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frammenti del pliocene in Umbria, dinosauri




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Articolo pubblicato il 17-06-2006
Comunicato Stampa Il Filo di Arianna
Tel. 075.505.58.07
Cell. 335.14444.97

Numero 28-29 - Anno 3
17 Giugno 2006





“Tempi Profondi – frammenti del pliocene in Umbria” agosto 2006 mostra paleontologica Parrano – Umbria

L’Umbria, un cuore che custodisce “Tempi profondi”.


Specie CONUS LITHOCONUS risalente al Pliocene ritrovato a san faustino

È questo il nome suggestivo della mostra di reperti fossili, organizzata dall’Associazione Culturale l’Upupa in collaborazione con l’Associazione Paleontologica Orvietana, che per tutto il mese di agosto sarà allestita presso la scuola “Sante De Sanctis” di Parrano (Orvieto).


Specie fusus STREPTOCHETUS risalente al Pliocene ritrovato a san faustino

Milioni di anni racchiusi in forme sapienti che la natura ha preservato per ripercorrere un passato che sfugge alla mente umana. Un’eternità che diventa ammirabile in una frazione di secondo.

Saranno esposti più di 30.000 reperti risalenti al Pliocene, una delle ultime fasi di questo “tempo profondo” che copre un arco di tempo che va da 5 milioni di anni fa a circa 1,8 milioni di anni fa.

Il corpo centrale dell’esposizione interesserà la collezione di reperti provenienti dall’Orvietano (Orvieto, Allegrona, Fabro e Pietrafitta le zone prese in esame), ma la mostra coinvolgerà anche altre zone l’Italia e del mondo, con l’intenzione di valorizzare al massimo l’immenso patrimonio della geostoria, “raccontato” in un percorso didattico tramite espositori e pannelli espositivi.

Il Pliocene è un periodo di tempo molto importante, soprattutto per l’Europa, infatti il suo inizio coincide con la riapertura dello stretto di Gibilterra ed il successivo ripristino delle condizioni marine del mediterraneo, che era divenuto un bacino vuoto con sparsi laghi e lagune d’acqua dolce.


Specie strombus coronatus esemplare unico ritrovato nei calanchi di Fabro risalente al Pliocene

All’inizio del Pliocene inferiore, il mare non sommerse completamente l’Umbria, ma penetrò dalla zona senese arrestandosi prima di Perugia. Queste zone oggi così verdi, collinari e montuose, un tempo erano una zona di confine tra la terra ferma ed il mare pliocenico.

Nell’esposizione sarà possibile ammirare numerose tracce di questo passato marino, prevalentemente molluschi, bivalvi, gasteropodi ed echinodermi, ma non mancheranno ritrovamenti unici e sensazionali, come ad esempio alcuni denti di squalo o balene.

Altrettanto numerosi i fossili di animali terrestri, i mastodonti, rinvenuti dai giacimenti di lignite di Pietrafitta. Parteciperanno per l’occasione il Laboratorio Ambiente di Allerona e il Museo Vulcanologico di San Venanzo con attività di approfondimento su aspetti specifici del nostro territorio.

Sarà cosi possibile l’accesso al centro di documentazione territoriale di Parrano e, su prenotazione, la visita al giardino botanico “De Sanctis”. Un’occasione in più per conoscere le ricchezze di questo territorio.

Informazioni Associazione Upupa www.parrano.it

Autore: Comunicato Stampa Il Filo di Arianna
Tel. 075.505.58.07
Cell. 335.14444.97



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