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Articolo pubblicato il 17-03-2006
di Marina Pinto
Numero 26 - Anno 3
17 Marzo 2006
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L’effetto Mozart
La musica di Mozart può curare le difficoltà di apprendimento, l’epilessia,
la dislessia, il ritardo mentale e il deficit di attenzione dei bambini.
Quando qualcuno ci parla, il nostro cervello inizia un rapidissimo lavoro di
elaborazione dati: memorizzazione di dati, controllo comparativo rispetto
alle informazioni già note, risposta adeguata sulla base di concetti elaborati in
precedenza, istantanea produzione di immagini mentali suscitate dalle parole
dell'interlocutore.
Secondo Alfred Tomatis, un otorinolaringoiatra che da oltre quarant’anni si occupa
del problema dell'ascolto e dei suoi risvolti audiologici e psicolinguistici,
l'udito non è solo uno dei cinque sensi: esso è il senso per eccellenza
perché è grazie all'udito che l'uomo ha parlato, ha potuto ideare, perfezionare
e differenziare il linguaggio.
Poiché produciamo soltanto i suoni le cui frequenze siamo in grado di udire,
Tomatis afferma che non ci si deve limitare a pensare all'udito come funzione
delegata all'orecchio esterno e alla membrana timpanica, ma come attività
dell’orecchio interno, cioè del sistema vestibolo-cocleare.
Tutti sono capaci di udire, ma ascoltare è un'abilità particolare,
ed è la chiave dell'apprendimento, del linguaggio e perfino dell'identità personale.
Infatti le disfunzioni dell'udito possano indurre numerosi disturbi
dell'apprendimento e delle capacità mentali dei bambini.
Nel 1954, Tomatis inventò un apparecchio di rieducazione uditiva chiamato
l'Orecchio Elettronico, e cominciò a porre la sua attenzione ai bambini
con difficoltà di apprendimento e autismo, convinto che prima di saper
parlare bisogna saper ascoltare, e cioè che non solo il cantare bene
(nel caso di cantanti), ma anche il parlare, il pensare, l'apprendere bene e,
in ultima analisi, la buona salute psicofisica, dipendono da un buon udito.
Da anni ormai il metodo Tomatis si è segnalato come altamente efficace nel
trattamento dei disturbi dell'apprendimento dei bambini in età scolare;
recentemente, presso il Centro Audiologico di Toronto sono stati
valutati i risultati conseguiti con l'Orecchio Elettronico in 400 bambini
che seguivano un programma di trattamento di sei mesi.
La ricerca ha dimostrato che si erano ottenuti i seguenti miglioramenti:
ell'atteggiamento verso la scuola associato ad un aumento delle motivazioni
ad imparare nell'87% dei casi, nel rendimento scolastico nel 90%,
nella capacità di leggere e comprendere, nel rapporto con i familiari
e con i compagni nell'83%, e nell'attenzione nell'86%.
Dopo sei mesi, nell'83% dei bambini i risultati si dimostrarono stabili o
in ulteriore sensibile miglioramento.
Tutti gli ospiti di un tipico Centro Audiologico Tomatis, sia bambini che
adolescenti, possono divertirsi come vogliono: giocare a carte o a scacchi,
disegnare e dipingere, giocare tra di loro o fare ginnastica.
Contemporaneamente, però, il loro udito viene rieducato ascoltando quanto viene
trasmesso da speciali apparecchiature collegate con gli auricolari che indossano,
e cioè musiche di Mozart.
Perché proprio Mozart? Perché, afferma Tomatis, la musica di Mozart è da tutti
la più conosciuta e la più amata; essa esplica il massimo effetto terapeutico
sul corpo umano, e in particolare ciò avviene con i concerti per violino e con
determinati concerti per pianoforte e orchestra, per esempio il Concerto K 482,
usato anche in musicoterapia.
Mozart stesso fu nutrito di suoni fin da quando non era che un minuscolo embrione
custodito nel grembo materno. Suo padre, Leopold Mozart, era un valente violinista
e un apprezzato autore di musica sacra e vocale e strumentale e di un famoso
metodo per violino.
Oltre che per motivi di lavoro (Leopold Mozart era violinista e
vicedirettore dell'orchestra privata dell'arcivescovo di Salisburgo), in casa
Mozart
era cosa normale "musizieren", cioè fare musica in famiglia, come del resto
si usa ancora nei paesi di lingua tedesca.
Quindi, prima ancora di imparare a suonare, certamente il piccolo Wolfgang imparò
molto presto ad ascoltare in modo attivo.
"Mozart è un'ottima madre", dice Tomatis,
per questo la sua musica ha sollecitato la rinascita dell'udito di molti bambini.
Si inizia il trattamento con musica mozartiana non filtrata, poi gradualmente
si eliminano le frequenze più basse, filtrando prima 1.000 Hz, poi 2.000 Hz,
e ancora, se necessario, fino a 8.000 Hz.
Di solito un bambino riceve questa stimolazione sonora due ore al giorno,
cinque giorni alla settimana per tre settimane. I suoni sono ascoltati non solo
con le orecchie, ma anche attraverso le ossa (principalmente quelle del cranio),
che è probabilmente il modo con il quale i suoni vengono uditi all'interno dell'utero.
In effetti, attraverso le ossa del vertice cranico il suono arriva prima. Tomatis ha
ideato speciali cuffie che hanno, in aggiunta ai normali auricolari, un vibratore
che, collocato al vertice del cranio, trasmette i suoni direttamente alle ossa
craniche.
Ma non è tutto: con il sistema Tomatis sono stati trattati anche casi di bambini
ed adulti epilettici, e l’“Effetto Mozart” è l'ultima frontiera della speranza per
50 milioni di persone nel mondo, quelle contate dall'Organizzazione mondiale
della sanità fra coloro che soffrono diepilessia.
Poche note del crescendo della Sonata K.448 di Mozart ascoltate ogni giorno e
gli attacchi epilettici si riducono drasticamente. Ad illustrare gli effetti
terapeutici della musica del grande compositore è John Jenkins del Royal College of
Physicians.
Ulteriori studi sui topi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che le cavie
a cui veniva fatta sentire la Sonata K.448 erano in grado di uscire più
velocemente da un labirinto rispetto al gruppo di riferimento tenuto in
silenzio o sottoposto all'ascolto di musiche minimaliste.
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Autore: Marina Pinto
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