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Articolo pubblicato il 05-04-2004
di Marina Pinto
Numero 3-4 - Anno I 5 Aprile 2004
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Bach e la Pipa
Ma Bach fumava davvero? E' questo un quesito curioso che deriva da un episodio
della sua vita: si racconta che nel 1705, egli passeggiasse in strada quando ebbe
una lite con un fagottista (era un tipo che Bach non sopportava, tanto che lo
chiamava "vecchia scarpa").
Poiché la lite degenerò in zuffa i due litiganti comparvero dinanzi ad un
giudice, e il fagottista affermò che al momento dell'alterco Bach aveva
la pipa in bocca, e pensiamo che egli non avrebbe avuto motivo di
sottolineare un dettaglio di questo genere se non fosse stato vero.
Ma la testimone a favore di Bach, la cugina Barbara Catharina che in quel
momento era con lui, contraddisse assolutamente questo particolare, e più
volte ripetè "Bach non aveva alcuna pipa in bocca".
La storia termina qui, Barbara Catharina sembrò insistere molto sulla questione
della pipa, e poiché ella era la sorella maggiore di Maria Barbara, la prima
moglie di Johann Sebastian, è lecito domandarsi se a Bach fosse concesso di
fumare in casa sua.
Forse però possiamo trovare la risposta in una Cantata, un piccolo Minuetto in
sol minore, in cui le parole - scritte dallo stesso Bach - sono una specie
di meditazione filosofica sui piaceri del tabacco. Leggendo questi versi
possiamo pensare che Bach non solo fumasse la pipa, ma che traesse dal fumo
il piacere del fumatore (ovvio), ma anche lo spunto per delle "considerazioni
edificanti".
Considerazioni edificanti di un fumatore di tabacco
Quando prendo la mia pipa
Colma di buon tabacco spesso,
per passare un gradevole momento,
esso mi offre un'immagine di morte
e aggiunge questo monito:
chi sono uguale a lei.
Come me, questa pipa che brucia così fragrante
è fatta di nulla, tranne terra e argilla
alla terra anch'io ritornerò.
Cade, e prima che abbia il tempo di pensare
si spezza in due davanti ai miei occhi
in serbo per me c'è un destino simile.
sulla terra, per mare, a casa, fuori
fumo la mia pipa e adoro Dio.
Ovviamente i "pensieri di morte" di cui si parla sono una riflessione di
ordine religioso, e non erano certo collegati ai problemi di salute legati
al fumo, ma se Bach avesse conosciuto i danni che esso provoca, avrebbe di
certo cercato altre ispirazioni per pregare!
L'inventario dei beni di Bach comprende quattro tabacchiere, fra cui una in
agata montata in oro, che ebbe un valore stimato di 40 talleri. Non vi
figura nessuna pipa.
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Autore: Marina Pinto
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