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Articolo pubblicato il 17-05-2005
di Walter Pasini
Direttore Centro OMS Medicina del Turismo
Numero 16 - Anno 2 17 Maggio 2005
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Un nuovo vaccino contro colera e diarrea del viaggiatore
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La diarrea del viaggiatore rappresenta una minaccia per i viaggiatori internazionali. Essa colpisce dal 30 all’80% dei viaggiatori. La causa più frequente della diarrea del viaggiatore è l’Escherichia coli enterotossica (ETEC). La principale misura di prevenzione è rappresentata dalla scelta rigorosa degli alimenti e delle bevande.
Ai viaggiatori viene raccomandato soprattutto di evitare la carne o il pesce crudo, la frutta e la verdura a meno di non poterla pelare o sbucciare personalmente, il ghiaccio che non venga prodotto da acqua potabile, le creme, la maionese ed i gelati.
Indagini epidemiologiche hanno però dimostrato che anche i viaggiatori più accorti commettono da uno a più errori alimentari che possono provocare la diarrea del viaggiatore o causare malattie come l’epatite A,l’epatite E, la febbre tifoide o il colera.
Il colera è conosciuto come malattia diarroica acuta che colpisce soprattutto i Paesi in via di sviluppo.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il colera è grave solo nel 5-10% dei casi mentre nel restante 90-95% si manifesta con sintomi da lievi a moderati e può colpire non solo le popolazioni residenti nelle zone endemiche ma anche i viaggiatori.
L’epidemiologia ufficiale non rispecchia il quadro reale, Secondo l’OMS, i casi riportati sono meno del 10% di quelli effettivi. Questo perché i Paesi interessati non li notificano, soprattutto per il timore di ripercussioni socio-economiche (a partire dalla paura di perdere turisti), ma anche perché, come si diceva, molti casi di colera sono di lieve entità e quindi non identificabili come tali. Il colera può essere dunque confuso facilmente con altre malattie diarroiche, compresa la Diarrea del Viaggiatore, patologia che può avere diverse cause (tra cui, appunto, l’infezione da Vibrio cholerae). La principale di queste cause resta l’Escherichia coli enterotossigena (ETEC), un batterio che produce una tossina molto simile a quella prodotta dal vibrione del colera, come si può vedere dall’immagine sotto (la tossina a sinistra è quella del colera, quella a destra è la tossina dell’ETEC).
Da questo mese, i viaggiatori italiani potranno disporre anche di un nuovo vaccino, efficace contro il colera e la diarrea del viaggiatore, causata da Escherichia coli enterotossigena (ETEC), prodotto in Svezia attraverso un modernissimo procedimento tecnologico.
E’ questa forte somiglianza strutturale ed immunologica che spiega la protezione che questo vaccino offre anche rispetto alla Diarrea del Viaggiatore da ETEC.
Contro il colera non esiste nel nostro Paese nessun altro vaccino. Quello iniettivo tradizionale, costituito da cellule intere di batteri uccisi col fenolo, non veniva da tempo più raccomandato dall’OMS a causa della sua modesta efficacia (30- 50% dei vaccinati), la breve durata dell’immunità ( 3-6 mesi) e perché poteva indurre nei vaccinati un immotivato e pericoloso senso di sicurezza. Questo nuovo vaccino si distingue dal vecchio innanzitutto per composizione: oltre alle cellule intere di batteri, uccisi col calore e la formalina, il nuovo vaccino contiene infatti la subunità B non tossica della tossina del colera (ottenuta attraverso procedimenti di ingegneria genetica), la quale stimola una risposta anticorpale migliore e permette la protezione crociata dalla Diarrea da ETEC. Il nuovo vaccino è diverso inoltre anche per via di somministrazione: orale, anziché parenterale.
Per valutare l’efficacia del vaccino contro il colera, sono stati condotti due studi, rispettivamente in Bangladesh e in Perù. Nello studio in Bangladesh, condotto su circa 65.000 soggetti a partire dai 2 anni di età, il vaccino di tipo WC/rBS (Dukoral) è stato confrontato col vaccino a sole cellule di batteri uccisi. Mentre quest’ultimo aveva dimostrato un’efficacia protettiva del 58%, Dukoral ha fatto registrare un’efficacia dell’85%. In questo studio si è misurata anche l’efficacia del vaccino contro la diarrea da ETEC in una zona endemica, e la protezione nel breve termine è risultata essere superiore al 60%. Nello studio condotto in Perù, l’efficacia protettiva nei confronti del colera risultata sovrapponibile a quella riscontrata in Bangladesh.
L’efficacia del vaccino è stata valutata non solo nelle popolazioni residenti in zone endemiche, ma anche nei viaggiatori che dai Paesi industrializzati si recano in zone a rischio. In particolare, è stato condotto uno studio in 600 turisti finlandesi che si recavano in vacanza in Marocco. In questo gruppo, il vaccino ha dimostrato di ridurre di oltre il 50% tutte le forme di diarrea da ETEC. Il dato è ancora più alto (60%) per le diarree da ETEC che produce tossina tremolabile (LT) e ancora migliore per le diarree da infezioni miste. Infatti, quando la diarrea era causata dall’ETEC più un qualunque altro patogeno, l’efficacia protettiva saliva fino al 71%; nel caso particolare di ETEC + Salmonella enterica, Dukoral era in grado di prevenire l’82% delle diarree
Questo vaccino è dunque di reale utilità ed importanza per tutti i viaggiatori diretti verso le zone del mondo dove siano presenti questi patogeni responsabili di malattie diarroiche. L’ETEC costituisce un rischio che va da medio ad alto in quasi tutte le regioni del mondo, con la sola eccezione del Nord Europa, del Nord America e dell’Australia. Buona parte del continente africano,incluso il nord-Africa, il Centro e il Sud America (escluse solo l’Argentina e il Cile) e gran parte dell’Asia sono da considerare mete dove il rischio di Diarrea del Viaggiatore da ETEC è molto elevato.
Oltre che ai turisti, il vaccino è consigliato ai viaggiatori che si recano abitualmente in questi paesi per motivi di lavoro, ai volontari della nostra Protezione Civile, ai militari, agli operatori ecologici ed al personale sanitario.
Dukoral si somministra in due dosi, a distanza di una settimana l’una dall’altra, completando il ciclo idealmente una settimana prima della potenziale esposizione all’infezione. Il vaccino può essere impiegato anche nei bambini, a partire dai 2 anni: nei bambini di età 2-6 anni sono indicate tre dosi.
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Autore: Walter Pasini
Direttore Centro OMS Medicina del Turismo
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