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Autorizzazione del Tribunale di Roma n 229/2006 del 29/05/2006 Giornale a periodicità quotidiana - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50 - Direttore Responsabile: Guido Donati

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Il digitale aiuta le donne Stampa E-mail
Scritto da Fabiana Dessì   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 00:00

In genere quando si parla di digitale si è portati a pensare subito al Pc o al digitale terrestre per la televisione ma qui parliamo d’altro e cioè della mammografia digitale.
Che la mammografia digitale diretta fosse più precisa di quella tradizionale, era cosa già nota e generalmente condivisa dagli esperti del settore, ma la novità, apparsa in questi giorni, è che non solo questa tecnica è più precisa ma sembra che sia anche meno dannosa, infatti, comporterebbe un’esposizione alle radiazioni pari al 22% in meno rispetto a quella tradizionale.
E' quanto dimostra uno studio condotto da Edward Hendrick dell'Università del Colorado a Denver e pubblicato sull'American Journal of Roentgenology
Ormai si sa che la prevenzione è una delle armi più efficaci per combattere il cancro, in particolare il tumore al seno che è da molti anni oggetto di interesse scientifico e mediatico data la sua rilevanza ed incidenza nella società odierna.

Questa insistenza verso la ricerca di strumenti sempre più precisi, ha portato già da alcuni anni a costruire il mammografo digitale. E’ stato appurato che con questo strumento è possibile rilevare il 20% in più di tumori,anche in fase precocissima, rispetto alla mammografia tradizionale. Dagli studi è emerso che questi nuovi macchinari sono fondamentali per diagnosticare tumori non ancora invasivi, spesso microscopici, riconoscibili per la presenza di microcalcificazioni che possono passare inosservate con i mammografi tradizionali e ciò consentirebbe alle donne di iniziare i trattamenti con ampio anticipo.

Come nella mammografia analogica, anche in quella digitale il mammogramma è ottenuto impiegando un dispositivo di compressione e un tubo radiogeno. La differenza però c’è perchè nella mammografia digitale la pellicola radiografica è rimpiazzata da un rilevatore (detettore) che assorbe i raggi X trasmessi attraverso la mammella e li tramuta in segnali elettronici e in ultima battuta in pixel, solo che per compiere questa azione il detettore digitale necessita di meno raggi, rispetto a quanto ne servono per una normale “ lastra”.

Una volta raccolti questi segnali vengono appunto, digitalizzati e memorizzati, infine, dai dati ottenuti, si ricava un’immagine digitale, che compare su un monitor ad alta definizione. Questa immagine può, in seguito, essere elaborata, stampata e salvata su supporti digitali come un qualunque file.

Questo nuovo tipo di mammografia presenta anche un’altro tipo di vantaggio in quanto oltre a visualizzare il referto immediatamente sul monitor questo può essere anche trasmesso a distanza per ottenere eventuali consulti .

Tuttavia resta ancora un nodo da sciogliere: cioè il fattore costo, infatti, queste apparecchiature sono più sofisticate ma anche più costose e ciò rappresenta un freno alla loro diffusione; comunque visti i notevoli vantaggi che questa nuova tecnica sembra offrire, speriamo che nel futuro essa si possa diffondere maggiormente.

Un altro traguardo è così stato raggiunto perchè fare un esame con una diminuzione del rischio e un aumento della precisione non può che portare ad un beneficio per le donne che intendono mantenere sotto controllo il proprio stato di salute.

 

Fabiana Dessì

 
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Crediti ECM in medicina del Ministero della Salute