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Articolo pubblicato il 17-07-2006
Autore Paola Franz
Numero 30 - Anno 3
17 Luglio 2006
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I Chachapoya, il popolo delle nuvole, in mostra a Bolzano
Il Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano ospiterà dall'11 agosto al 15 novembre una mostra straordinaria sulla
civiltà dei Chachapoya vissuta in Perù dall'800 al 1500 d.C. circa. Nella mostra saranno esposte dodici mummie
provenienti da un grande complesso funerario, oltre a molti oggetti e reperti pervenuti da insediamenti e siti funerari.
Intento della mostra sarà quello di ricostruire, grazie anche all'ausilio di modelli e planimetrie, la vita e la cultura
del popolo delle nuvole.
La mostra rientra in un progetto di ricerca che coinvolge il Museo Archeologico di Leymebamba/Perù, il Museo Tecnico
di Vienna, dove la mostra sarà visitabile fino al 30 luglio, e il Museo Archeologico dell’Alto Adige.
Le mummie, nel periodo in cui si trovano in Europa, saranno studiate, a Vienna e a Bolzano, con apparecchiature di
indagine specializzate, la speranza è di riuscire a scoprire qualcosa in più su questo popolo ancora misterioso.
"Guerrieri dalla pelle e dai capelli chiari" così i conquistatori incaici descrivevano i Chachapoya dandogli il
nome di popolo delle nuvole, probabilmente perchè costruivano i loro insediamenti su alture di montagna immerse nella nebbia.
I Chachapoya si espansero sulle Ande peruviane dall'800 d.C. e furono assoggettati dagli Incas nel XV secolo.
Un secolo dopo, con l'arrivo degli spagnoli, il popolo delle nuvole scomparve, sterminato dalle infezioni provenienti
dall'Europa.
I Chachapoya avevano un forte culto dei defunti, molti dei quali erano conservati in sarcofagi costruiti
con fango e argilla e dipinti con decorazioni. Mettevano i propri morti in nicchie di pietra a due metri e
mezzo di altezza, a picco sulle montagne.
Dopo aver messo il corpo del defunto nella nicchia in posizione
accovacciata, veniva avvolto in tessuti decorati su cui era stato dipinto un ritratto; è ancora un mistero
se questo popolo imbalsamava e privava delle interiora i corpi dei defunti come facevano gli egizi.
I corpi si sono conservati intatti fino ad oggi grazie al microclima secco in cui si trovavano; le tombe erano
poste a 5.000 metri di altitudine, questo ha creato una situazione ideale per la mummificazione e la conservazione.
Le ricerche che saranno effettuate potranno svelare qualcosa in più su questo popolo ancora avvolto dal mistero.
Info:
Weblink al Museo di Leymebamba: http://centromallqui.org.pe/ley_museo_en.htm
Museo Archeologico dell’Alto Adige
Via Museo 43, 39100 Bolzano
tel. 0471-320100, fax: 0471-320122, www.iceman.it
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Autore: Paola Franz
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