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Articolo pubblicato il 17-04-2005
di Marina Pinto
Numero 15 - Anno 2 17 Aprile 2005
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Musica a fior di pelle
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Non c'è lavoro senza malattia professionale, lo sanno tutti. Nel campo della musica, per esempio, sono frequenti infiammazioni ai legamenti delle mani o noduli alle corde vocali, tutti disturbi trattabili con terapie adeguate, semplici riguardi e buona cura di sé, ed ogni musicista sa come fare per prevenirli o, se occorre, per curarli.
Finora la musica era stata associata in prevalenza a problemi muscolo-scheletrici dovuti , per esempio, alla postura, o, nel campo specifico della musica lirica, a patologie della respirazione o delle corde vocali, mentre l'area dermatologica non era mai stata esplorata. Ma da studi approfonditi sono emersi molti altri problemi.
Dermatite
Chi suona uno strumento musicale, infatti, ha un aumentato rischio di incorrere in una grande varietà di disturbi cutanei che vanno dalla reazione allergica all'eczema. Lo rivela una ricerca britannica, secondo la quale il contatto prolungato della pelle con lo strumento musicale può determinare una serie di condizioni dermatologiche tipiche dei musicisti. Condizioni che possono però essere affrontate sia con correzioni nella "tecnica esecutiva" sia con modifiche apportate allo strumento.
Un'indagine condotta su 117 musicisti di un'orchestra ha evidenziato una significativa incidenza di problemi cutanei occupazionali o legati allo stress come iperidrosi, lichen planus, psoriasi, eczema e orticaria.
I disturbi dermatologici dei musicisti non rappresentano una minaccia per la vita, ma certo possono condurre a un condizionamento nella performance o ad un danno occupazionale.
È noto del resto che i musicisti sono esposti a grossi carichi di stress, fattori emotivi che possono veicolare disturbi cutanei idiopatici o da predisposizione genetica. Ma i musicisti, professionisti e non, non soffrono solo di disturbi comuni a quelli della maggior parte della popolazione, ma anche di condizioni che discendono direttamente dalla loro attività musicale.
Una seconda indagine epidemiologica condotta su 24 orchestrali, ha evidenziato come i problemi cutanei meccanici, determinati cioè dal modo di utilizzare lo strumento, siano i più diffusi. Un risultato confermato da due analisi successive, condotte su più larga scala, con la segnalazione di frequenti episodi di dermatite da contatto legata al proprio strumento. I ricercatori britannici hanno così raccolto in modo sistematico tutta la letteratura prodotta sul rapporto tra musica e medicina per definire i problemi più comuni tra i professionisti.
I risultati si sono rivelati molto interessanti.
Le reazioni allergiche più comuni? Per cominciare quella alla colofonia, materiale utilizzato per facilitare lo scorrimento degli archetti sugli strumenti a corda, e all'ancia, che è la sottile lamina utilizzata all'imboccatura di strumenti a fiato come clarinetti, oboi e sassofoni.
I ricercatori hanno poi riscontrato nei flautisti e nei suonatori di ottoni o di strumenti a corda, allergie al nickel e dermatiti delle labbra, del mento e delle mani. Condizioni che possono condurre a eczema cronico.
Questi disturbi, però non sono irreversibili, dicono i ricercatori. Basterebbe cambiare marca di colofonia o cambiare i materiali delle ance, provando quelle in materiale plastico, oppure utilizzare archetti in materiale bronzeo, tutti accorgimenti che possono prevenire i problemi cutanei.
Ma la lista delle malattie del musicista non finisce qui.
Esistono anche una serie di disturbi tipici, come il "collo dei violinisti", che si presenta gonfio e pallido, a causa del costante contatto della pelle col violino. E altrettanto tipica è un'infiammazione del petto che si manifesta nei chitarristi, una forma di mastite determinata da come si tiene appoggiato al corpo lo strumento.
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Autore: Marina Pinto
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