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Articolo pubblicato il 19-04-2006
di Roberto Panzarani
Numero 27 - Anno 3
19 Aprile 2006
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Intervista a Grazia Francescato Presidente dei Verdi Europei e Presidente Onorario dei Verdi Italiani
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1) Esiste un concetto di innovazione sostenibile?
Si, il concetto di innovazione sostenibile è figlio di una nuova visione del mondo,
battezzata “sviluppo sostenibile”e nata - se vogliamo fissare una data - in occasione
della prima Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo, tenutasi a Stoccolma nel 1972
(cui io ho partecipato come giovanissima giornalista) e poi ufficialmente sancita
nel Rapporto Bruntland del 1987 e dalla Conferenza ONU di Rio de Janeiro del 1992
(il famoso Vertice della Terra).
Ormai non c'è documento ufficiale - dalle delibere del più piccolo consiglio comunale
ai trattati europei- che non grondi di retorica sullo sviluppo sostenibile.
La formula rischia di diventare un mantra, spesso evocato e raramente tradotto
in fatti concreti: inoltre la terminologia “sviluppo sostenibile” è
una contraddizione in termini, perchè sottende
la convinzione che si possa continuare con un tasso di crescita illimitato su un
pianeta che invece ha risorse limitate (acqua, foreste, suolo, metalli etc).
Per questo noi ecologisti preferiamo la definizione “futuro sostenibile”, proprio
per far capire che, se andiamo avanti con questo tipo di sviluppo, non lasceremo
in eredità ai nostri figli un pianeta vivente, ma una “terra desolata”
(per citare il poeta T.S.Eliot).
2) Lo sviluppo sostenibile è compatibile con i risultati economici?
Si, c'è un matrimonio che "s'ha da fare e subito" - per parafrasare il Manzoni alla
rovescia- ed è quello tra economia ed ecologia, che non a caso iniziano con lo stesso
prefisso 'eco', al greco 'oikos' che vuol dire casa. Per garantire a noi esseri umani,
agli animali e alle piante che sono i nostri “fratelli minori” (l'ecologia non è
antropocentrica!!!) la sopravvivenza nella casa comune che è il pianeta Terra,
dobbiamo sforzarci di integrare le politiche ambientali, economiche e sociali:
l'ambiente non è un capitolo aggiuntivo che si può togliere o mettere nei programmi
di governo, ma l'asse intorno a cui debbono ruotare le politiche del futuro.
Es: il cambiamento climatico, causato dalle emissioni di “gas serra” che a loro volta
provocano il riscaldamento globale, minaccia non solo la biodiversità naturale,
ma anche la nostra economia e il nostro modo di vivere. Per arginarlo, occorre cambiare
il nostro modello di sviluppo, a cominciare da quello energetico
(addio ai combustibili fossili, come petrolio e carbone, sì a risparmio,
efficienza energetica, energie rinnovabili).
3) Ci può fornire qualche esempio di innovazione sostenibile?
Ormai sono tantissimi: oggi, per esempio, partirò per Stoccolma dove i Verdi svedesi
tengono un seminario sui biofuels, i biocombustibili Il governo svedese ha deciso
di puntare sulla sostenibilità dei trasporti, non solo rafforzando le ferrovie rispetto
al trasporto su gomma (cosa di cui l'Italia avrebbe disperato bisogno, visto che l'80%
delle merci e dei passeggeri da noi viaggia su gomma) ma favorendo - tramite
un sistema di incentivi e tassazioni - l'uso dei biofuels prodotti in Svezia
(ogni auto su dieci venduta dovrà rifornirsi di biocombustibile, ogni stazione di
rifornimento su tre idem etc).
Le innovazioni tecnologiche sono tantissime, basti
pensare ai passi avanti fatti sul fronte del solare (dal fotovoltaico al termico),
dell'eolico (vedi le nuove soluzioni di installazioni offshore) del risparmio
energetico (grazie a tecniche di bioedilizia, ad esempio, le abitazioni tedesche
consumano la metà di quelle italiane).
In ogni caso, se vogliamo arginare il cambiamento climatico e tagliare la dipendenza
dal petrolio e dal gas (con tutte le pericolose implicazioni geopolitiche derivanti,
vedi l'uso che Putin fa del gas come strumento di potere politico) dovremo puntare
decisamente sul mix risparmio, efficienza, rinnovabili: secondo le proiezioni dell'
International Agency Society si potrà arrivare così a soddisfare il 20% della domanda
di elettricità mondiale entro il 2020 e il 50% entro il 2050.
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Autore: Roberto Panzarani
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