» E-mail Scienzaonline.com
Medici con le bombole




  Home Page
  Redazione
  Contatti


powered by FreeFind

  Nuovo Archivio
  Archivio
  Abbonamenti
  Autori
  Pubblicita




Utilità

 I Siti Web consigliati da Scienzaonline.com Link di Scienza
 Sfondi desktop Gratis per il tuo Pc Sfondi Desktop
 Programmi gratuiti per il tuo PC Programmi


Torna al Sommario degli articoli della Sezione

In data 17.04.08
Luca Revelli


Anno 5
Edizione Aprile 2008





Medici con le bombole

Al Gemelli prime conclusioni sulle ricerche sui sei "acquanauti" vissuti per due settimane negli "abissi" di Ponza, assistiti e studiati da un'equipe di specialisti della Cattolica.
Dal singolare record mondiale alla voci originali su 'Wikipedia'

DUE SETTIMANE NEGLI "ABISSI"
I sei "acquanauti" di Ponza assistiti e studiati da un'equipe di specialisti della Cattolica.





"Mal di terra". Non è solo nostalgia del calore del sole sulla faccia, dell'odore dell'erba e del fruscio degli alberi al vento. E' soprattutto mal di testa, instabilità sulle gambe, vertigini e un po' di nausea. Succede alla fine delle "settimane blu" dei subacquei o al termine delle vacanze in caicco. Tornati a terra tutto si muove. Anche la banchina di cemento armato rolla e beccheggia.

"Ho il mal di terra" è la prima osservazione di Alessandro, 41 anni, "acquanauta", appena riemerso, allo scadere della 336ma ora di immersione continua nei fondali dell'isola di Ponza. Stesso commento di Stefania, Debora e Isabella al quale si associano subito anche Luca e Claudio.



I sei acquanauti


Il 22 settembre, dopo 14 giorni trascorsi sott'acqua, in una specie di villaggio costruito a dieci metri di profondità ("La casa in fondo al mare 2") i sei ragazzi (tre maschi e tre femmine) hanno terminato l'immersine più lunga della storia della subacquea.

"A parte la lunga decompressione (in cui gli atleti hanno respirato miscele iperossigenate) durante tutto il tempo trascorso in acqua i sei ragazzi hanno respirato semplice aria: sia dalle bombole, sia dai calumet (lunghe fruste collegate ai compressori sul molo) sia nelle quattro campane", spiega Luca Revelli, istruttore subacqueo della FIPSAS, chirurgo endocrino del Gemelli e coordinatore dei 12 progetti di ricerca biomedica di Abissi 2007.



Acquanauti


"Il villaggio subacqueo comprende: una sala riunioni con sedie piantate nella sabbia, una palestra con cyclette e tapis roulant tra le posidonie, una sala giochi con un biliardo e un acquario; tre campane (una specie di piccoli sommergibili cilindrici, uno per coppia) dove si può respirare senza maschera e dove c'è una pressione uguale a quella dell'acqua; una quarta 'casetta', detta 'campana madre', più grande delle altre, adibita di volta in volta a sala da pranzo, medicheria per tutti i test medici e, la domenica, addirittura a chiesetta. Il 16 settembre, infatti, un prete subacqueo ha celebrato la Messa con gli acquanauti".





"Si tratta di un grande gioco, Una sfida Un record.", continua Luca Revelli che insieme a Giovanni Addolorato, Annamaria D'Amore (ormai specializzata in visite mediche e in prelievi subacquei) e al prof. Celestino Pio Lombardi si sono già occupati di immersioni prolungate nel 2005, pubblicando lavori sullo stress e sulle variazioni psico-neuro-endocrinologiche dei subacquei, su importanti riviste scientifiche internazionali.

Prima di Pierfranco Bozzi, leader dell'Explorer team Pellicano, organizzatore dei progetti Abissi, l'immersione da guinness apparteneva a Jerry Hall, un subacqueo americano che, nel settembre 2004, riemergeva dalle acque del lago Watauga (TN, USA) dopo 120 ore in solitaria.





Il Progetto Abissi 2005 (nel mese di settembre di quell'anno) ha letteralmente doppiato il record americano: Stefano e Stefania hanno fatto un'immersione di 240 ore (dieci giorni),

"E' un gioco ma è anche un'impresa straordinaria. Basta pensare che una normale immersione sportiva dura - generalmente - dai 30 ai 50 minuti, in relazione soprattutto alla profondità raggiunta. Dal punto di vista fisiopatologico si tratta di un modello sperimentale unico, sia per la situazione di stress prolungato, sia per i facili cambiamenti di umore per ansia da prestazione e per la possibile insorgenza di una sindrome da alterazione sensoriale con modificazione del ritmo sonno/veglia (come avviene per gli speleologi nelle lunghe permanenze in grotta)".





Oltre ai subacquei che hanno protetto in acqua gli atleti, la sicurezza è stata garantita da due linee di guardia medica, organizzate dall'Università Cattolica di Roma, in collaborazione con l'Istituto di Medicina del Soccorso (ISM) e con la Società Italiana Medicina degli Ambienti Estremi (ISEEM). Per 24 ore al giorno, sul "campo gara", sono stati presenti due medici (almeno uno dei quali subacqueo), iperbaristi, rianimatori ma anche internisti e chirurghi.

