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Articolo pubblicato il 17-06-2004
di Marina Pinto
Numero 6 - Anno I 17 Giugno 2004
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Alexander Borodin: il Musicista-Chirurgo
Ma la madre non era propensa a far proseguire il ragazzo nella strada della musica, la vita musicale nella Russia dell'Ottocento era così povera che un compositore non poteva vivere solo delle sue opere ma doveva cercarsi anche un altro lavoro, e quindi, a soli 17 anni, Alexander Borodin fu iscritto all'Accademia di medicina, dalla quale uscì diplomato dopo sei anni (ma egli proseguì lo stesso negli studi musicali da autodidatta).
La successiva svolta verso la musica Borodin la ebbe grazie all'incontro con Mussorgskij, che gli fece conoscere la musica di Schumann e di Glinka, e lo indusse a comporre una sinfonia, quella in mi bemolle maggiore.
Da quel momento la vita di Borodin trascorse tranquilla, fra la musica (suonava il flauto, il pianoforte, il violoncello e l'oboe), la chimica (era assistente alla facoltà di chimica presso l'Accademia militare di medicina) e la filantropia. Egli era infatti un animo quieto e sorridente, nella sua vita ebbe tempo e modo di far tutto, la carriera come medico in ospedale - tanto che divenne chirurgo - la composizione di bellissime opere, e frequenti viaggi, soprattutto in Germania, dove strinse amicizia con Liszt, dal quale ebbe preziosi incoraggiamenti.
Borodin (1835-1887) fu quindi scienziato e chirurgo, forse però l'amore per la musica era più forte rispetto a quello per la medicina, lo rivela un episodio che gli capitò in ospedale.
Sembra, infatti, che un giorno in cui stava lavorando egli avesse in mente un motivo musicale che ripeteva in continuazione, e che quindi teneva occupata la sua mente, quando gli si presentò un alto ufficiale cui era rimasto per traverso un osso di pollo. Mentre Borodin lo operava, con la musica sempre in testa, l'arnese che stava utilizzando si ruppe nella gola del paziente, ed il musicista-chirurgo ci mise un bel po' per liberarlo.
Borodin racconta: "L'uomo mi si gettò dinanzi in ginocchio, ed io durai fatica a non fare lo stesso. Pensate a cosa sarebbe successo se la pinza gli si fosse conficcata in gola! Sarei passato per la corte marziale e spedito di filato in Siberia…e poi, che ne sarebbe stato della mia musica?"
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Autore: Marina Pinto
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