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Gustav Mahler




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Articolo pubblicato il 17-12-2005
di Marina Pinto

Numero 23 - Anno 3
17 Dicembre 2005





Gustav Mahler: un grande direttore d'orchestra con un male al cuore

Questo compositore cominciò a diventare popolare intorno al 1960, quindi dopo parecchi anni dalla sua morte (avvenuta nel 1911). Le sue sinfonie appassionate, lunghe e piuttosto laboriose nella loro costruzione formale, con una combinazione di semplici melodie popolari e struggenti temi spirituali, riflettono la complessità della sua personalità artistica e psicologica.

Mahler era un personaggio cosmopolita, con una capacità di lavoro quasi incessante. Questo aspetto, insieme alla sua personalità esplosiva, erano leggendari in tutta Vienna, egli cercava implacabilmente la perfezione, sia nella sua vita che in quella dei musicisti che dipendevano da lui, e nessuna orchestra riusciva mai a soddisfarlo. Di lui si riferiva che era un uomo scorbutico, decisamente scortese, capace di mettere alla porta i musicisti mediocri senza una sola parola di scusa, ma certo dentro di sé era quasi sicuramente un uomo pieno di incertezze.

La difficile natura del suo carattere fu oggetto di interessanti pensieri da parte addirittura di Sigmund Freud, che incontrò Mahler nel 1910 e che riferì di averlo aiutato moltissimo nel loro breve colloquio a capire e forse superare certe ansie, ma che comunque rimase molto colpito dalla genialità del musicista tuttavia non riuscendo - per sua stessa ammissione - a delineare la vera causa del suo disagio nel corso della loro conversazione.

Freud riferì: "Nessuna luce illuminò ad un certo punto i sintomi della sua nevrosi ossessiva. Era come scavare con un bastoncino in un edificio misterioso".

Mahler era un uomo riservato, e probabilmente sublimava i suoi istinti sessuali nel lavoro, cosa che ritroviamo molto comune in molte personalità di altri musicisti, specie coloro che vivevano in solitudine e che si accompagnavano con donne solo occasionalmente, ma anche se Mahler aveva una moglie la cosa andò senz'altro così; il suo desiderio di liberà è espresso anche nella sua musica, di così ampio respiro ed esperienza, che scava nel profondo del suo essere ricavandone le impressioni e le riflessioni più nascoste, dove nessuno può arrivare. Inoltre il suo modo di dirigere suscitava grande impressione sul pubblico, esso era eccentrico ed emotivo e si vedeva che era assolutamente personale, tanto che Mahler fu considerato per anni il più grande ed importante direttore d'orchestra, almeno fino all'arrivo di Toscanini.

In gioventù egli fu un uomo dalla salute perfetta, amante delle attività all'aria aperta, tra cui l'alpinismo, il nuoto ed il ciclismo, e fino all'età di 47 anni non ebbe mai problemi di salute, che in seguito iniziarono con un forte dolore, quando morì la sua figlia primogenita.

Probabilmente il grande dolore per questa perdita fu la causa scatenante dei disturbi che seguirono, frequenti attacchi d'angina, sbalzi d'umore, depressione e deperimento fisico, unite ad una irritabilità costante che influiva sulla sua creatività, anch'essa in netto calo.

La prostrazione psicologica che comporta la comparsa di disturbi fisici più a meno seri porta ad una interessante riflessione, cioè di quanto sia vera la teoria che una mente tormentata da pensieri dolorosi possa nel tempo portare al sorgere di vere e proprie patologie, un pensiero molto attuale che ha dei sostenitori autorevoli in diversi campi della medicina e della psichiatria.

Il medico generico di Mahler, il dottor Bluemthal, fu il primo che sospettò di una patologia cardiaca seria, tanto che dopo indagini accurate, egli rilevò una malattia alla valvola mitrale - dovuta probabilmente ad una precedente febbre reumatica - e consigliò al musicista di ridurre l'esercizio fisico per non affaticare il cuore. La sua diagnosi fu confermata da un altro medico viennese, il dottor Frederik Kovacs, ma Mahler si ribellò ad essa, anche se tale rivelazione gli causò molta angoscia.

Nel tempo le sue condizioni peggiorarono inevitabilmente, fino al 1911, quando morì. Mahler aveva la febbre, che sembrava essere causata dalla tonsillite, ma la malattia, nonostante le cure, non passò presto, anzi, essa rimase sempre fluttuante, con una febbre intermittente, che alla fine portò alla diagnosi precisa del suo male: endocardite maligna.

L'endocardite è una malattia in cui alcuni organismi batterici, di solito poco infettivi, invadono, infettandole, le valvole cardiache danneggiate da una malattia pregressa, anche contratta nell'infanzia, e questi microrganismi si accumulano al punto di portare conseguenze gravi. Possono infatti comparire insufficienza cardiaca, congestione polmonare, edema polmonare, nella circolazione del sangue circolano emboli o scariche improvvise di batteri, che provocano eruzioni cutanee e danni ai reni, che possono essere fatali di per sé, e poi lesioni alla milza e gonfiore dei linfonodi.

Ancora oggi l'endocardite maligna è una malattia grave, anche se è più rara di quanto non lo fosse ai tempi di Mahler, quando si era ancora molto lontani da un trattamento moderno della malattia - che viene attualmente curata con forti antibiotici - ma anche se il musicista l'avesse contratta oggi sarebbe ugualmente in una condizione delicata e rischiosa.

A Parigi Mahler consultò il celebre batteriologo André Chantemesse, il quale fu un pioniere della sierologia tifoidea ma anche un uomo assolutamente privo di tatto, che molto rudemente informò il paziente dello stato del suo male dicendo: "Non ho mai visto degli streptococchi svilupparsi in una maniera così meravigliosa, guardi questi filamenti, sembrano alghe marine", lasciando letteralmente "ammutolito per l'orrore" il musicista, come lui stesso raccontò.

Le complicanze terminali della malattia di Mahler furono un edema polmonare, una polmonite, un'insufficienza renale ed uno stato generale di grande debolezza, malattie gravi e prostranti tutte causate dalla endocardite.

Anche gli attacchi di tonsillite di cui egli aveva sofferto negli ultimi anni furono collegati alla malattia primaria, ma questo non è esatto, data la differenza dei due ceppi di batteri; in generale, comunque, l'indebolimento del fisico è una causa di tante infezioni dolorose che afflissero il musicista.


Autore: Marina Pinto


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