Il primo incontro "La Casa in fondo al mare, studi di fisiopatologia per la sicurezza nelle attività subacquee", si è svolto lunedì 7 aprile al Policlinico Gemelli di Roma (Aula Brasca, ore 15.00), programmato nell'ambito dei Seminari 2008 di Medicina dello Sport dell'Università Cattolica promossi dal prof. Paolo Zeppilli (nell'occasione realizzato in collaborazione con i professori della Cattolica Rodolfo Proietti e Salvatore Valente).





Il secondo appuntamento sulle "Immersioni ricreative e prolungate: dalla Casa in fondo al mare studi di fisiopatologia per la sicurezza nelle attività subacquee", in programma sabato 19 aprile, è stato organizzato dall'Università Cattolica di Roma in collaborazione con l'Università di Cassino (prof. Pasquale Iodice), l'Istituto di Medicina del Soccorso (IMS) e la Società Italiana Medicina degli Ambienti Estremi (ISEEM).

Una curiosità scaturita dal Progetto Abissi: "In questa occasione abbiamo preparato per Wikipedia - l'enorme enciclopedia virtuale collettiva - due nuove voci: 'Acquanauta' e 'Immersioni prolungate' ", speiga Revelli. "Acquanauta è un atleta che per fini, soprattutto di ricerca medica e di sperimentazione di materiali e attrezzature, si cimenta in un'immersione al di fuori di tutte le regole, soprattutto per la durata della permanenza in acqua. Le 'immersioni prolungate' sono appunto quelle che affronta l'acquanauta. e che superano le 100 ore".





Tra i progetti presentati: "Progetto sicurezza e controllo dello stress in immersione" e "Stress ossidativo e cellulare" rappresentano la continuazione del lavoro cominciato con Abissi 2005 Tra i nuovi progetti: "Effetti dell'iperbarismo sulla funzione respiratoria" (prof. Salvatore Valente e dott. Francesco Macagno), "Variazioni psico-neuro-endocrinologiche" (prof. Rocco Bellantone, prof. Celestino Pio Lombardi, prof. Alfredo Pontecorvi, dott.ssa Annamaria D'Amore, dott. Enrico Di Stasio, dott. Giovanni Addolorato), "Visione e alterazione dell'accomodazione in acqua" (dott. Domenico Lepore, che ha visitato gli acquanauti nella 'campana madre'), "Fattori ossidanti e alterazione dell'endotelio in immersioni prolungate" (prof. Massimo Antonelli, dott. Angelo Santoliquido e dott. Giovanni Tinelli che ha visitato più volte gli atleti sott'acqua), "Eritropoietina sierica e performances sportive" (dott. Salvatore Vagnoni), "Compensazione dell'orecchio medio e interno in iperbarismo prolungato" (dott.ssa Anna Rita Fetoni e Lucia D'Alatri), "Studio delle variazioni RR con Holter cardiaco subacqueo" (prof. Paolo Zeppilli, e Massimiliano Bianco), "Contrazioni muscolari patologiche e Mam durante e dopo immersione" (prof. Sandro Mandolesi), e ancora "Sfera urologica e psicosessuale in ambienti estremi" (prof. Giovanni Alei dell'Università La Sapienza), "Cicatrici e rughe in iperbarismo prolungato" (prof. Niccolò Scuderi dell'Università La Sapienza).

Tra assistenza e ricerca sono più di 50 i medici coinvolti nel Progetto Abissi 2007.





Tra i fiori all'occhiello di Abissi 2007: due tesi di laurea. Allo IUSM di Cassino, due sottori in scienze motorie hanno già discusso la loro tesi basata soprattutto sugli aspetti cardiorespiratori, psico-neuro-endocrinologici e biomeccanici degli acquanauti del Progetto Abissi 2007.

"Nel nostro Paese sono almeno un milione gli appassionati di subacquea", conclude Pierfranco Bozzi, Team Manager del Progetto Abissi. "Ogni anno in Italia si rilasciano circa 30 mila nuovi brevetti. Si tratta quindi di una realtà, sempre meno di nicchia, che ha bisogno di maggiori supporti scientifici sia nello studio di nuovi materiali e di nuove attrezzature sia nella ricerca sulla fisiopatologia dell'immersione. Il nostro entusiasmo e le nostre energie sono in questa direzione"


Autore: Luca Revelli





Scarica questo articolo nel tuo computer  

Download Articolo
© 2008 Scienzaonline.com


Acquista il Cd-Rom di Scienzaonline
Acquista scienzaonline.com in Cd-Rom!

Elenco Materie

    Medicina
    Scienze Naturali
    Astronomia
    Paleontologia
    Archeologia
    Genetica
    Geologia
    Antropologia
    Matematica
    Fisica
    Chimica
    Epidemiologia
    Ambiente
    Malacologia
    Nucleare
    Tecnologia
    Etica
    Informatica
    Giochi e Rompicapi
    Eventi
    Sessuologia
    Botanica
    Zoologia


Link Partner

 Il Portale della Paleontologia Italiana Paleofox.com
 Agenzia Stampa Agenziastampa.org





   Autorizzazione del Tribunale di Roma n 229/2006 del 29/05/2006 Giornale a periodicità quotidiana - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50
   Direttore Responsabile: Guido Donati