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Articolo pubblicato il 17-09-2006
da Tino Casetti
Direttore Gastroenterologia - Ravenna
Numero 31-32 - Anno 3
17 Settembre 2006
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L’Enteroscopia con strumento “a doppio pallone”
Gli esami endoscopici tradizionali e più conosciuti del tubo digerente sono sicuramente
la Esofagogastroduodenoscopia (EGDS) e la Colonscopia (CS).
Con la EGDS, attraverso la cavità orale, è possibile esplorare ed operare su esofago,
stomaco, duodeno ed una primissima porzione di digiuno (che è la prima parte del piccolo
intestino).
Con la CS, attraverso l’orifizio anale, si osserva tutto il colon ed una piccola
porzione di ileo (che è l’ultima parte dell’intestino tenue).
La maggior parte del piccolo intestino (vari metri) è quindi difficilmente studiabile
con gli endoscopi tradizionali.
Per enteroscopia si intende una tecnica di esplorazione del piccolo intestino
(cioè quel tratto compreso fra lo stomaco in alto e il colon in basso e lungo dai 3
ai 5 metri) tramite una sonda flessibile dotata di un idoneo sistema ottico elettronico.
Pur con gli strumenti dedicati, allo stato attuale, la possibilità di far progredire
agevolmente la sonda in un viscere come il piccolo intestino era fortemente limitata
dalla tortuosità e dalla lunghezza dello stesso, per cui dopo 50-100 cm al massimo,
invece di avanzare, si creavano delle volute che non permettevano di procedere per
tratti superiori a quanto detto sopra.
L'idea del Prof. Yamamoto è stata quella di applicare un palloncino gonfiabile
all'estremità della sonda e inserire un ulteriore tubo al di sopra, coassiale
alla sonda endoscopica stessa, anch'esso dotato all'estremità di un palloncino
gonfiabile.
In pratica quindi, dopo aver spinto la sonda fino a che è possibile
avanzare si gonfia il palloncino per ancorare l'endoscopio al punto di arrivo,
dopodichè si fa avanzare il tubo coassiale che "irrigidisce" il sistema e,
gonfiato anche il secondo palloncino, si opera una gentile trazione per
"raddrizzare" le volute che si sono create con il primo avanzamento; a
questo punto, mantenendo gonfio il palloncino del tubo coassiale e sgonfiando
quello dell'enteroscopio si ricomincia da capo.
In questo modo, raccogliendo man mano il piccolo intestino sullo strumento
(analogamente a quanto fanno le signore per indossare le calze), si possono
percorrono lunghissimi tratti, a volte anche l'intero tratto intestinale.
In mani esperte l'esame, condotto come descritto sopra, richiede circa un'ora di
lavoro e l'esame si può condurre sia per via orale che per via anale, a seconda
che la sospetta lesione sia ipotizzata nella parte alta o basso del piccolo intestino.
Essendo lo strumento dotato di un canale operativo, attraverso il quale si possono
inserire accessori di lavoro, sono trattabili tutte le patologie del piccolo intestino,
o da diagnosticare con precisione tramite un prelievo di tessuto per esame istologico o
da curare con terapie applicabili ed idonee; con questa tenica sono oggi affrontabili
emorragie, polipi, piccoli tumori, malformazioni vascolari ed molte altre lesioni.
L'esame si pratica in lieve sedazione e analgesia, soprattutto per la durata non
indifferente più che per il dolore provocato.
In Italia sono già operativi gli ospedali di: Ravenna, Milano (S. Paolo),
Torino (S. Giovanni Battista), Polla (SA), Roma (Un. Cattolica), Brescia
(Università), Napoli (Ascalesi), Atri (PE), Avezzano (AQ); a breve entrerà
in funzione anche in altre città in quanto la tecnica è ormai consolidata e
di provata efficacia per cui i Centri di riferimento per le malattie del piccolo
intestino non potranno prescindere dall'utilizzo di questa metodica.
Gli utilizzatori attuali della metodica in Italia si sono ritrovati a Cervia-Milano
Marittima il 27 maggio scorso, con la partecipazione straordinaria del Prof. Yamamoto,
che ha tenuto una lettura magistrale sull’argomento e si è poi trattenuto per
l’intera giornata a discutere con i colleghi italiani il livello di consenso sulla
tecnica, le indicazioni, i risultati e le prospettive di questa nuova metodologia
endoscopica.
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Autore: Tino Casetti
Direttore Gastroenterologia - Ravenna
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