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Articolo pubblicato il 17-10-2004
di Guido Donati
Numero 9 - Anno I 17 Ottobre 2004
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La vulvologia: una nuova superspecialità!
Durante il 4° Congresso Nazionale della Società Italiana Interdisciplinare di Vulvologia, che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, è stato sottolineato il carattere multidisciplinare della patologia della vulva, la cui complessità coinvolge vari specialisti: dermatologi venereologi, ginecologi, uroginecologi, oncologi, anatomopatologi, infettivologi, biologi molecolari, neurologi, psichiatri e psicologi. La particolare difficoltà che emerge dallo studio di alcune di queste patologie ha fatto nascere una nuova superspecialità, la vulvologia.
Si è così identificata l'importanza di creare un nuovo superspecialista: il vulvologo. Così viene identificata questa nuova figura professionale, dovrà avere competenze di dermatologia, venereologia, ginecologia, urologia, oncologia, anatomopatologia, infettivologia, biologia molecolare e neuropsichiatria che gli permettano di identificare la malattia e di intervenire con la terapia più adeguata.
Nel corso del congresso vi sono stati vari interventi sulle Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) ed è stato sottolineato l'allarmante incremento anche di alcune patologie ritenute ormai da lungo tempo sotto controllo, come ad esempio la Sifilide. Sono stati esposti diversi studi sulle infezioni da Human Papilloma Virus (HPV) e sulla loro correlazione con il Cancro del collo dell'utero.
Sono state affrontate diverse importanti patologie della vulva e i possibili approcci terapeutici: il lichen planus vulvare, il lichen scleroso vulvare e la vulvodinia. Quest'ultima è una sindrome vulvare, estremamente complessa e difficile da affrontare dal punto di vista terapeutico; è caratterizzata da dolore vulvare cronico senza causa visibile che può comparire spontaneamente o in seguito a uno stimolo anche leggero; essa può essere localizzata solo al vestibolo, vestibolodinia o al clitoride, clitoridodinia.
Questa patologia viene spesso sottovalutata ritenendola una invenzione della paziente, mentre in realtà è una patologia neurosensoriale in cui si intrecciano fattori di percezione periferica, di rielaborazione corticale e psicologici.
Fra i molti interventi sono stati trattati anche gli aspetti psicologici e le problematiche sessuali determinate dalle patologie vulvari che mettono la paziente in uno stato di difficoltà nei confronti della propria sessualità.
A cura del Dott. Guido Donati, e-mail:
Sito Web: http://www.agenziadistampa.org/guido/guido.html
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Autore: Guido Donati
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