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La cristalleria infranta. Una famiglia inglese a Messina tra '800 e '900 nei ricordi di Julia Emma Oates di Elena Bristotti Bottini Raimondo
Recensione di Guido Donati In un clima molto commovente il 4 novembre nel Salone degli Specchi nel Palazzo della Provincia Regionale di Messina è stato presentato il libro “La cristalleria infranta. Una famiglia inglese a Messina tra '800 e '900 nei ricordi di Julia Emma Oates” scritto da Elena Bristotti Bottini Raimondo con appendice storica curata da Michela D'Angelo.
Questo libro racconta la storia di Messina tra ottocento e inizio novecento “attraverso le parole della famiglia Oates, che tra il 1830 e il terremoto del 1908 ha avuto un ruolo importante nella vita economica e sociale della nostra città, fino a farla diventare fondamentale per il traffico commerciale del meridione” come ha ribadito il Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto. Questo libro è particolare per molti aspetti:
- racconta la vita di tutti i giorni di alcune famiglie che vivevano a Messina rappresentando, come ha giustamente detto la professoressa D'Angelo, docente di Storia moderna e autrice del saggio di chiusura del volume, uno dei pochi esempi di testimonianza diretta di eventi avvenuti un secolo orsono di cui solitamente si hanno solo fredde documentazioni cartacee. La D'Angelo ha sottolineato: “le nostre ricerche sono fatte su atti, su documenti ufficiali e non conosciamo le emozioni e le sensazioni che qui sono presenti”...“È un documento preziosissimo perché questa città sta perdendo totalmente la memoria. Ci fa vedere come si festeggiava il Natale nella comunità inglese, i rapporti interpersonali e tutto quello che ruota intorno al loro mondo”;
- l'autrice Elena Bristotti Bottini Raimondo alla tenera età di novantadue anni si è scoperta scrittrice ed ha raccontato con arte tutto ciò che gli è stato trasmesso dalla madre Julia Emma Oates e dai diari del padre Giovanni Bristotti che hanno vissuto in prima persona quella terribile catastrofe che è stata il terremoto di Messina del 1908.
Attraverso le parole dell'autrice ci si tuffa nella vita della comunità inglese, che si era andata formando in Sicilia a causa delle conquiste napoleoniche che avevano isolato l'Inghilterra bloccandogli gran parte degli scambi commerciali, come ha affermato la professoressa Luciana Caminiti, docente di Storia contemporanea, “ci dà l’opportunità di immergerci nella vecchia Messina.” e ci racconta come “l’ingegner Bristotti, padre di Elena, abbia partecipato alla ricostruzione della città del post-terremoto”.

Il prof. Rosario Battaglia, docente di Storia contemporanea, ha raccontato come, nella sua vita accademica, in tante occasioni ha incontrato riferimenti alla famiglia Oates e come questo libro permetta di ricostruire quella tela di parentele, di amicizie e di scambi di cui si era persa traccia che ha arricchito nell'ottocento la città di Messina che era estremamente attiva e “traeva forza dagli insediamenti stranieri che davano ampio lustro alla nostra città, poi il terremoto ruppe un percorso che vedeva Messina manifestare forte impulsi economici”. Va ricordato che la famiglia Oates era imparentata con moltissime altre famiglie straniere e siciliane fra le quali ricordiamo i Matthey, i Sanderson, i Saraw, gli Eaton, i Lombardo e molte altre con le quali svilupparono molteplici imprese da quelle di navigazione, al Marsala, al commercio agrumario, a quello dello zolfo, alle filande, alla costituzione di Banche e a moltissime altre attività che è difficile elencarle tutte. Il 1 December 1900 ritroviamo con Adolfo Marangolo addirittura nella costituzione del Messina Football Club, Herbert Oates, Walter Oates, George Oates, Edward James Eaton, Carl Sarauw, Guglielmo Sarauw, William Robert Sanderson , Walter F. Becker e molti altri. Henry Longston Oates aveva lasciato ai figli una splendida collezione di antichità riportate con le sue navi dall'estremo oriente custodite gelosamente. La notte del 28 dicembre 1908 alle 5 e 21 sua figlia Ida Oates, sentì uno strano tremolio, come se il suo letto sobbalzasse leggermente sotto di lei. Negli stessi istanti, si diffuse nella casa silenziosa uno strano tintinnio, un suono argentino di cristalli che si infrangevano mentre cozzavano tra di loro. Un pensiero la sfiorò... la cristalleria di papà. Mio Dio, era la collezione di cristalli e giade... la cristalleria si abbattè sul pavimento dello studio di Henry... e il pavimento si spalancò ingoiando tutto e tutti” La cristalleria si era infranta e con lei tutti i sogni di decine di migliaia di persone che scomparvero quella notte per sempre. Quella notte è stata cancellata la storia di una grande città che non è stata mai più aiutata realmente a rialzarsi, abbandonata a se stessa e ai propri problemi; guardata dall'esterno come la futura città di un faraonico ponte, che se mai sarà fatto, non risolverà alcun problema e cederà nel tempo sotto la pressione di due placche continentali.
Guido Donati
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