

|

Articolo pubblicato il 05-04-2004
di Nicola Cosanni
Numero 3-4 - Anno I 05 Aprile 2004
|

|
Il primo fossile di articolazione per un braccio capace di sollevare!
365 milioni di anni è la sua età, in Pennsylvania è stato scoperto dai paleontologi dell'University of Chicago, ed è importante perchè ricostruisce un momento cruciale dell'evoluzione, quel punto in cui un animale fu capace di sollevare attraverso un braccio il suo corpo per uscire dall'acqua.
Questo punto evolutivo era necessario per gli animali di quel tempo, per incominciare la conquista della terraferma, dato che in quel periodo non vi erano vertebrati sulla terra asciutta.
Mentre gli Oceani erano già popolati da miriade di predatori che esigendo la regola mangiare o essere mangiati, predavano senza sosta.
Così alcuni vertebrati cercavano nuove zone da colonizzare, nuovi orizzonti più sicuri e in cui i predatori ancora non vi fossero.
Con il passare del tempo la terra viene anche essa conquistata, ma come fu resa possibile tale conquista? Quali furono i passi evolutivi essenziali che gli essere viventi di quel tempo adottarono per la conquista di questo nuovo ambiente?
Questa nuova creatura fossile lunga circa 60 cm ha mostrato uno dei suoi segreti vincenti per la conquista della terraferma, un osso che è il lontano parente di un Omero ha fornito a questa creatura l'abilità necessaria per sollevare il suo corpo e passeggiare sulla terra fuori dall'acqua.
Questo osso, che non è più una pinna per nuotare ma un braccio per sollevare, appartiene ad una creatura che è più di un pesce ma meno di un anfibio. Solo più tardi, afferma il paleontologo Shubin dell'Università di Chicago, si possono riscontrare fossili di esseri che camminano tranquillamente sulla Terraferma.
Questo fossile possiede su questo braccio una cresta ossuta che deve aver fornito l'ancoraggio necessario per la cassa toracica, i muscoli e i pettorali. La capacità di sollevare grazie a questo osso il corpo potrebbe averla acquisita per sollevare il muso nell'acqua bassa e guardare al di sopra, o per altri motivi e non si può escludere che abbia camminato sulla terraferma.
Il giunto nella spalla però era primitivo, e permetteva solo il movimento di sollevare o abbassare (come un atleta che compie le flessioni), mentre un braccio umano è in grado di compiere oltre questi movimenti una miriade di movimento molto complessi.
Un ulteriore tassello nella evoluzione dei vertebrati è stato aggiunto, grazie a questa scoperta, e studi successivi certamente ci permetteranno di conoscere sempre qualche cosa in più del passato della nostra Terra.
|
|
Autore: Nicola Cosanni
Scarica questo articolo nel tuo computer

© 2004 Scienzaonline.com
|
|

|