Abstract
Ludwig van Beethoven (1770-1827) ebbe, nel corso della sua vita, diverse
malattie, che ancora mantengono vivo il dibattito sul loro significato clinico
e soprattutto sulla loro incidenza nella produzione artistica del musicista.
Le due patologie principali che afflissero il compositore, che furono la
sordità e l'epatopatia.
Per quanto riguarda la sordità, il male cominciò quando il musicista aveva
28 anni, dapprima interessando solo l'orecchio sinistro, con fastidiosi acufeni
e perdita progressiva dei toni alti. Tali sintomi furono intermittenti per il
primo anno, ma poi diventarono stabili e coinvolsero tutte e due le orecchie,
e il disagio divenne disturbo, fino a trasformarsi in una vera e propria
patologia. L'origine di questa malattia si pensa sia una otosclerosi, ma
alcuni studiosi menzionano anche la malattia di Paget, ossia l'osteite
deformante.
Ma le malattie di Beethoven furono molte altre, alcune delle quali anche di
origine nervosa, tra le quali ci fu una profonda depressione che non fu mai
sconfitta del tutto, nonostante il suo impegno ed i successi delle sue opere.
Ludwig van Beethoven (1770-1827) ebbe, nel corso della sua vita, diverse malattie,
che ancora mantengono vivo il dibattito sul loro significato clinico e
soprattutto sulla loro incidenza nella produzione artistica del musicista.
La sofferenza fisica fu per il musicista un grande tormento, e per cercare sollievo
egli tentò qualsiasi tipo di cura, dai bagni termali ai salassi, e nel tempo
medici e storici hanno tentato, con alterni e discussi risultati, ad
interpretare esattamente le cause effettive delle due patologie principali
che afflissero il compositore, che furono la sordità e l'epatopatia.
Beethoven rappresenta l'archetipo dell'eroe romantico, di cui molto si
conosce nell'aspetto personale, tramite i diari, le corrispondenze e gli
scritti. I suoi numerosi disturbi furono affrontati dai più noti medici
dell'epoc
In una lettera datata 29 giugno 1801, Beethoven descrive al dottor Wegeler, professore di
Medicina all'Università di Bonn, i suoi sintomi, che erano iniziati tre anni
prima con progressiva debolezza di udito, preceduta ed accompagnata da disturbi
intestinali di tipo diarroico.
L'aggravamento della sordità coincide con il secondo periodo della produzione musicale
di Beethoven (quello più propriamente romantico), e fu per lui una fonte
di indicibile dolore e frustrazione, al punto da costringerlo ad interrompere
la carriera di virtuoso del piano e di direttore d'orchestra.
Questo cambiamento nello stile di vita condizionò fortemente l'attività del
compositore ed anche il suo carattere, che in quel periodo, secondo alcuni,
avrebbe rivelato un tratto psicotico, conseguente alle alterazioni
neurosensoriali, ed anche una profonda depressione, dalla quale raramente si
sollevava.
Il male cominciò quando il musicista aveva 28 anni, dapprima interessando
solo l'orecchio sinistro, con fastidiosi acufeni e perdita progressiva dei
toni alti. Tali sintomi furono intermittenti per il primo anno, ma poi
diventarono stabili e coinvolsero tutte e due le orecchie, e il disagio
divenne disturbo, fino a trasformarsi in una vera e propria patologia.
Durante tutta la sua esistenza Beethoven consultò numerosi medici nella
speranza di trovare rimedio ai suoi problemi di salute, in particolare alle
noie auditive, ma esse, nonostante i trattamenti, si evolsero verso una
sordità profonda, dalla quale non ci fu ritorno. Il compositore ebbe in
proposito delle frequenti ragioni di disaccordo, addirittura di contrasto,
con parecchi medici, sino al punto di provocare il rifiuto di alcuni di loro
di assicurargli le cure richieste.
Tali discordie non ci debbono sorprendere, la sordità fu la grande tragedia di Beethoven,
e il dolore che essa portò con sé mutò irreversibilmente la vita del musicista,
che si vide costretto, almeno per i primi anni, a fuggire ogni incontro
personale e professionale con chiunque, pur di tenere segreta la cosa.
