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Articolo pubblicato il 17-12-2003
di Marina Pinto

Numero 1 - Anno I
17 Dicembre 2003





La storia dell'orecchio di Mozart

L'orecchio è l'alleato più valido per un musicista, attraverso di esso egli si accerta se una intonazione è perfetta o se l'impasto timbrico che deriva dall'insieme di più strumenti che suonano contemporaneamente è giusto o meno rispetto all'effetto che deve produrre. Lo stesso orecchio è responsabile della percezione di ogni sfumatura sonora che può produrre una voce umana, il canto a voce piena o sommessa crea un'atmosfera diversa nell'ascoltatore, che proprio grazie all'udito - perfetto o no - coglie pienamente il significato di una o di un'altra frase musicale.

Possedere un udito raffinato è dote di pochi, ancora oggi, e proprio per questo raccontiamo una storia legata ad un grande musicista del passato: lo sapevate che Mozart aveva un orecchio eccezionale? Beh, naturale, direte voi, un genio della musica! Ma qui non si tratta solo di musica: è vero che al tempo in cui visse il grande compositore l'orecchio era il solo ed unico modo per sentire se davvero le intonazioni dei vari strumenti erano giuste e in accordo fra loro, o anche se un solo strumento in un insieme era perfettamente accordato, o ancora se una sola voce fra le tante non era intonata al punto giusto. Ma nella storia di Mozart c'è di più.

Anche gli avversari più malevoli riconoscevano che Mozart aveva un "orecchio" straordinariamente fine che gli consentiva di individuare errori di intonazione anche minimi sia negli insiemi strumentali sia in quelli vocali, la musica corale scritta da Mozart è davvero speciale per quel suono perfettamente amalgamato formato da voci perfettamente legate da armonie perfette che sembrano accarezzare l'orecchio.

Ma non parliamo solo di orecchio musicale: poiché Mozart aveva una evidente malformazione all'orecchio sinistro alcuni ritennero che le due cose fossero in relazione, cioè che l'artista fosse musicalmente così dotato proprio a causa di quella anomalia fisica, e ne venne fuori una leggenda che perdura ancora oggi.

In realtà quella malformazione (che nella letteratura medica è nota proprio come "le orecchie di Mozart") non sembra avere influenza alcuna sulla capacità percettiva, e sicuramente non è collegata ad anomalie dell'orecchio interno, anche se è comunque un fatto poco comune e ha un carattere ereditario (nel 90% dei casi si verifica in un solo orecchio).

Anche Franz Xavier Mozart - uno dei suoi figli - la ereditò tale e quale, sicché fu probabilmente lui il modello per l'illustrazione qui riportata, si tratta di un disegno del 1828 che ritrae appunto l'orecchio sinistro di Mozart (a sinistra), e lo mette a confronto con un orecchio normale (a destra).

Nel disegno si nota che l'orecchio di Mozart ha una forma poligonale, manca totalmente del lobo, mostra una fusione fra antelice (A) ed elice (c) ed ha il padiglione più ampio (d).

Orecchio di Mozart



Autore: Marina Pinto


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