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Articolo pubblicato il 17-10-2005
di Claudio Furetta
Instituto de Ciencias Nucleares, Universidad Nacional Autonoma de Mexico
UNAM

Numero 21 - Anno 2
17 Ottobre 2005





Fisica e Medicina: un connubio eccellente


Durante tutti gli anni trascorsi nell'insegnamento della Fisica Medica, agli studenti del primo anno di Medicina, la difficolta' maggiore e' stata quella di far comprendere quanto sarebbe stata importante la fisica nella loro futura attivita' medica.

Ho potuto constatare che questa difficolta' non era limitata solo alle Universita' italiane, ma era diffusa in tutti i Paesi dove l'insegnamento della Fisica era inserita nelle Facolta' di Medicina. In effetti, e' difficile che uno studente di Medicina provi dell'interesse a studiare, per esempio, cosa accade ad una pallina che cade su un piano orizzontale e vi rimbalzi. D'altra parte, anche studiare i rimbalzi di una pallina fa si che lo studente acquisti un certo tipo di mentalita' che, in seguito, gli potra' permettere di comprendere fenomeni fisici ben piu' complessi. Chi entra oggi in un ospedale ben attrezzato, potra' osservare che i vari laboratori posseggono strumentazioni la cui natura e' essenzialmente fisica, nel senso che la Fisica ha elaborato sistemi che permettono sia la diagnostica, ad esempio con la TAC, che la terapia con gli acceleratori di particelle, quali elettroni, protoni e pioni. Ben noto e' il progetto di adroterapia ideato dal Prof. Ugo Amaldi del CERN.

Altro settore importantissimo, che si affianca alla diagnostica ed alla terapia con radiazioni ionizzanti, e' la dosimetria clinica che si effettua tramite la termoluminescenza, tecnica di cui si e' parlato diffusamente in questa rivista. L'uso della termoluminescenza, quale tecnica dosimetrica delle radiazioni ionizzanti, e' ora entrata in pieno in molti enti ospedalieri. I laboratori di Fisica Sanitaria, ormai diffusi in quasi tutti gli ospedali, gestiscono i dati dosimetrici ottenuti sia durante la diagnostica che la terapia dei pazienti. L'introduzione della termoluminescenza nel settore clinico ha acconsentito di diminuire i livelli di dose assorbiti dal paziente, come la verifica sperimentale dei piani di trattamento.

Si sono citati solo alcuni esempi tra i piu' noti, ma strumentazione fisica che affianca la pratica medica se ne potrebbe elencare moltissima.

Una di queste, di recentissima realizzazione, mi ha colpito in modo particolare.

Credo che tutti abbiano un'idea di cosa sia lo stress, una volta chiamato esaurimento nervoso. Lo stress, nella civilta' moderna, sta assumendo una importanza fondamentale come causa primaria di molte malattie, prima tra le altre l'infarto. Recentemente, negli Stati Uniti e' stato effettuato uno studio epidemiologico sulle cause che possono provocare l'infarto. Precedentemente, nell'elenco delle cause d'infarto, lo stress occupava una posizione molto bassa; i risultati dello studio lo hanno invece portato in una posizione molto alta, indicando chiaramente il suo pesante fattore di impatto.

Una ulteriore prova di quanto la fisica possa interaggire positivamente con altre discipline ed in particolare con la medicina, mi e' stata data dalla possibilita di conoscere il Prof. Adriano de Luca, ricercatore al Cinvestav di Citta del México e docente di Hardware nella stessa Instituzione, e di sua moglie Prof.ssa Maria Elena Sanchez Azuara, docente di psicología all'Universita Autonoma Metropolitana della stessa citta.

Il Prof de Luca ha progettato e realizzato un sistema elettronico in grado di misurare, con altissima precisione, valori fisiologici, non invasivi, relazionati con lo stress del soggetto sotto osservazione.

All' origine della realizzazione di detto sistema c'e' una vasta serie de ricerche che hanno permesso di stabilire che esiste un diretto legame tra la psiche e lo stato fisiologico delle persone. Citiamo in particolare le ricerche e i lavori di Luciano Rispoli le cui idee hanno dato origine all'interesse sullo stress del Prof. De Luca. Il rapporto mente-corpo é oggetto di molteplici dibattiti e publicazioni tra cui: Misurare lo stress di Luciano Rispoli, Guérir di David Servan-Schreiber e Il cervello emotivo de Joseph LeDoux.

Un esempio importante della relazione corpo mente e delle alterazioni provocate dallo stress e' quello, relativamente recente, fornito dai reduci nordamericani di varie guerre come quella del Vietman, del Golfo e últimamente dell'Iraq. Il dipartimento della difesa Americano ha potuto stabilire una stretta relazione fra traumi psichici sofferti durante le azioni di guerra di molti reduci e l'insorgere di gravi problemi fisiologici poco tempo dopo di essere congedati. La gamma di tipi di malattie e' quasi completa e' varia fra malattie cardiovascolari, della pelle o addirittura l'insorgere di tumori. Il dipartimento si e' trovato nella necesita di mettere appunto una speciale tecnica psicologica per poter intervenire sulla sensibilta psichica dei pazienti accentuata dei trami subuti.

Appunto prendendo come base questa gran quantita di ricerche realizate sullo stress e le sue conseguenze, e' nata l'idea di sviluppare seguendo il modello gia impostato dal Rispoli, un Test finalizzato ad evidenziare una gamma possibile di stati di stress, e, come complemento, si associa al TEST un sistema elettronico che considera determinate reazioni fisiologiche al fine di potere stabilire il grado di stress del soggetto sotto osservazione. Ho potuto verificare di persona una prima applicazione di questa metologia in un reparto di cardiología, in un noto ospedale di Citta del Messico e il risultato e' stato che su un determinato numero di pazienti di primo infarto, una percentuale altissima, quasi 86% avevano subito precedentemente, in un lasso ti tempo tra un mese e un anno, uno stato di stress causado da un trauma, particolarmente sofferto, tipo "perdite" che variavano dalle affettive alle economiche. In oltre i pazienti sottoposti a indagine presentavano tutti le stesse caratteristiche di ansia agressività e depressione.

Desidero puntualizzare che questo tipo di misura, abbinato a un Test psicologico, sembra veramente innovativa e del tutto originale, permettendo di migliorare sensibilmente i risultati che si sarebbero ottenuti con l'uso di solo uno dei due metodi.

Allo stato attuale esiste un solo prototipo del detto strumento ma la sua diffusione si prevede essere molto ampia. Alcuni centri ospedalieri, sia in Italia che all'estero, hanno gia' manifestato il loro profondo interesse e si prevede che diverra' rapidamente un elemento vitale nel settore della diagnostica clinica.

A conclusione di questa breve nota informativa, invito i lettori interessati a contattare directamente i professori Adriano De Luca e Maria Elena Sanchez Azuara i cui indirizzi elettronici sono i seguenti.

Prof. Adriano De Luca:

Prof.ssa. Maria Elena Sanchez Azuara:




Autore: Claudio Furetta
Instituto de Ciencias Nucleares, Universidad Nacional Autonoma de Mexico
UNAM

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