Il suo carattere, già ombroso di natura, subì quindi un forte scossone, uno choc
emotivo dal quale egli non si riprese mai, nemmeno quando la sua musica
faceva accorrere migliaia di persone nelle sale da concerto e nei teatri
in cui veniva eseguita, o quando la sua stessa persona veniva celebrata come
la più grande genialità della musica.
Si racconta che, l'8 maggio 1824, alla prima rappresentazione della Nona Sinfonia,
alla fine del concerto il contralto Caroline Hungher chiamò il maestro sul
palcoscenico per fargli raccogliere i meritati applausi del pubblico, che
furono intensi e numerosissimi, ma che lui non riuscì a udire.
Ma le malattie di Beethoven furono molte altre, alcune delle quali anche di
origine nervosa. Fin dalla adolescenza Beethoven ebbe ripetuti attacchi di
asma e cefalea, soprattutto nei mesi invernali, in associazione a probabili
raffreddamenti
È stato anche descritto un eritema malare, tale da giustificare una ipotesi sul
LES, con poliartralgia (dai 40 anni),ed una diarrea alternata a costipazione
e coliche addominali. Nel 1823, per più di tre mesi, Beethoven lamentò un
dolore all'occhio, che potrebbe ricordare una uveite, vista la sua durata.
L'esame autoptico, eseguito il giorno dopo la morte del musicista dal professor
Johann Wagner e dal giovane medico Rokitansky, parla di un forte ispessimento
delle tube di Eustachio e dei nervi facciali. I nervi acustici apparivano
raggrinziti, con le arterie circostanti dilatate e cartilaginee. La sostanza
cerebrale, nella regione del quarto ventricolo, mostrava una consistenza più
densa e più vascolarizzata rispetto alle altre zone. Si osservò anche una
necrosi renale papillare e una cirrosi del fegato.
La causa più probabile del danno epatico dovrebbe essere compatibile con l'alcoolismo,
ma questa versione non è accettata da molti biografi, e la descrizione del
dottor Wagner, in realtà, favorisce la diagnosi di una malattia biliare, e
la presenza di una pigmentazione verde-bluastra del fegato, quella nerastra
della milza e di una vasculopatia a livello delle arterie epatiche, suggerisce
anche una forma di emocromatosi. In molti dei casi descritti, in effetti, tale
patologia si presenta con forti dolori addominali, come descritto dallo stesso
Beethoven.
Il dottor Wagner parlò anche di una fibrosi perirenale, insieme a depositi calcarei
presenti in ognuno dei calici renali e papille necrotiche. Secondo alcuni
autori, l'abuso di analgesici, assunti per i dolori alla colonna, per la
cefalea e gli attacchi reumatici, sarebbe all'origine del danno renale, anche
se non può essere esclusa l'ipotesi infettiva, peraltro confermata in vita da
ripetuti attacchi di diarrea. Altri autori, invece, fanno risalire la causa
della morte ad una pancreatite.
Quanto all'origine della sordità, la maggior parte degli studiosi propende per l'otosclerosi,
mentre altri menzionano la malattia di Paget, ossia l'osteite deformante.
Nel dicembre del 1825 le condizioni di Beethoven peggiorarono, soprattutto a causa
dell'esposizione al freddo cui fu soggetto durante quell'inverno a Vienna.
L'addome e i piedi si gonfiarono fin dall'inizio dell'autunno, ed il suo
medico curante, tale Andreas Wawruch, notò anche la presenza di ittero e
una notevole diminuzione della diuresi.
Una paracentesi permise di raccogliere circa 10 litri di liquido ascitico, anche
se la manovra comportò come complicazione la formazione di erisipela.
Tale pratica venne ripetuta per tre volte nei mesi successivi, ma tutto
valse a nulla.
Il musicista morì il 26 marzo 1827, e fu tumulato, dopo tre giorni,
alla presenza di migliaia di persone che vollero rendergli omaggio, compreso
il giovane Franz Schubert, che morì un anno dopo.