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In data 28.11.07
Marina Pinto

Anno 4
Edizione Novembre 2007





Le malattie di Beethoven

Abstract
Ludwig van Beethoven (1770-1827) ebbe, nel corso della sua vita, diverse malattie, che ancora mantengono vivo il dibattito sul loro significato clinico e soprattutto sulla loro incidenza nella produzione artistica del musicista. Le due patologie principali che afflissero il compositore, che furono la sordità e l'epatopatia.

Per quanto riguarda la sordità, il male cominciò quando il musicista aveva 28 anni, dapprima interessando solo l'orecchio sinistro, con fastidiosi acufeni e perdita progressiva dei toni alti. Tali sintomi furono intermittenti per il primo anno, ma poi diventarono stabili e coinvolsero tutte e due le orecchie, e il disagio divenne disturbo, fino a trasformarsi in una vera e propria patologia. L'origine di questa malattia si pensa sia una otosclerosi, ma alcuni studiosi menzionano anche la malattia di Paget, ossia l'osteite deformante.

Ma le malattie di Beethoven furono molte altre, alcune delle quali anche di origine nervosa, tra le quali ci fu una profonda depressione che non fu mai sconfitta del tutto, nonostante il suo impegno ed i successi delle sue opere.

Ludwig van Beethoven (1770-1827) ebbe, nel corso della sua vita, diverse malattie, che ancora mantengono vivo il dibattito sul loro significato clinico e soprattutto sulla loro incidenza nella produzione artistica del musicista.

La sofferenza fisica fu per il musicista un grande tormento, e per cercare sollievo egli tentò qualsiasi tipo di cura, dai bagni termali ai salassi, e nel tempo medici e storici hanno tentato, con alterni e discussi risultati, ad interpretare esattamente le cause effettive delle due patologie principali che afflissero il compositore, che furono la sordità e l'epatopatia. Beethoven rappresenta l'archetipo dell'eroe romantico, di cui molto si conosce nell'aspetto personale, tramite i diari, le corrispondenze e gli scritti. I suoi numerosi disturbi furono affrontati dai più noti medici dell'epoc

In una lettera datata 29 giugno 1801, Beethoven descrive al dottor Wegeler, professore di Medicina all'Università di Bonn, i suoi sintomi, che erano iniziati tre anni prima con progressiva debolezza di udito, preceduta ed accompagnata da disturbi intestinali di tipo diarroico.

L'aggravamento della sordità coincide con il secondo periodo della produzione musicale di Beethoven (quello più propriamente romantico), e fu per lui una fonte di indicibile dolore e frustrazione, al punto da costringerlo ad interrompere la carriera di virtuoso del piano e di direttore d'orchestra.

Questo cambiamento nello stile di vita condizionò fortemente l'attività del compositore ed anche il suo carattere, che in quel periodo, secondo alcuni, avrebbe rivelato un tratto psicotico, conseguente alle alterazioni neurosensoriali, ed anche una profonda depressione, dalla quale raramente si sollevava.

Il male cominciò quando il musicista aveva 28 anni, dapprima interessando solo l'orecchio sinistro, con fastidiosi acufeni e perdita progressiva dei toni alti. Tali sintomi furono intermittenti per il primo anno, ma poi diventarono stabili e coinvolsero tutte e due le orecchie, e il disagio divenne disturbo, fino a trasformarsi in una vera e propria patologia.

Durante tutta la sua esistenza Beethoven consultò numerosi medici nella speranza di trovare rimedio ai suoi problemi di salute, in particolare alle noie auditive, ma esse, nonostante i trattamenti, si evolsero verso una sordità profonda, dalla quale non ci fu ritorno. Il compositore ebbe in proposito delle frequenti ragioni di disaccordo, addirittura di contrasto, con parecchi medici, sino al punto di provocare il rifiuto di alcuni di loro di assicurargli le cure richieste.

Tali discordie non ci debbono sorprendere, la sordità fu la grande tragedia di Beethoven, e il dolore che essa portò con sé mutò irreversibilmente la vita del musicista, che si vide costretto, almeno per i primi anni, a fuggire ogni incontro personale e professionale con chiunque, pur di tenere segreta la cosa.

