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Articolo pubblicato il 17-10-2005
di Paola Franz
Numero 21 - Anno 2 17 Ottobre 2005
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La microcolposcopia: una tecnica diagnostica utile nella prevenzione del cancro della cervice uterina
Intervista al Prof. Aldo Vecchione, Presidente della Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale
Il cancro della cervice uterina è al secondo posto tra i tumori che colpiscono le donne, viene subito dopo il tumore al seno, con 470.000 nuovi casi ogni anno nel mondo e 233.000 vittime. Questo tipo di tumore è relazionato, nel 99.7% dei casi, allo Human Papilloma Virus
(HPV), in particolare ad alcuni sotto tipi specifici di questo virus (HPV 16, 18 e altri). L’HPV è un virus a DNA che riesce ad entrare nel nucleo delle cellule ospiti e può trasformarle in cellule neoplastiche. Il virus dell’HPV costituisce una delle principali malattie a trasmissione sessuale (MST), negli Stati uniti 20 milioni di persone ne sono affette e ogni anno se ne infettano cinque milioni e mezzo. L’arma vincente contro questo tipo di cancro è la prevenzione e la diagnosi precoce, che permette la cura e la guarigione quasi nel 100% dei casi. Se non diagnosticato in tempo e curato ha una elevata mortalità. Lo strumento principale per poter fare una diagnosi precoce delle lesioni precancerose, dell’adenocarcinoma e del carcinoma del collo dell’utero è il Pap Test. In presenza di un Pap Test anormale si devono effettuare esami più specifici e approfonditi: tipizzazione virale, colposcopia, microcolposcopia, biopsia. Si deve tener presente che il Pap Test può dare dei falsi negativi (20%) per cui è importante utilizzare varie metodiche diagnostiche. L’infezione da HPV, molto frequentemente, si presenta in forma poco evidente (condilomi piatti) e in zone della vagina poco visibili nel corso della visita ginecologica, per questo è importante, quando è indicato, ricorrere a tecniche più idonee. Una indagine che può andare oltre nella diagnosi è la microcolposcopia. Il Prof. Aldo Vecchione, Presidente della Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale, ci ha spiegato di cosa si tratta.
Prof. Vecchione che cos’è la microcolposcopia e in quali casi va effettuato questo esame?
"La microcolposcopia è un esame approfondito del collo dell’utero, in particolare della giunzione squamo-colonnare. Si effettua attraverso un apparecchio, il microcolpoisteroscopio di Hamou, che permette di ingrandire fino a 150 volte la zona presa in esame. Generalmente si effettua quando c’è un risultato di un Pap Test, eseguito sia in sede esocervicale che endocervicale, che presenta una anomalia cellulare o addirittura elementi metaplasici, o quando il risultato della colposcopia è insoddisfacente. Teniamo presente che il colposcopio ingrandisce il collo dell’utero al massimo di 20 volte, mentre il microcolposcopio arriva a 150 volte, con quest’ultimo possiamo avere una visione completamente diversa delle cellule, direttamente sul collo dell'utero e nel canale cervicale. Inoltre questo esame si dovrebbe effettuare in tutti quei casi in cui la giunzione è interiorizzata e quindi non visibile all’esame colposcopico.
La funzione della microcolposcopia è anche quella di poter fare una mappa delle lesioni, cioè descrivere topograficamente dove l’epitelio normale si trasformi in un epitelio displastico e quindi dare un’indicazione delle dimensioni della lesione specialmente in sede esocervicale, quindi, questa tecnica permette di descrivere le caratteristiche citologiche delle cellule, i margini e le dimensioni delle lesioni. Dal punto di vista chirurgico consente di effettuare un trattamento più corretto e meno invasivo".
Perché è necessario esaminare approfonditamente la giunzione squamo-colonnare?
"L’area giunzionale è una linea anatomica di passaggio tra l’epitelio pluristratificato che riveste il collo dell’utero e l’epitelio cilindrico monostratificato del canale cervicale. Questa zona costituisce il punto più importante dove insorgono displasie e tumori. La giunzione può essere esteriorizzata, può, cioè andarsi a disporre sulla parte esterna della portio uterina (l’epitelio cilindrico slitta dal canale cervicale e va a disporsi sulla parte esterna della portio), oppure può essere interiorizzata, ciò può avvenire per esempio in menopausa o in fenomeni di atrofia, e la mucosa cervicale si ritira all’interno del canale cervicale portandosi appresso la giunzione, e una parte dell’epitelio squamoso".
Come è fatto il microcolpoisteroscopio di Hamou?
"L'apparecchio è fatto a impugnatura di pistola con un lungo prolungamento in cui ci sono dei fasci di fibre ottiche e una serie di specchi riflettenti che ingrandiscono l’immagine, è in pratica un endoscopio rigido. La parte che viene a contatto con i tessuti ha uno spessore di 4 mm. può, quindi, penetrare facilmente anche nel canale dell'utero; l’estremità a forma di becco di flauto permette un angolo di campo di ben 90° con possibilità di visione sia panoramica, sia a diretto contatto con il tessuto, ruotando la lente frontale si riescono a definire le dimensioni della lesione. Lo strumento ha la possibilità di ingrandire la zona osservata da 1 a 150 volte; quindi ha la possibilità di essere utilizzato come un colposcopio o come un microscopio ottico".
Come si svolge l’esame, è invasivo, è doloroso?
"L'indagine microcolposcopica non è invasiva, non è dolorosa, dura pochi minuti, come nella normale visita ginecologica si usa uno speculum per poter vedere il collo dell’utero. Lo strumento viene messo a contatto direttamente con l’epitelio che si vuole vedere perché solo con il contatto diretto si riesce a mettere a fuoco. È indispensabile l’uso di due coloranti vitali: la soluzione di Lugol al 2-3% seguita dall’inchiostro blu di Waterman, che servono a differenziare le cellule sane da quelle malate. La sonda viene introdotta nella vagina fino a giungere a contatto con l’epitelio di rivestimento del collo dell’utero, quindi viene inserita delicatamente nel canale cervicale per circa 2-3 centimetri a seconda della lunghezza del collo per studiarne le cellule. Il periodo migliore per effettuare questa indagine è subito dopo le mestruazioni, comunque può essere eseguita in qualsiasi giorno del ciclo tranne durante le mestruazioni".
Qual è il percorso formativo necessario per imparare questa tecnica?
"Per poter fare la microcolposcopia è necessario conoscere la morfologia delle componenti cellulari, è un po’ come usare il microscopio in vivo, quindi è necessaria una grande esperienza di microscopia cellulare. Nel microcolposcopista convergono le conoscenze del colposcopista e del citopatologo".
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Autore: Paola Franz
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