

|

Articolo pubblicato il 19-04-2006
di Comunicato stampa Greenpeace
In collaborazione con il Comune di Roma
Numero 27 - Anno 3
19 Aprile 2006
|

|
Chernobyl vent'anni dopo. Per un futuro sostenibile e senza nucleare
Una generazione è trascorsa da quel 26 aprile 1986, giorno in cui a
Cernobyl si è verificato un pauroso incidente nucleare, ma è solo un
fugace attimo se misuriamo il tempo necessario decadimento radioattivo
di molte delle sostanze coinvolte nel pauroso incidente.
Oggi, in Ucraina un sarcofago, enorme, in cemento armato fa da monumento
alla tragedia e, dopo soli vent'anni non è nemmeno certo riesca a
mantenerci al sicuro.
A questa riflessione è dedicato il convegno "Chernobyl vent'anni dopo.
Per un futuro sostenibile e senza nucleare" voluto da Greenpeace Italia,
Legambiente e WWF Italia per ricordare, soprattutto a quei giovani
adulti che quella tragedia l'hanno vissuta solamente nel dopo-tragedia,
cosa significa utilizzare oggi l'energia nucleare e quali siano i reali
costi da sopportare.
A partecipare all'incontro, tra gli altri, sono stati: il sindaco di
Roma, Walter Veltroni; il presidente Legambiente, Roberto Della Seta; il
presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini; il presidente del WWF
Italia, Fulco Pratesi con gli scienziati Massimo Tosti Balducci,
Medicina nucleare- Ospedale di Grosseto; Sandro Fabbri, ARPA Emilia
Romagna; Gianni Mattioli e Massimo Scalia, dell'Università di Roma;
Federico Butera, Politecnico di Milano e Gianni Silvestrini, Kyoto Club-
Politecnico di Milano.
Il tempo infatti è una delle variabili principali da considerare per
valutare i costi: non esiste la possibilità scientifica di dimostrare il
mantenimento delle condizioni di sicurezza necessarie per alcune
centinaia di migliaia di anni richieste dai rifiuti radioattivi di III
categoria, né è possibile valutare i costi per mantenere in sicurezza un
simile sito per tempi tanto lunghi difendendolo anche da possibili
attacchi terroristici.
"Quella nucleare è da sempre stata la più costosa delle fonti
energetiche. Se si pensasse di costruire una nuova centrale nucleare,
questa sarebbe terminata dopo il 2010, secondo il Dipartimento
dell'Energia degli Stati Uniti.
Non solo, alla fine il costo di 1 kWh di
energia elettrica verrebbe a costare 6,13 centesimi di dollaro, quando
lo stesso kWh prodotto da gas costerebbe 4,96 centesimi, da carbone 5,34
centesimi, da fonte eolica 5,05 centesimi." - dichiara Fulco Pratesi
Presidente WWF Italia - "Sono risultati analoghi a quelli di uno studio
realizzato dalla Chicago University, così come in uno studio del
Massachusetts Institute of Technology nel 2003 si assegnavano i costi
più alti al kWh nucleare. Per di più, queste valutazioni economiche già
poco favorevoli all'energia nucleare, potrebbero essere fortemente
sottostimate in particolare per quanto concerne i costi del
decommissionamento degli impianti e il trattamento delle scorie di lungo
periodo."
Greenpeace ha presentato ieri un rapporto redatto in collaborazione con
52 scienziati e l'Accademia delle Scienze russa che valuta, a vent'anni
di distanza, l'impatto sulla salute umana dell'incidente.
"I tumori attribuibili a Chernobyl in Bielorussia siano circa 270 mila,
di cui 93 mila fatali. Sulla base dei dati demografici, negli ultimi 15
anni circa 60 mila casi di morte in più si sono registrati in Russia,
mentre le stime della mortalità totale in Bielorussia e Ucraina possono
raggiungere altri 140 mila casi" - afferma Walter Ganapini Presidente
Greenpeace Italia -"Nel complesso quindi si tratta di un aumento di
tumori mortali fino a 200 mila casi, registrati tra il 1990 e il 2004.
Queste valutazioni contrastano con quelle del Forum Chernobyl dell'Aiea
che prevede appena quattromila morti attribuibili all'incidente."
Il rapporto di Greenpeace illustra anche nel dettaglio il forte aumento
delle malattie non tumorali, di cui le statistiche dell'Aiea non parlano
mai.
Per l'Agenzia sono stati quattromila i morti, senza specificare che
questi si riferiscono al solo gruppo di 600 mila persone (i cosiddetti
"liquidatori" e le persone rilocate dopo l'incidente), mentre l'impatto
dell'incidente ha coinvolto con il suo fall-out circa 2 miliardi di
persone.
"E' sconfortante che l' Aiea stia sminuendo l'impatto del più
grave incidente nucleare della storia" afferma Pippo Onufrio, direttore
campagne di Greenpeace, "Negare le implicazioni reali non è solo un
insulto per le vittime ma porta anche a raccomandazioni pericolose, a
