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Articolo pubblicato il 17-09-2005
di Marina Pinto
Numero 20 - Anno 2 17 Settembre 2005
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La malattia dei Mendelssohn
La famiglia di appartenenza del compositore Felix Mendelssohn era una delle più insigni dell'Europa
dell'Ottocento. Il nonno del musicista, Moses, era un abile uomo d'affari, fondatore di una banca
ed anche filosofo. Suo figlio, Abraham, era anche lui nel ramo degli affari un uomo avveduto e molto
capace che con il suo lavoro consolidò gli affari finanziari della famiglia.
Dei suoi tre figli ben due, Felix e Fanny, furono bambini prodigio nel campo della musica,
ed entrambi fecero una buona carriera in questo campo, salvo poi morire allo stesso modo:
un improvviso colpo apoplettico, una malattia che sarebbe diventata terribilmente nota come
"la maledizione dei Mendelssohn".
Da ragazzo Felix compì studi regolari di musica, lingue straniere, arte e letteratura, e per
quanto riguardò gli studi musicali egli ebbe a disposizione addirittura una sua orchestra per
provare le composizioni che scriveva. Fu anche amante del disegno e divenne un distinto pittore
di acquerelli, inoltre era molto portato per le lingue, tanto che ne parlava perfettamente almeno
due, oltre la sua di nascita.
Di lui si può affermare che mise a buon frutto ogni insegnamento ricevuto da bambino,
e poi era un giovane distinto, raffinato ed elegante di cui si notava subito la buona educazione
e i modi signorili, che inoltre disponeva di un'agiatezza finanziaria che non era usuale
nell'ambiente dei musicisti di quell'epoca.
Le sue composizioni avevano uno stile delicato e gradevolmente lirico e trovavano immediato
favore presso il pubblico, suscitando spesso l'invidia di molti colleghi, che davvero si
chiedevano se fosse giusto che tutte le fortune capitassero a lui.
Era davvero così: Felix era un giovane colto, educato, ricco, elegante ed anche bello
- nonostante non fosse molto alto - una folta capigliatura di capelli ricci sovrastava
un volto dai lineamenti delicati, ed aveva sempre delle maniere gentili con tutti,
quando dirigeva si ergeva sul podio ricavando ogni volta uno stuolo di complimenti,
non solo per la sua musica. Gli piacevano le donne graziose, ed aveva grandi successi
in società, quando prese moglie scelse naturalmente una delle ragazze più belle della città,
Cécile Jeanrenaud, e non fece certo fatica a conquistarla, dato che era un privilegiato.
La nonna ed il padre erano circa sulla sessantina quando morirono improvvisamente, dopo aver
perso conoscenza. Il certificato di morte parla di "apoplessia cerebrale", un ictus improvviso,
certamente causato da ipertensione ed arteriosclerosi.
L'ipertensione è una malattia ereditaria, ed è probabile che ne soffrissero anche Felix e
Fanny, sebbene a quell'epoca non c'era modo di misurare la pressione del sangue, e quindi
non esisteva nessuna possibilità di curarla né tantomeno di prevenirla, e nemmeno se ne
conoscevano le cause.
In effetti Fanny, che era una donna molto attiva, morì improvvisamente a 42 anni per una
emorragia intracerebrale, e nessun medico seppe dare una spiegazione valida.
La morte di Felix distò solo poche settimane da quella della sorella, ma la sua agonia fu un po'
più prolungata. La sua malattia iniziò con sintomi diversi: letargia, stanchezza,
depressione e mal di testa, probabilmente tutte cause dell'ipertensione, che alla fine provocò
una emorragia cerebrale irreversibile.
La prima volta che Felix cadde vittima di un tale colpo il medico gli diagnosticò dei semplici
disturbi di stomaco, e come cura gli furono prescritte delle sanguisughe. In seguito, dato che
il colpo sembrava essere stato superato, lo stesso medico gli consigliò di passeggiare tutti i
giorni per rilassare la mente.
Questo primo malessere non doveva certo essere così sottovalutato, in quanto si trattava di un
"colpo d'avvertimento", una piccola emorragia che, anche se apparentemente rientrata, ebbe
entro poco tempo un tragico seguito.
Infatti, dopo qualche mese, le sue condizioni si aggravarono notevolmente, ed egli ebbe una
serie di ictus nel giro di pochissimi giorni che lo lasciarono appena cosciente ma molto
indebolito, al punto da non poter né parlare né muoversi.
Felix giacque nel suo letto per due giorni interi fino a che non arrivò l'emorragia finale in
una forma assai violenta, colpendo a morte il compositore e trafiggendolo con un violentissimo
mal di testa che lo fece urlare per il dolore, per poi spirare quella stessa sera, a soli 38 anni.
Così fratello e sorella morirono tragicamente, d'improvviso e nel giro di poco tempo l'uno dall'altra,
quindi si avvalora la tesi di una malattia di tipo ereditario.
Tale tesi trova accoglimento se si pensa ai suoi precedenti familiari
- la nonna ed il padre - e ad altri antenati della stessa famiglia, morti tutti di ictus
improvviso, e degli aneurismi congeniti delle arterie alla base del cervello sono la diagnosi
più verosimile della malattia.
Nel tempo sono state formulate anche altre ipotesi sulla causa della morte del compositore,
ma tutte simili fra loro:
- Emorragia subaracnoide (adombrata dall'ipertensione)
- Emorragia cerebrale ipertensiva (ictus)
- Infarto miocardico (attacco di cuore, ma il mal di testa non c'entrerebbe per niente)
- Tumore maligno intracranico
- Difetto vascolare ereditario
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Autore: Marina Pinto
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