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Articolo pubblicato il 17-06-2006
di Roberto Panzarani
Numero 28-29 - Anno 3
17 Giugno 2006
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”La Leadeship del futuro”: intervista a Richard Farson
Qual è la sua opinione sulla leadership?
E’ una questione molto ampia, per questo limiterò la mia risposta a quegliaspetti
della leadership che mi interessano al momento. Mi chiedo perché le parole“saggezza”
e “leadership” compaiono così raramente nella stessa frase.
Troviamo altre parole, come coraggio, ottimismo,fermezza, visione, humor, compassione
etc. ma non saggezza. Ho chiesto ad alcuni leader aziendali il perché,
e il former president di una compagnia di telecomunicazioni americana mi ha detto che
“saggezza e leadership possono essere incompatibili”.
Si riferiva, ovviamente, alla leadership aziendale, e ad una definizione di saggezza
che produce effetti sull’umanità, una definizione vicina alla responsabilità sociale.
In un sistema competitivo, orientato al mercato, un leader aziendale non può essere
saggio senza agire con responsabilità sociale.
Conseguenza di quanto detto è che la prima responsabilità sociale
(l’unica responsabilità sociale, come direbbe Milton Friedman, premio Nobel
laureato in economia) di un leader aziendale è quella di fare profitto,
contribuire a migliorare l’economia, perché senza un sistema di mercato di successo
non può esserci democrazia.
Per lo meno non c’è mai stata democrazia senza questo.
Questo significa che non possiamo aspettarci responsabilità sociale senza creare
equilibrio sul terreno di gioco del business, e ciò significa regolamentazione,
sia con l’intervento del governo sia grazie alle associazioni industriali.
Non possiamo aspettarci che i leader di business individuali siano socialmente
responsabili fino a che queste regolamentazioni non siano messe in atto.
La questione più problematica, secondo me, è che non riusciamo a fare la
necessaria istinzione tra la business leadership e la leadership professionale o
del settore pubblico, perché il primo obbligo di un professionista è la
responsabilità nei confronti dell’umanità.
Quando la leadership professionale si orienta maggiormente al mercato, e riprende
i valori del settore privato, soddisfacendo le “volontà” più che i bisogni,
diventa corrotta, come abbiamo chiaramente potuto osservare nel giornalismo, nei
media e la stessa cosa sta accadendo nell’architettura, nella religione, nella
salute e in molte altre professioni…anche nelle università.
Pensa che ci siano nuovi leader nel mondo oggi giorno? E chi sono?
In realtà non ci sono leader, ma leadership.
Coloro che identifichiamo come leader non lo sono in tutte le aree, e non
lo sono neanche appena fuori dalla loro area di competenza.
Restiamo legati all’idea che i leader siano necessari, e certamente lo
sono, ma la leadership è sempre stata distribuita, e le organizzazioni
sono dirette con strategie bottomup così come top-down.
Oggi, con la nuova società dell’informazione, la leadership è sempre
più ampiamente distribuita in comunità non geografiche, connesse attraverso Internet.
Credo si stia avvicinando il giorno in cui non sarà difficile giudicare in modo
trasparente i CEO che guadagnano 400, 1000 volte quello che guadagna un lavoratore medio.
Può parlarci del nuovo blog sulla leadership?
Il nostro istituto, il Western Behavioral Sciences Institute, ha ideato già molti anni
fa il distant learning con la nostra Scuola di management e studi strategici, e
circa cinque anni fa, l’International Leadership Forum, una
commissione di esperti basata su Internet composta da ottanta leader molto
influenti che deliberano su importantissime questioni politiche del nostro tempo.
Abbiamo appena lanciato il nostro nuovo blog online che presenta osservazioni regolari
di nove dei nostri ILF Fellows: il precedente ambasciatore della NATO
Harlan Cleveland, l’autore e produttore Michael Crichton, l’antropologa Mary
Catherine Bateson, lo psicoanalista Douglass Carmichael, la studiosa della biosfera
Jane Poynter, il ricercatore Daniel Yankelovich, il past president della Planned
Parenthood Gloria Feldt, l’attrice e membro della Chairman of the National Endowment
of the Arts Jane Alexander, l’economista e scienziato politico di Yale Charles
Lindblom e occasionalmente altri ILF Fellows e ospiti esperti, oltre ai momenti
salienti e ai policy report delle conferenze ILF.
Non penso esista via migliore
per i leader, o aspiranti leader, per essere in continuo aggiornamento e
riflettere sulle questioni che direttamente riguardano la leadership contemporanea,
se non quella di leggere quotidianamente le opinioni, i commenti sul nostro blog,
the ILF Post.
Lo potete raggiungere ciccando al seguente link: www.ilfpost.org.
Aspettiamo i vostri commenti.
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Autore: Roberto Panzarani
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