione, clitoridectomia, etc); ma esistono anche le forme espansive (4°tipo della classificazione WHO); queste ultime sono mutilazioni o meno? A Padova stiamo esattamente studiando anche queste ultime.
Concludendo, io desidererei che i miei studenti potessero avere un'idea pių completa ed attuale delle modificazioni genitali femminili.
Questo naturalmente č il mio punto di vista che ha guidato questa recensione del testo.
Recensione a cura di:
Pia Grassivaro Gallo
Dipartimento di Psicologia Generale
Universitā di Padova
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