rilocare le persone nelle aree contaminate; l'Aiea non può rimanere il
controllore globale del nucleare se non ammette almeno che l'energia
nucleare è responsabile di quelle vite segnate per sempre".
Il rapporto sulle conseguenze sulla salute umana della catastrofe di
Chernobyl è stato pubblicato assieme a una mostra fotografica, presentata
da Greenpeace in trenta città del mondo (a Roma, presso l'Auditorium
Parco della Musica dal 12 aprile al 14 maggio) visibile anche su
www.greenpeace.it/cernobyl.
"Le immagini servono a ricordarci che le
vite umane sono più di un numero. Per ogni dato statistico c'è una
persona che sta pagando un prezzo. Chiunque abbia dubbi sugli effetti
dell'energia nucleare dovrebbe visitare la mostra per capire perché noi
ci opponiamo" commenta Onufrio.
Scarica il rapporto (in inglese):
www.greenpeace.org/chernobylhealthconsequncesreport
Scarica la sintesi del rapporto (in italiano):
www.greenpeace.it/cernobyl-2006.pdf
Legambiente parteciperà alla manifestazione davanti alla centrale di
Chernobyl, il 25 aprile, "Una delegazione in partenza dall'Italia -
spiega Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - sarà lì
nel ricordo delle vittime di quella tragedia, ma soprattutto per il
futuro di quei bambini che da anni Legambiente ospita in Italia.
Vorremmo che il ventennale dell'incidente nucleare sollecitasse un
ulteriore cambiamento di rotta. Non servirebbe a nulla celebrare
Chernobyl e continuare a percorrere la solita strada nel campo delle
politiche energetiche, centrate soprattutto sulle fonti più inquinanti,
più insicure, dannose per l'uomo, l'ambiente, il clima. Per dire,
dunque, mai più Chernobyl.
Il nostro paese è uscito dal nucleare sulla
spinta di un'azione forte e matura del movimento ambientalista ma
milioni di persone continuano ancora a convivere con il rischio
quotidiano che da qualche parte del mondo, un'altra centrale emetta
un'altra nube radioattiva.
Nonostante la pressione del mondo
ambientalista, non è stata avviata in questi anni su scala nazionale ed
internazionale né una politica di risparmio energetico né una politica
di investimento nelle fonti rinnovabili, degna di questo nome.
Per
giunta oggi i nostalgici dell'atomo, e ce ne sono sia tra gli scienziati
che tra i politici, tornano a parlare e pensare al nucleare nonostante
sia ormai evidente la non convenienza di questa scelta da tutti i punti
di vista".
foto di Robert Knoth, scattate a Chernobyl e dintorni
Veznova, Bielorussia
Natasha Popola, 12 anni, e Vadim Kuleshov, 8 anni. Natasha è nata affetta da
microcefalia, la sua testa è troppo piccola. Vadim ha una malattia alle ossa
e, anche lui, è ritardato mentale.
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma
nell'avere nuovi occhi".
Marcel Proust
All'Auditorium di Roma le foto di Greenpeace per ricordare Chernobyl
Le toccanti foto di Robert Knoth, scattate a Chernobyl e dintorni, all'Auditorium
"Parco della Musica" di Roma. Greenpeace ha scelto di ricordare
il ventesimo anniversario dell'incidente nucleare, che ha sconvolto l'allora
Urss e il pianeta intero, con una importante mostra fotografica che verrà
inaugurata il 12 aprile presso lo spazio espositivo AuditoriumArte.
L'esposizione, dal titolo "CERTIFICATE NO. 000358/ - Il costo umano di una
catastrofe nucleare", rimarrà aperta fino al 14 maggio e sarà presentata
nello stesso periodo nelle principali città del mondo. Robert Knoth, uno dei
premiati al "World Press Photo 2006", ha realizzato diversi reportage
attorno a Chernobyl per Greenpeace, con l'obiettivo di sottolineare le
conseguenze umane dell'incidente che ha colpito la regione il 26 aprile
1986.
La mostra si svolge nell'ambito del Festival della Fotografia, promosso
dal Comune di Roma e organizzato da Zoneattive.
ORARI:
Lun-Ven 17.00-21.00
Sab-Dom 11.00-20.00
Greenpeace è un'associazione non violenta, che utilizza azioni dirette per
denunciare in maniera creativa i problemi ambientali e promuovere soluzioni
per un futuro verde e di pace.
Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o
partiti politici.
www.greenpeace.it
foto di Robert Knoth, scattate a
Chernobyl e dintorni
Gomel, Bielorussia
Annya Pesenko, ha un tumore al cervello. È nata a Zakoptye, un paese
pesantemente contaminato e alla fine evacuato e distrutto. Il tumore si è
manifestato all'età di 4 anni. Ora, a 15 anni, Annya ha un tumore al
cervello per la seconda volta.
|
Autore: Comunicato stampa Greenpeace
In collaborazione con il Comune di Roma
Scarica questo articolo nel tuo computer

© 2005 Scienzaonline.com
|
|

|