Il suo carattere, già ombroso di natura, subì quindi un forte scossone, uno choc emotivo dal quale egli non si riprese mai, nemmeno quando la sua musica faceva accorrere migliaia di persone nelle sale da concerto e nei teatri in cui veniva eseguita, o quando la sua stessa persona veniva celebrata come la più grande genialità della musica.

Si racconta che, l'8 maggio 1824, alla prima rappresentazione della Nona Sinfonia, alla fine del concerto il contralto Caroline Hungher chiamò il maestro sul palcoscenico per fargli raccogliere i meritati applausi del pubblico, che furono intensi e numerosissimi, ma che lui non riuscì a udire. Ma le malattie di Beethoven furono molte altre, alcune delle quali anche di origine nervosa. Fin dalla adolescenza Beethoven ebbe ripetuti attacchi di asma e cefalea, soprattutto nei mesi invernali, in associazione a probabili raffreddamenti

È stato anche descritto un eritema malare, tale da giustificare una ipotesi sul LES, con poliartralgia (dai 40 anni),ed una diarrea alternata a costipazione e coliche addominali. Nel 1823, per più di tre mesi, Beethoven lamentò un dolore all'occhio, che potrebbe ricordare una uveite, vista la sua durata.

L'esame autoptico, eseguito il giorno dopo la morte del musicista dal professor Johann Wagner e dal giovane medico Rokitansky, parla di un forte ispessimento delle tube di Eustachio e dei nervi facciali. I nervi acustici apparivano raggrinziti, con le arterie circostanti dilatate e cartilaginee. La sostanza cerebrale, nella regione del quarto ventricolo, mostrava una consistenza più densa e più vascolarizzata rispetto alle altre zone. Si osservò anche una necrosi renale papillare e una cirrosi del fegato.

La causa più probabile del danno epatico dovrebbe essere compatibile con l'alcoolismo, ma questa versione non è accettata da molti biografi, e la descrizione del dottor Wagner, in realtà, favorisce la diagnosi di una malattia biliare, e la presenza di una pigmentazione verde-bluastra del fegato, quella nerastra della milza e di una vasculopatia a livello delle arterie epatiche, suggerisce anche una forma di emocromatosi. In molti dei casi descritti, in effetti, tale patologia si presenta con forti dolori addominali, come descritto dallo stesso Beethoven.

Il dottor Wagner parlò anche di una fibrosi perirenale, insieme a depositi calcarei presenti in ognuno dei calici renali e papille necrotiche. Secondo alcuni autori, l'abuso di analgesici, assunti per i dolori alla colonna, per la cefalea e gli attacchi reumatici, sarebbe all'origine del danno renale, anche se non può essere esclusa l'ipotesi infettiva, peraltro confermata in vita da ripetuti attacchi di diarrea. Altri autori, invece, fanno risalire la causa della morte ad una pancreatite.

Quanto all'origine della sordità, la maggior parte degli studiosi propende per l'otosclerosi, mentre altri menzionano la malattia di Paget, ossia l'osteite deformante.

Nel dicembre del 1825 le condizioni di Beethoven peggiorarono, soprattutto a causa dell'esposizione al freddo cui fu soggetto durante quell'inverno a Vienna. L'addome e i piedi si gonfiarono fin dall'inizio dell'autunno, ed il suo medico curante, tale Andreas Wawruch, notò anche la presenza di ittero e una notevole diminuzione della diuresi.

Una paracentesi permise di raccogliere circa 10 litri di liquido ascitico, anche se la manovra comportò come complicazione la formazione di erisipela. Tale pratica venne ripetuta per tre volte nei mesi successivi, ma tutto valse a nulla.

Il musicista morì il 26 marzo 1827, e fu tumulato, dopo tre giorni, alla presenza di migliaia di persone che vollero rendergli omaggio, compreso il giovane Franz Schubert, che morì un anno dopo.


Autore: Marina Pinto





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