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Articolo pubblicato il 17-11-2004
di Roberta Rezoalli
Numero 10 - Anno I 17 Novembre 2004
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Musica al Meyer: riduce il dolore e lo stress nel bambino Un anno di risultati al Workshop "Ospedale e Musica"
Il prelievo e la medicazione sono molto meno dolorosi per il bambino se vicino a lui c'è il musicista professionista che suona, canta e comunica il suo mondo di note. E' il risultato delle ricerche fatte all'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, illustrate oggi al workshop "Ospedale e Musica" promosso dalla Fondazione Meyer e dall'Associazione Athenaeum Musicale Fiorentino, che si è svolto al Conservatorio Cherubini di Firenze.
Come hanno evidenziato le ricerche effettuate tra il gennaio-marzo 2004 per misurare l'efficacia della musica su un campione di 108 bambini sottoposti ai prelievi di sangue e su quelli (il campione era di 98 bimbi) medicati al Centro Ustioni, il dolore e lo stress diminuiscono in maniera significativa quando l'operatore musicale è accanto ai piccoli pazienti. Gli studi, oggetto delle tesi di psicologia di Elisa Baldi e Francesca Anastasi, sono stati realizzati utilizzando strumenti di osservazione psicologica e adottando nuove "scale" per comprendere come il bambino interagisce con il musicista.
Rilevante la conclusione: la musica allevia in modo statisticamente significativo la sensazione del dolore, l'ansia e la paura. "Questi studi - spiega Simona Caprilli, psicologa di Terapia del Dolore all'Ospedale Meyer - sono importanti perché confermano l'efficacia della distrazione, tecnica utilizzata dagli operatori musicali, per alleviare un momento doloroso e molto stressante per il bambino. Sebbene il prelievo di sangue e la medicazione siano momenti piccoli e di breve durata, lo stress provato dal bambino è notevole. Ebbene grazie ai due studi abbiamo verificato l'effettiva riduzione del dolore, dello stress e dell'ansia nei piccoli pazienti grazie all'intervento dei musicisti".
Come prosegue Carlo Barburini, direttore della Fondazione Meyer, che finanzia "Musica in Ospedale" grazie alle donazioni della città e del territorio: "Il progetto interviene sulla qualità dell'ambiente e delle relazioni, non limitandosi ai bambini e ai genitori ma estendendosi anche agli operatori, migliorando così il loro modo di lavorare".
Al Meyer non c'è un ambiente, sia esso il semplice corridoio, la stanza d'attesa, la camera del reparto o l'ambulatorio, dove non vi sia attenzione per il "clima sonoro". Un clima inteso non solo come riduzione dei rumori più fastidiosi ma anche come intervento musicale capace di creare momenti di distensione e relazione per piccoli e genitori.
Nell'Ospedale fiorentino la musica non è intrattenimento, ma fa parte della cura. Per questo i musicisti professionisti, opportunamente formati, intervengono anche in aree "delicate" come la rianimazione, la neonatologia, il centro ustioni, il centro prelievi. La presenza dei musicisti (al Meyer intervengono 8 operatori per complessive 2.600 ore all'anno) è gradita dai piccoli pazienti, dalle loro mamme e dai loro papà, che la ritengono positiva e quindi un'esperienza da proseguire. "
E' quanto emerso durante il Workshop, un momento di riflessione per capire la rilevanza del progetto e le sue future prospettive. Ne hanno parlato, tra gli altri, il professor Paolo Busoni, componente del Comitato Scientifico del Meyer, la psicologa Simona Caprilli, Sara Salvadori di Atheneum Musicale. E in futuro? Dopo l'esperienza al Meyer, il prossimo passo è quello di estendere l'attività musicale alla città e nelle strutture per anziani. Per l'occasione tra la Fondazione Meyer e il Conservatorio è stato firmato un protocollo d'intesa. Su questo intervenuti Victor Flussel, direttore CFMI dell'Università Marc Bloch di Strasburgo, il direttore della Fondazione Meyer e Alessandro Perondi di Athenaeum Musicale.
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Autore: Roberta Rezoalli
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